“Pnrr”: Salvemini (Commissione Ue), “Italia finora prima della classe ma non è escluso il rischio di ritardi sugli obiettivi finali”

 In comunicazioni

Gli interventi che hanno animato il dibattito del primo tavolo tecnico del 2024 del Progetto “Next Generation EU – EuroPA comune

 

Il 26 febbraio 2024 il Consiglio dei Ministri ha presentato il Decreto-legge che rivede importanti elementi relativi al funzionamento del “Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

Il Decreto introduce nuove disposizioni per gli Enti Locali e i soggetti attuatori in materia di governance del Piano, oltre all’accelerazione e allo snellimento delle procedure per l’attuazione degli interventi. Tra le novità più rilevanti, sono inserite modifiche alla struttura di missione che governa il “Pnrr” e si rafforza la capacità amministrativa delle Amministrazioni titolari delle misure e dei Soggetti attuatori. Inoltre, consente alle Regioni e agli Enti Locali di ricorrere all’indebitamento per finanziare operazioni di ricapitalizzazione e capitalizzazione di Società a partecipazione pubblica aventi ad oggetto la realizzazione di Infrastrutture pubbliche.

Rispetto alle procedure, sono introdotte ulteriori misure di semplificazione per l’utilizzo delle risorse, tra cui la previsione di un’anticipazione, alle Amministrazioni interessate, del 30% del costo dei singoli interventi da effettuare.

Le novità introdotte dal nuovo Decreto sono state al centro del Tavolo tecnico “Nuovo Decreto Pnrr: Le principali novità per soggetti attuatori ed operatori interessati” del Progetto “Next Generation Eu – EuroPA Comune”, realizzato da Centro Studi Enti Locali in collaborazione con il Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa, tenutosi nella mattina del 27 marzo 2024.

Ad animare il dibattito sulle novità introdotte dal Dl. n. 19/2024, gli interventi di rappresentanti delle Istituzioni e degli Enti Locali ed esperti del “Pnrr”.

Si riporta di seguito una sintesi di quanto emerso.

Lo stato di attuazione del “Pnrr” italiano. Francesco Rossi Salvemini, Task force per la ripresa e la resilienza della Commissione europea “il fatto che ad oggi siamo i primi della classe in Europa non vuol dire che non ci sia il rischio che stiamo accumulando importanti ritardi che potrebbero manifestarsi nel raggiungimento degli obiettivi collocati verso la fine del piano

Dal punto di vista dell’attuazione degli obiettivi, l’Italia è l’unico paese che ha già inviato 5 richieste di pagamento, ha già ricevuto più di 100 miliardi e, sotto questo profilo, siamo quindi in perfetto orario. In questa prima fase, il nostro Paese si è dimostrato in grado di essere efficace nell’attuazione del Pnrr. Bisogna però tenere conto che nella prima parte si trattava soprattutto di obiettivi legati alle riforme. Più si avvicina il biennio 2025-2026 e più, invece, si devono concretamente dimostrare la messa a terra degli investimenti e i risultati prodotti dalle riforme; quindi il fatto che ad oggi siamo i primi della classe in Europa non vuol dire che non ci sia il rischio che stiamo accumulando importanti ritardi che potrebbero manifestarsi nel raggiungimento degli obiettivi collocati verso la fine del piano”. Così Francesco Rossi Salvemini, Membro della Task force per la ripresa e la resilienza della Commissione europea, si è espresso in merito all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza nel corso del tavolo tecnico. Modifiche, quelle apportate dalla rimodulazione e dal Decreto “Pnrr”, giudicate profonde da Salvemini ma che, stando a quanto ha dichiarato, “complessivamente non hanno ridimensionato l’ambizione del Piano”.

Una rimodulazione necessaria. Nicola Tonveronachi, Centro Studi Enti Locali, “Revisione regole Pnrr era necessaria, ora il Governo dimostri bontà delle scelte

 

