CENTRO STUDI ENTI LOCALI
un'azienda di servizi evoluti per gli Enti Locali, le Aziende partecipate e i Professionisti
GLI STRUMENTI OPERATIVI A SUPPORTO DEGLI OPERATORI DEGLI ENTI LOCALI
EDITORIA SPECIALISTICA DEDICATA
Libri ed ebook costantemente aggiornati a supporto degli Operatori degli Enti e loro Revisori
Informazione specialistica
una collana di riviste costantemente aggiornate a supporto degli Operatori degli Enti e loro Revisori
GIORNATE FORMATIVE SU ARGOMENTI DI PRIMO PIANO PER GLI ENTI LOCALI ED I LORO REVISORI
effettuate in tutta Italia
Formazione in-house
mettiamo a disposizione strumenti importanti ed efficaci per acquisire le indispensabili conoscenze di base, utili per svolgere al meglio l'importante e delicata funzione di amministratori locali
FORMAZIONE E-LEARNING
su argomenti di primo piano per gli Enti Locali ed i loro Revisori
FORMAZIONE GRATUITA
per il personale degli Enti e Società pubbliche Finanzia interamente il piano formativo aziendale e/o dell'Ente pubblico con i fondi interprofessionali

EUROPROGETTAZIONE, EURO PROJECT MANAGEMENT E FINANZA AGEVOLATA
Una costante ed aggiornata azione di monitoraggio sui principali programmi di finanziamento esistenti a livello comunitario, nazionale e regionale
SERVIZI FORMATIVI E CONSULENZIALI DI ALTA SPECIALIZZAZIONE A SUPPORTO DELLE AZIENDE SANITARIE
CONSULENZA
Un servizio di assistenza concreta per gli operatori pubblici e privati degli Enti Locali

