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Comunicato stampa n. 17-2022

 

Entro il 30 giugno devono essere raggiunti gli obiettivi del primo semestre 2022 legati al PNRR In particolare, è previsto il raggiungimento di 45 interventi di cui 15 Riforme e 30 Investimenti.

Ora che numerosi progetti sono partiti, è di fondamentale importanza acquisire gli strumenti per pianificare e organizzare in modo efficace le attività di rendicontazione che coinvolgono l’intero Ente. L’Europa chiede un cambio di paradigma rispetto al tradizionale monitoraggio degli investimenti.

Dalla rendicontazione della spesa, con il PNRR si passa ad una rendicontazione degli obiettivi e delle performance. Conseguentemente, è importante pianificare le azioni di monitoraggio degli Investimenti così da essere preparati al meglio nell’attività di rendicontazione richiesta agli Enti Locali.

Con il sesto Tavolo tecnico del 2022, dal titolo “Il monitoraggio e la rendicontazione dei progetti del PNRR: prepararsi al ‘cambio di paradigma’ legato alla performance degli Investimenti”, il Progetto “Next Generation Eu – EuroPA Comune” si è addentrato nelle regole tecniche e le criticità percepite dagli Enti Locali nell’attività di monitoraggio in itinere e nella rendicontazione degli Investimenti del Piano.

Sono intervenute numerose figure istituzionali, rappresentanti degli Enti Locali ed esperti del PNRR. Di seguito una sintesi di quanto emerso.

 

Tonveronachi, AD Csel “Monitoraggio e rendicontazione risorse PNRR è oggi attuale e di fondamentale importanza”

 

Nicola Tonveronachi, Amministratore delegato di Centro Studi Enti Locali, ha fatto il punto sul frangente attuale evidenziando come in queste settimane siano uscite molte graduatorie relative a bandi PNRR rivolti agli enti locali. “Il tema di oggi, monitoraggio e rendicontazione delle risorse PNRR, inizia ad essere attuale e di fondamentale importanza e non tocca solo il tema di milestones e target. Stiamo analizzando con attenzione i dati degli enti che hanno aderito con successo a questi avvisi. Sicuramente il tema di oggi, il monitoraggio e la rendicontazione delle risorse PNRR, inizia ad essere significativo ed attuale. Già in parte nel primo semestre 2022 ma soprattutto nel secondo semestre dell’anno, inizieremo a dover mettere a terra gestione, monitoraggio e rendicontazione delle risorse intercettate tramite i primi avvisi. È quindi indispensabile – ha detto Tonveronachi – arrivare a questo step adeguatamente preparati”.

 

 

Mozzi, Commissione Ue “Piano italiano visto con ammirazione da altri Paesi membri, aumento prezzi ha un impatto ma non ne mette in discussione l’impianto generale”

 

“Questa settimana, come Commissione Ue – ha detto Adelaide Mozzi, Membro della Task force per la ripresa e la resilienza, Segretariato generale della Commissione europea – raggiungeremo l’obiettivo di cento miliardi erogati a tutti gli Stati membri nell’ambito del Next generation EU. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano è uno dei più estesi ed è visto con ammirazione dagli altri stati membri. C’è grande apprezzamento su questo ma adesso bisogna dimostrare la capacità di implementazione. Sicuramente non c’è l’aspettativa che tutto proceda in modo perfetto ma è importante continuare con il grande impegno e lo sforzo profuso sinora per essere il più efficaci possibili”.

 

In merito alle possibili ripercussioni sull’attuazione del PNRR del caro materiali e della crisi energetica, esacerbati dal conflitto ucraino, Adelaide Mozzi ha evidenziato che il Piano “resta lo strumento migliore di cui disponiamo per favorire la ripresa, anche alla luce di questa ulteriore crisi.

Ci sono molti aspetti del Pnrr, come le riforme, che non sono legati e influenzati dall’aumento dei prezzi. Il nostro obiettivo deve essere cercare di implementare il piano così com’è, perché proprio questa può essere la risposta per uscire anche dalla crisi correlata al conflitto bellico. I costi legati agli interventi sono stati stimati per cui ci saranno certamente alcuni interventi che necessiteranno di ulteriori risorse, anche alla luce degli aumenti, ma ce sono certamente altri i cui costi stimati erano invece superiori alla realtà e dai quali si potranno quindi reperire delle risorse per compensare eventuali differenziali di costo. A queste si aggiungeranno delle risorse nazionali stanziate ad hoc. È chiaro che c’è un impatto sui prezzi ma bisogna veramente cercare di implementare i piani così come sono, non ci sono le basi per ridiscutere i piani in generale, anche perché questo sarebbe estremamente complesso. Eventuali modifiche che dovessero rendersi necessarie riguarderanno solo casi eccezionali e molto circostanziati”.

 

Adelaide Mozzi ha anche messo l’accento su una delle principali novità che si profilano all’orizzonte sul tema. “C’è la possibilità – ha spiegato – di aggiungere un capitolo al PNRR per le misure che servono per affrontare crisi energetica, legato a Repower EU, il piano della Commissione europea per rendere l’Europa indipendente dai combustibili fossili russi”.

 

I Paesi membri potranno quindi intervenire sui loro Pnrr per destinare parte delle risorse alle sfide legate al caro energia esacerbato dalla guerra in Ucraina, con l’esigenza di accelerare l’indipendenza dalle forniture russe e dare impulso alla transizione energetica.