Una posizione affine a quella espressa da Nicola Tonveronachi, Ad di Centro Studi Enti Locali, che ha evidenziato come anche la rimodulazione del Piano, che è stata al centro di un dibattito molto acceso, non sia – a suo modo di vedere – da demonizzare, posto che questo genere di modifiche era possibile, probabile, e previsto, dal regolamento istitutivo del dispositivo di ripresa e resilienza sin dalla prima ora e non sono state una deroga o una deviazione rispetto al percorso tracciato da Bruxelles. “L’aggiornamento delle regole auree, attuative e di ingaggio, che riguardano il Pnrr italiano – ha detto Tonveronachi – era necessario dopo l’Ecofin di fine 2023. Nessuno che abbia cognizione di cosa implichi la gestione di un piano di questa portata e durata si può aspettare che non vengano apportate modifiche nell’arco di sei anni. Alcune procedure introdotte nel primo tempo della ‘partita’ non si sono dimostrate efficaci, da qui l’esigenza di cambiare. Inoltre, ci avviciniamo alle scadenze con termini e obiettivi basati sull’andamento della spesa effettuata invece che di stato dell’arte di processi e di procedure amministrative, e si comincia quindi a concretizzare l’esigenza di un monitoraggio sulla cosiddetta ‘ability to spend’ oltrechè sugli impatti reali della stessa. Oltre alle modifiche su regole, procedure e processi, il Decreto 19 ha portato interventi politico-istituzionali sulla governance dell’infrastruttura nazionale Pnrr, insieme al travaso di alcune importanti coperture finanziarie sui progetti. Ora sta al Governo dimostrare la bontà di questa scelta, ed a noi tutti l’impegno a completare la sfida di modernizzare davvero il Paese”.

Il lascito del “Pnrr”. Francesco Bartolini, Mit “Importante il lascito del Piano, che potrà essere utilizzato in altre esperienze

Il Dl n. 19/2029 ha rafforzato l’attenzione della Struttura di Missione del ‘Pnrr’ sulla realizzazione dei progetti. Il mondo dei Soggetti attuatori forse non è ancora del tutto maturo per il monitoraggio richiesto dal piano”, ha detto Francesco Bartolini, Dirigente presso l’Ufficio di Monitoraggio Unità di Missione per l’attuazione degli interventi del “Pnrr” del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Che però vede nell’esperienza del “Pnrr” l’opportunità di un lascito importante “che potrà essere utilizzato in altre esperienze”.

Il lascito del “Pnrr”. Gianluca Pocci, Comune di Genova “Sicuramente il Paese ne uscirà diverso

A fare eco al Dirigente Mit, Gianluca Pocci, Direttore generale operativo del Comune di Genova: “Condivido la visione ottimista di questo percorso, sicuramente il Sistema Paese ne uscirà diverso. Le novità apportate da questo Decreto sono sicuramente positive”. “Genova è una città che ha ricevuto numerosi finanziamenti, per le grandi Opere, pertanto non si può che apprezzare le semplificazioni introdotte. Non sarebbe male, in un sistema che funziona bene, che tali semplificazioni fossero mantenute anche dopo”, ha concluso Pocci.

L’importanza della pianificazione del tempo residuo. Andrea Francalanci, Società della Salute Zona Fiorentina Nord Ovest “Grazie al nuovo Dl. possiamo pianificare il tempo residuo

Al Tavolo,  è intervenuto anche Andrea Francalanci, Direttore della Società della Salute Zona Fiorentina Nord Ovest, per parlare dell’impatto del piano sulla loro realtà, che è stata anche sottoposta all’audit della Corte dei conti europea che “ha costretto a fare il punto della situazione, allo stesso modo del D. n. 19/2024, che lo richiede entro i primi di aprile”. “Grazie al nuovo Decreto, e alla visita della Corte europea, possiamo pianificare al meglio il tempo residuo” ha detto Francalanci.

L’esigenza di riprogrammare il “Pnrr”. Andrea Mazzillo, Economista, Esperto di Finanza locale presso la Sezione Autonomie della Corte dei conti “Nuovo Decreto per rispondere a un’esigenza di riprogrammazione

È dello stesso Avviso Andrea Mazzillo, “Il Dl nasce per rispondere a un’esigenza di riprogrammazione”, ha dichiarato l’economista, evidenziando come l’avvento del nuovo Esecutivo e la crisi geopolitica abbiano spinto in questa direzione. Riprogrammazione che per gli Enti Locali, che svolgono un ruolo fondamentale per la ripresa, “non è stata indolore. La revisione ha rivisto le dotazioni complessive per oltre 17 miliardi”.

Lo stralcio delle “Piccole e Medie Opere”. Tania Salucci, Esperta di Progettazione, Monitoraggio operativo e finanziario su Progetti “Pnrr” “Scelta tecnica

Il Dl. n. 19/2024 ha stralciato le “Piccole e Medie opere dal piano”, che riguardavano soprattutto enti locali di piccole dimensioni. “È stata una scelta senz’altro tecnica. Erano interventi che riguardavano soprattutto realtà piccole sul territorio, che quindi avevano difficoltà a entrare nei meccanismi”, ha spiegato Tania Salucci, Esperta di Progettazione, Monitoraggio operativo e finanziario su Progetti “Pnrr”, rassicurando che, ritornando nel Bilancio nazionale, non incontreranno nessuna complicazione dal punto di vista finanziario.

 

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