CENTRO STUDI ENTI LOCALI COMUNICA

  • Centro Studi Enti Locali confermato, anche per il 2024, tra i soggetti accreditati dal Mef per erogare formazione per i Revisori legali  10 Maggio 2024 - Comunicato-stampa n. 7/2024 Forte della professionalità e preparazione che contraddistingue l’operato del proprio corpo docenti e della qualità della proposta formativa erogata negli anni ai professionisti in ambito giuridico-economico e amministrativo-contabile, Centro Studi Enti Locali Spa è stato incluso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, anche per l’anno 2024, nell’elenco delle società o enti pubblici e privati accreditati presso i quali può essere svolta la formazione professionale continua, ai sensi dell’art. 5, comma 6, lett. b), Dlgs. 27 gennaio 2010, n. 39.   Gli eventi organizzati per la platea dei Revisori legali, nell’ambito di uno specifico ramo di attività denominato “Centro Studi Revisione legale”, dal 2017 in poi, sono stati numerosi e sempre molto partecipati. L’impegno del ns. Gruppo di lavoro è quello di continuare ad erogare attività formative valide per tutti i Crediti formativi richiesti ai Professionisti contabili: i 30 Cfp “ordinari” dei Dottori commercialisti ed Esperti contabili, i 10 Cfp “speciali” per i Revisori degli Enti Locali, ed i 20 “crediti Mef” per i Revisori legali, sia per quelli iscritti agli Ordini (in qualità di soggetto autorizzato dal Cndcec ex art. 9 del Regolamento per la formazione continua), che per i non iscritti (“Revisori legali non ordinistici”) a seguito della sopra comunicata autorizzazione Mef. Per inciso, segnaliamo che, nell’ambito dei corsi in materia di Revisione legale, sono stati già inseriti nella programmazione 2024 anche alcuni percorsi formativi (contraddistinti nel nuovo programma annuale del Mef con la nuova Categoria “D”) attraverso i quali i Revisori potranno iniziare ad acquisire le conoscenze necessarie in materia di rendicontazione di sostenibilità e di attestazione della conformità della rendicontazione – Direttiva (UE) 2022/2464 “Corporate Sustainability Reporting Directive”, in gergo ‘CSRD’ (Cm. Mef RgS 15 marzo 2024, n. 12).   Per informazioni sui corsi di formazione accreditati, rimandiamo alla Sezione “Formazione” del sito istituzionale di Centro Studi Enti Locali Spa e ai costanti aggiornamenti forniti attraverso le nostre newsletter informative e i canali social. Per informazioni in merito ai corsi di formazione, contattare: Tel. 0571-469222 o 0571 469230; Fax 0571/469237; E-mail: segreteria@centrostudientilocali.it.   CONTATTI E RIFERIMENTI UFFICIO STAMPA   Veronica Potenza Per richieste di informazioni utilizzare: l’indirizzo mail: ufficiostampa@centrostudientilocali.it i numeri di tel. 0571-469222 e 0571-469230
  • “Pnrr”: Salvemini (Commissione Ue), “Italia finora prima della classe ma non è escluso il rischio di ritardi sugli obiettivi finali” 27 Marzo 2024 - Gli interventi che hanno animato il dibattito del primo tavolo tecnico del 2024 del Progetto “Next Generation EU – EuroPA comune”   Il 26 febbraio 2024 il Consiglio dei Ministri ha presentato il Decreto-legge che rivede importanti elementi relativi al funzionamento del “Piano nazionale di ripresa e resilienza”. Il Decreto introduce nuove disposizioni per gli Enti Locali e i soggetti attuatori in materia di governance del Piano, oltre all’accelerazione e allo snellimento delle procedure per l’attuazione degli interventi. Tra le novità più rilevanti, sono inserite modifiche alla struttura di missione che governa il “Pnrr” e si rafforza la capacità amministrativa delle Amministrazioni titolari delle misure e dei Soggetti attuatori. Inoltre, consente alle Regioni e agli Enti Locali di ricorrere all’indebitamento per finanziare operazioni di ricapitalizzazione e capitalizzazione di Società a partecipazione pubblica aventi ad oggetto la realizzazione di Infrastrutture pubbliche. Rispetto alle procedure, sono introdotte ulteriori misure di semplificazione per l’utilizzo delle risorse, tra cui la previsione di un’anticipazione, alle Amministrazioni interessate, del 30% del costo dei singoli interventi da effettuare. Le novità introdotte dal nuovo Decreto sono state al centro del Tavolo tecnico “Nuovo Decreto Pnrr: Le principali novità per soggetti attuatori ed operatori interessati” del Progetto “Next Generation Eu – EuroPA Comune”, realizzato da Centro Studi Enti Locali in collaborazione con il Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa, tenutosi nella mattina del 27 marzo 2024. Ad animare il dibattito sulle novità introdotte dal Dl. n. 19/2024, gli interventi di rappresentanti delle Istituzioni e degli Enti Locali ed esperti del “Pnrr”. Si riporta di seguito una sintesi di quanto emerso. Lo stato di attuazione del “Pnrr” italiano. Francesco Rossi Salvemini, Task force per la ripresa e la resilienza della Commissione europea “il fatto che ad oggi siamo i primi della classe in Europa non vuol dire che non ci sia il rischio che stiamo accumulando importanti ritardi che potrebbero manifestarsi nel raggiungimento degli obiettivi collocati verso la fine del piano” “Dal punto di vista dell’attuazione degli obiettivi, l’Italia è l’unico paese che ha già inviato 5 richieste di pagamento, ha già ricevuto più di 100 miliardi e, sotto questo profilo, siamo quindi in perfetto orario. In questa prima fase, il nostro Paese si è dimostrato in grado di essere efficace nell’attuazione del Pnrr. Bisogna però tenere conto che nella prima parte si trattava soprattutto di obiettivi legati alle riforme. Più si avvicina il biennio 2025-2026 e più, invece, si devono concretamente dimostrare la messa a terra degli investimenti e i risultati prodotti dalle riforme; quindi il fatto che ad oggi siamo i primi della classe in Europa non vuol dire che non ci sia il rischio che stiamo accumulando importanti ritardi che potrebbero manifestarsi nel raggiungimento degli obiettivi collocati verso la fine del piano”. Così Francesco Rossi Salvemini, Membro della Task force per la ripresa e la resilienza della Commissione europea, si è espresso in merito all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza nel corso del tavolo tecnico. Modifiche, quelle apportate dalla rimodulazione e dal Decreto “Pnrr”, giudicate profonde da Salvemini ma che, stando a quanto ha dichiarato, “complessivamente non hanno ridimensionato l’ambizione del Piano”. Una rimodulazione necessaria. Nicola Tonveronachi, Centro Studi Enti Locali, “Revisione regole