In comunicazioni

Gli interventi che hanno animato il primo Tavolo tecnico 2022 del Progetto “Next Generation EU – EuroPA Comune”

Comunicato stampa n. 2 del 25 gennaio 2022

 

Il “Pnrr” e il “Pnc” prevedono numerosi progetti e azioni il cui obiettivo è quello di traghettare la Pubblica Amministrazione verso una sempre più marcata digitalizzazione dei servizi. Gli Enti Locali sono chiamati a semplificare il più possibile le proprie procedure in modo tale da poter snellire i processi e, al tempo stesso, rendere un servizio più efficiente al cittadino. Ad offrire l’occasione per conoscere lo stato di avanzamento di tutti i bandi del “Pnrr”, ponendo particolare attenzione su come la digitalizzazione della P.A. sia l’elemento centrale per la funzione pubblica degli Enti di domani e per semplificare il raggiungimento degli obiettivi previsti dal “Pnrr”, è stato il Tavolo tecnico “Le scadenze 2022 e le azioni per digitalizzare la P.A. – Gli obblighi e le opportunità di trasformazione digitale per gli Enti Locali previste dal PNRR, dal PNC e dal Piano triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione” organizzato da Centro Studi Enti Locali in collaborazione con il Dipartimento Economia e Management dell’Università degli Studi di Pisa nell’ambito del Progetto “Next Generation EU – EuroPA Comune”.

 

L’evento ha visto la partecipazione, nell’ordine, di Michele Melchionda – Ex Commissario straordinario per l’attuazione dell’agenda digitale e Responsabile della transizione al digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Nicola Tonveronachi – Amministratore delegato di Centro Studi Enti Locali, Gianluca Vannuccini – Direttore Direzione centrale Sistemi informativi, infrastrutture tecnologiche e Innovazione tecnologica Regione Toscana, Francesco Del Castillo – Servizio sistemi informativi e archivistici del Comune di Rivoli, Francesco Di Costanzo – Presidente di PA Social, Cesare Ciabatti – Esperto in digital transformation, Fabrizio Lupone – Esperto in digital transformation e conservazione documentale e Livio Lai, Responsabile Area formazione finanziata e assistenza tecnica, Centro Studi Enti Locali.

 

Di seguito alcuni degli spunti emersi nel corso del dibattito.

 

“Pnrr”: Melchionda, Palazzo Chigi “È finito il tempo delle chiacchiere, non ci sono più alibi per non raggiungere gli obiettivi in ambito digitalizzazione”

 

“È finito il tempo delle chiacchiere. Non si può accettare che, a fronte di 4 piani triennali per l’informatica emessi da Agid, che erano coerenti tra loro e che tolgono quindi l’alibi che viene di solito utilizzato dalle pubbliche amministrazioni che lamentano sempre che le regole vengono continuamente cambiate in corsa, non si siano ancora stati raggiunti determinati risultati. Non ci sono più scuse”. Così Michele Melchionda, Responsabile della Transizione al digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel corso del suo intervento.

L’ex Commissario straordinario per l’attuazione dell’agenda digitale ha messo l’accento sul fatto che gli enti pubblici non possono dichiarare di non disporre di strategie coerenti da un numero di anni significativo perché l’ultimo piano triennale ha ribadito gli stessi principi fissati oltre 10 anni fa quindi “se non vengono raggiunti gli obiettivi, dobbiamo domandarci perché. Non è vero neanche che non ci sono le risorse economiche per attuare la digitalizzazione quindi al massimo possiamo dire che abbiamo utilizzato male le risorse che avevamo. Chi, dopo 4 piani triennali che ci danno indicazioni precise su come comportarsi in relazione a infrastrutture e piattaforme digitali e utilizzo di piattaforme come PagoPA (piani di cui io sono stato prima estensore e poi attuatore), non offre ancora questi servizi al cittadino, sta evidentemente utilizzando male le risorse”.

 

“Oggi – ha evidenziato Melchionda – abbiamo scadenze vere: i soldi non sono ci sono stati regalati da Bruxelles ma prestati per fare la cosa giusta. Se li usiamo male sarebbe come aver ottenuto un mutuo per comprare casa e averli usati per prendere una baracca. Se usiamo male le risorse avremo debito e infrastrutture non utili quindi si deve lavorare bene ed è giusto che ci controllino. Non va dimenticato il livello di controllo dell’UE che è tutt’altro che blando e leggero. Lo stato di avanzamento dei progetti sarà monitorato costantemente”.

 

Secondo Melchionda questo è il momento dei professionisti e dobbiamo essere bravi a non sprecare le competenze che abbiamo. “Il nostro Paese – ha detto – non ha fatto tutto quello che doveva fare. Ha una posizione migliore nel DESI, ma dobbiamo essere consapevoli che le risorse umane che abbiamo sono poche e quindi non si deve indurre a sprecare il loro tempo. Devono lavorare su progetti seri e con una strategia definita. Anche gli Enti Locali devono alzare lo sguardo e avere una visione di collaborazione e apertura più ampia”.

 

Tra gli esempi di successo, in ambito digitale, c’è l’Anagrafe nazionale della popolazione residente perché è uno dei pochi progetti che ha portato a casa una adesione totale. Se ci fossero state delle defezioni, avrebbe perso di senso. “C’è un livello nazionale di efficienza al quale tutti devono contribuire anche con le proprie competenze quindi se ci sono regioni che hanno raggiunto livelli eccellenti in determinati ambiti, dobbiamo trovare il modo di prendere quelle esperienze e metterle a fattore comune”.