 

 

PNRR: Calì, Comune Latina “Piano ha dato una scossa e ha fatto finalmente conoscere i fondi europei agli enti locali”

 

“Il PNRR ha dato una scossa e ha fatto finalmente conoscere i fondi europei agli enti locali, in modo diffuso. Chiaramente non si tratta di una novità ma la maggior parte dei comuni non erano attrezzati per misurarcisi, sia per inesperienza che per mancanza di figure professionali adeguatamente formate, e spero quindi che di questa esperienza faremo tesoro in futuro per sfruttare meglio e in misura maggiore le risorse comunitarie”. Questo l’auspicio espresso da Adriana Calì, Esperta di progettazione europea ed Assessora a Transizione Ecologica, Ambiente, Politiche Energetiche, Ufficio Europa e Marina del Comune di Latina, nell’ambito del Tavolo tecnico “Il monitoraggio e la rendicontazione dei progetti del PNRR”, svoltosi martedì 28 giugno nell’ambito del Progetto di Centro Studi Enti Locali e Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa denominato “Next Generation Eu – EuroPA Comune”.

 

L’Assessore Calì ha evidenziato come i Comuni rivestano una doppia veste di beneficiari e soggetti attuatori del PNRR. “Gli enti locali hanno delle precise responsabilità legate all’attuazione del piano ma c’è da dire che tutti i provvedimenti sono adottati dalle amministrazioni centrali e anche il monitoraggio e la rendicontazione dipendono da queste ultime. Non c’è un vero e proprio regolamento generale per la rendicontazione delle risorse e ogni ministero decide come gestire il flusso economico relativo a ogni singolo avviso”.

 

PNRR: l’Economista Mazzillo, “Rendicontazione non più strettamente legata ai pagamenti quanto alla performance”

 

“La rendicontazione delle risorse relative al PNRR dovrà essere fatta dagli enti sulla base della performance: non è più quindi strettamente legata solo ai pagamenti ma piuttosto al raggiungimento degli obiettivi specifici individuati. Il Sistema di monitoraggio Regis sta pian piano entrando in funzione. Questo rappresenta la modalità unica attraverso cui le Amministrazioni interessate a livello centrale e territoriale potranno adempiere agli obblighi di monitoraggio, rendicontazione e controllo delle misure e dei progetti finanziati dal PNRR”.

A evidenziarlo, nell’ambito del Tavolo tecnico “Il monitoraggio e la rendicontazione dei progetti del PNRR”, è stato Andrea Mazzillo, Economista ed esperto di finanza locale presso la sezione Autonomie della Corte dei conti. Il Tavolo tecnico rientra nelle attività previste dal Progetto di Centro Studi Enti Locali e Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa denominato “Next Generation Eu – EuroPA Comune”.

 

Come evidenziato nel corso del suo intervento da Andrea Mazzillo, la Ragioneria generale dello Stato ha recentemente emanato due circolari relative alla rendicontazione dei prossimi obiettivi in scadenza al 30 giugno 2022 e alle modalità per la rendicontazione e il monitoraggio della spesa e degli obiettivi relativi alle misure contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

“In particolare, la Circolare numero 26 – ha detto l’economista – prevede che le attività di rendicontazione sul sistema informatico ReGiS, connesse ai 45 milestone/target con scadenza nel primo semestre 2022, debbano essere concluse entro e non oltre il 24 giugno 2022. Sono inoltre presenti gli allegati necessari alle Amministrazioni per certificare il raggiungimento dei Target e dei Milestone. La Circolare numero 27 indica nel dettaglio le modalità con cui i soggetti coinvolti nel processo di monitoraggio andranno ad alimentare il sistema ReGiS, sviluppato dalla Ragioneria Generale dello Stato e rivolto alla rilevazione e diffusione dei dati di monitoraggio del PNRR ed a supportare gli adempimenti di rendicontazione e controllo previsti dalla normativa vigente”.

 

 

Accordo partenariato 2021-2027: Valla, “All’Italia la cifra più alta mai assegnata finora, segno che Paese non cresce e differenze si acuiscono”

 

Dopo mesi di confronto con la commissione europea, il 14 giugno scorso è stato trasmesso a Bruxelles il testo finale dell’Accordo di partenariato 2021-2027: 42,18 miliardi di euro di fondi strutturali, di cui 31,67 assegnati al Mezzogiorno. “Si tratta – ha detto Valerio Valla, Fondatore e Ceo Studio Valla, Esperto di sviluppo locale e di programmi comunitari e di fondi strutturali – della cifra più alta mai assegnata al nostro Paese, circa il 16% in più rispetto al ciclo 2014-2020. Entro la fine luglio verrà approvata la programmazione 2021-2027.  L’Italia non è stato uno dei primi Paesi a raggiungere questo traguardo. Ha seguito, tra gli altri, Grecia, Germania, Danimarca e Francia, ma siamo finalmente in dirittura d’arrivo. Tra le buone notizie c’è chiaramente il fatto che avremo a disposizione una mole di risorse ingentissime, dall’altro lato questo dato è indice del fatto che l’Italia continua a non crescere e che quelle differenze di velocità tra le regioni che caratterizzano il nostro paese, negli ultimi anni si sono acuite”.

L’occasione è stata data dal Tavolo tecnico “Il monitoraggio e la rendicontazione dei progetti del PNRR”, organizzato nell’ambito del Progetto di Centro Studi Enti Locali e Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa denominato “Next Generation Eu – EuroPA Comune”.

 

“Il vecchio ciclo di programmazione 2014-2020 si concluderà 31 dicembre 2023, abbiamo quindi ancora la coda della vecchia programmazione e una fetta importante di risorse da gestire relative a quella tranche.

Da qui al 2030 complessivamente avremo a disposizione una cifra enorme da spendere, circa 300 miliardi di euro, ma gli operatori di settore sono preoccupati perché sappiamo che nella nostra PA ci sono molte eccellenze ma anche tanti punti deboli da affrontare per metterci in condizione di poter sfruttare questa opportunità”.

 

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