Pnrr era necessaria, ora il Governo dimostri bontà delle scelte”   Una posizione affine a quella espressa da Nicola Tonveronachi, Ad di Centro Studi Enti Locali, che ha evidenziato come anche la rimodulazione del Piano, che è stata al centro di un dibattito molto acceso, non sia – a suo modo di vedere – da demonizzare, posto che questo genere di modifiche era possibile, probabile, e previsto, dal regolamento istitutivo del dispositivo di ripresa e resilienza sin dalla prima ora e non sono state una deroga o una deviazione rispetto al percorso tracciato da Bruxelles. “L’aggiornamento delle regole auree, attuative e di ingaggio, che riguardano il Pnrr italiano – ha detto Tonveronachi – era necessario dopo l’Ecofin di fine 2023. Nessuno che abbia cognizione di cosa implichi la gestione di un piano di questa portata e durata si può aspettare che non vengano apportate modifiche nell’arco di sei anni. Alcune procedure introdotte nel primo tempo della ‘partita’ non si sono dimostrate efficaci, da qui l’esigenza di cambiare. Inoltre, ci avviciniamo alle scadenze con termini e obiettivi basati sull’andamento della spesa effettuata invece che di stato dell’arte di processi e di procedure amministrative, e si comincia quindi a concretizzare l’esigenza di un monitoraggio sulla cosiddetta ‘ability to spend’ oltrechè sugli impatti reali della stessa. Oltre alle modifiche su regole, procedure e processi, il Decreto 19 ha portato interventi politico-istituzionali sulla governance dell’infrastruttura nazionale Pnrr, insieme al travaso di alcune importanti coperture finanziarie sui progetti. Ora sta al Governo dimostrare la bontà di questa scelta, ed a noi tutti l’impegno a completare la sfida di modernizzare davvero il Paese”. Il lascito del “Pnrr”. Francesco Bartolini, Mit “Importante il lascito del Piano, che potrà essere utilizzato in altre esperienze” “Il Dl n. 19/2029 ha rafforzato l’attenzione della Struttura di Missione del ‘Pnrr’ sulla realizzazione dei progetti. Il mondo dei Soggetti attuatori forse non è ancora del tutto maturo per il monitoraggio richiesto dal piano”, ha detto Francesco Bartolini, Dirigente presso l’Ufficio di Monitoraggio Unità di Missione per l’attuazione degli interventi del “Pnrr” del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Che però vede nell’esperienza del “Pnrr” l’opportunità di un lascito importante “che potrà essere utilizzato in altre esperienze”. Il lascito del “Pnrr”. Gianluca Pocci, Comune di Genova “Sicuramente il Paese ne uscirà diverso” A fare eco al Dirigente Mit, Gianluca Pocci, Direttore generale operativo del Comune di Genova: “Condivido la visione ottimista di questo percorso, sicuramente il Sistema Paese ne uscirà diverso. Le novità apportate da questo Decreto sono sicuramente positive”. “Genova è una città che ha ricevuto numerosi finanziamenti, per le grandi Opere, pertanto non si può che apprezzare le semplificazioni introdotte. Non sarebbe male, in un sistema che funziona bene, che tali semplificazioni fossero mantenute anche dopo”, ha concluso Pocci. L’importanza della pianificazione del tempo residuo. Andrea Francalanci, Società della Salute
  • I nuovi scenari dell’informazione al centro della giornata conclusiva di “Conoscere e comunicare la Pubblica Amministrazione”, ospitata dall’Università di Firenze 1 Marzo 2024 -  Al convegno hanno preso parte il Presidente nazionale ODG Carlo Bartoli e tutti gli organizzatori   “C’è un contesto giuridico che riguarda l’inquadramento di chi esercita questo mestiere che è un passaggio molto critico perché legato a legge istitutiva dell’Ordine. Una legge vecchia 60 anni che, da molti punti di vista, non rispecchia più la realtà. Chi pensa che i confini possano essere tracciati una volta per tutte con vernice indelebile si sbaglia di grosso. Le cose si mescolano, si sovrappongono, si stratificano”. Così Carlo Bartoli, presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, si è espresso questa mattina nel corso del convegno “I nuovi scenari dell’informazione e della comunicazione”. L’evento è stato organizzato da Centro Studi Enti Locali, l’Ordine dei Giornalisti della Toscana e le università di Pisa, Siena e Firenze. Proprio quest’ultimo ateneo ha aperto le porte ospitare gli interventi – oltre che di Carlo Bartoli – dei docenti delle università di Pisa, Firenze e Siena, Adriano Fabris, Carlo Sorrentino, Giovanni Gozzini, dell’amministratore del Centro Studi enti locali, Nicola Tonveronachi e di Giampaolo Marchini e Michele Taddei, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti della Toscana.   Il convegno ha chiuso la seconda edizione del corso di alta formazione “Conoscere e comunicare la Pubblica Amministrazione”, organizzato da Centro Studi Enti Locali, Ordine dei Giornalisti della Toscana, Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Civiltà e forme del sapere dell’Università di Pisa e Dipartimento di Scienze sociali, politiche e cognitive dell’Università degli Studi di Siena.   Avviato alla fine dello scorso ottobre, il corso ha visto la partecipazione di decine di iscritti, provenienti in prevalenza dalla Toscana, ma anche da regioni come la Campania, l’Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia, le Marche, il Molise, il Piemonte, la Sardegna, la Sicilia e l’Umbria. A seguirlo sono stati soprattutto giornalisti già impegnati negli uffici stampa, anche di alcune tra le principali amministrazioni comunali e regionali del Paese, che hanno visto in questo percorso un’opportunità per rafforzare la propria preparazione e professionalità. A questi si sono affiancati alcuni studenti e liberi professionisti intenzionati ad acquisire gli strumenti del mestiere.  

IL CENTRO STUDI ENTI LOCALI

UN'AZIENDA DI SERVIZI EVOLUTI PER GLI ENTI LOCALI, PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, AZIENDE PARTECIPATE E I PROFESSIONISTI.

Centro Studi Enti Locali nasce alla fine del 1999 come Società di consulenza e di formazione in grado di fornire prodotti e servizi rivolti in modo specifico alle Pubbliche Amministrazioni, alle Società ed Aziende dalle stesse partecipate, ed ai rispettivi Revisori, specializzandosi in particolar modo nell’aggiornamento e nella qualificazione del personale degli Enti, ottenendo nel 2008 il riconoscimento di Agenzia formativa della Regione Toscana (Dd. n. 3680/09), e dal 2009 operando con un Sistema di gestione di qualità certificato ISO 9001:2015

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