 

“Pnrr” ed Enti Locali: Tonveronachi, AD Csel “C’è una Italia a due velocità, chi sta lavorando alacremente e chi non ha progetti o struttura organizzativa adeguata”

 

“Abbiamo riscontrato che c’è un’Italia a due velocità. Chi sta lavorando alacremente e chi non ha grandi possibilità, perché sprovvisto di progetti o perché non in grado di avere una struttura organizzativa adeguata, dal punto di vista numerico e competenziali, per intercettare i primi bandi attuativi del Pnrr pubblicati”. Così Nicola Tonveronachi, AD di Centro Studi Enti Locali ha fotografato l’attuale situazione degli enti locali alle prese con la cosiddetta messa a terra del Pnrr nel corso del Tavolo tecnico odierno.

 

“Le esigenze di chi segue questo progetto – ha detto Tonveronachi – sono cambiate. Il piano di lavoro del PNRR e le suggestioni che si porta dietro devono diventare realtà. I bisogno sono quindi cambiati in maniera prevedibile e auspicata e, sulla base della nostra sensibilità, abbiamo fatto un piano di lavoro in linea con le nostre e altrui aspettative: proseguimento dell’attività divulgativa e scientifica del progetto ma con maggiore attenzione alla parte realizzativa e operativa ovvero ai bandi e agli avvisi”.

 

“Pnrr”: Vannuccini, Regione Toscana “Attenzione è massima nel supportare i comuni nel percorso di innovazione”

 

“La Regione ha realizzato una rete ampia con i territori. Rispetto al PNRR è stato attivato un team di esperti a fine anno 2021 che conta 53 professionisti, di cui 7 dedicati al digitale. Tre sono condivisi con Anci e Upi per accompagnare gli enti locali nei processi di transizione al digitale”. A raccontare l’approccio adottato dalla Regione Toscana per mettere in condizioni le amministrazioni pubbliche di raggiungere gli obiettivi fissati dal Pnrr è stato Gianluca Vannuccini – Direttore Direzione centrale Sistemi informativi, infrastrutture tecnologiche e Innovazione tecnologica della Regione Toscana.

 

Vannuccini ha messo l’accento sul fatto che c’è la massima attenzione nel supportare i comuni nel percorso di innovazione e che allo scopo sono state messe in campo numerose iniziative come Cloud Toscana sul quale è stato attivato un percorso di accompagnamento dei territori nella migrazione sul cloud sia per comuni e aziende sanitari.

 

“Abbiamo raccolto ad oggi – ha detto il Direttore – circa 2000 segnalazioni di problematiche di connettività che abbiamo georeferenziato e riportato alle istituzioni centrali per progettare al meglio la connettività dei territori”.

Sul tema della governance sono inoltre stati avviati dei tavoli con gli enti locali ed è in corso di definizione una strategia regionale sul tema delle competenze digitali.

 

“Pnrr”: Francesco Di Costanzo, Presidente PA Social, “Su educazione al digitale si deve continuare un percorso puntando su competenze a 360° per cittadino ma anche per P.A.”    

 

“Al di là della parte tecnica sulla quale c’è molto da lavorare e occorre accelerare, oggi le risorse ci sono e di competenze ne abbiamo molte in Italia per sviluppare anche educazione e consapevolezza al digitale. I servizi, anche grazie alla pandemia, sono stati attivati in modo massiccio e questo ha portato i cittadini ad usare maggiormente le piattaforme digitali. La Pubblica Amministrazione si sta dotando di sistemi al passo con i tempi. Credo che sia stato fatto un passo avanti. Su educazione al digitale si deve continuare un percorso puntando su competenze a 360° per cittadino ma anche per P.A.”. Queste le parole con cui si è aperto l’intervento del Presidente di PA Social, Francesco Di Costanzo.

 

“Più è semplice e facile trovare e dialogare con la Pubblica amministrazione e più faremo un salto di qualità. Con Fondazione Italia Digitale ci occupiamo di policy digitali. Non dobbiamo dimenticarci che a livello europeo e italiano, oltre alle tante risorse del Pnrr, c’è percorso di scrittura delle regole del mondo digitale. Queste ce le porteremo dietro per molti anni e dobbiamo trovare equilibrio corretto che dia tutele giuste per non frenare l’innovazione ma migliorare la qualità dei servizi”.

 

Di Costanzo ha messo l’accento sull’importanza di una buona comunicazione pubblica che accompagni la fase attualmente in corso. “Il Pnrr è poco comunicato e i cittadini non sanno cosa sia. Quali sono gli effetti concreti? Noi tutti dobbiamo lavorare per portare a terra il percorso del Pnrr e per far questo il digitale deve essere sempre più popolare”.

 

“Credo che ognuno – ha concluso il Presidente di PA Social – sia abituato a fare il proprio pezzetto senza pensare che per un lavoro di qualità servono vari pezzi. Nella comunicazione ancora non siamo riusciti ad andare oltre a questo ostacolo e si assiste ad una organizzazione a compartimenti stagni. Manca dialogo, programmazione e poca interazione. Si pensa e si comunica pensando al proprio interno e non all’esterno”.

 

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