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Comunicato stampa n. 23/2021

“La Pubblica Amministrazione, soprattutto locale, è uno dei driver istituzionali senza i quali il PNRR fallirà. Il 37% circa di quello che viene chiamato il “nuovo Piano Marshall” sarà nei bilanci degli enti locali e la sfida si gioca oggi sulla capacità di spesa da parte del ‘Sistema Italia’ che storicamente ha speso in media, per quanto riguarda i Fondi strutturali e di investimento europei dell’ultimo Ciclo di programmazione, il 68% delle risorse per competenza e il 48% per cassa”.
Così Nicola Tonveronachi, Amministratore delegato, è intervenuto nel corso della Assemblea nazionale di PA Social, in corso nella giornata di oggi a Roma, al Museo MAXXI.
“Il tema oggi – ha sottolineato Tonveronachi – è sapere, conoscere, comunicare e studiare, bene e meglio di prima. Per decidere, bisogna conoscere. Per questo mi sento particolarmente vicino ai temi di quest’oggi”.
L’Assemblea è l’iniziativa annuale in cui la rete nazionale per la comunicazione e informazione digitale si confronta anche con tavoli di lavoro tematici, workshop, seminari e decide gli obiettivi di sviluppo annuali.
In risposta a una domanda in merito alle attività svolte da Centro Studi Enti Locali sui temi della digitalizzazione, l’Amministratore delegato della Società ha enfatizzato la centralità delle procedure e della rivoluzione culturale prima ancora delle infrastrutture tecnologiche che, per quanto fondamentali, da sole non bastano ad attivare cambiamenti virtuosi e ad attivare servizi efficienti.
“Abbiamo realizzato sin da gennaio 2021 un corso di formazione specialistico al Comune di Siena, il cui slogan condiviso era: prima le persone e poi le macchine. Cambiare software – ha detto Tonveronachi – non basta se chi opera non è educato a sapere che, ad esempio, quel determinato certificato si scarica online. Noi, attraverso il check up digitale, cerchiamo di far passare questo messaggio. Se compri un mero software, vieni formato sul suo utilizzo ma non su un processo. Noi, in un’intervista di mezz’ora circa, chiediamo come sono organizzati gli Uffici deputati a erogare servizi digitali. Passiamo l’Ente ai raggi X e gratuitamente diciamo cosa, secondo noi, dovrebbe cambiare. Su quella base, l’Ente prenderà le sue decisioni, sia in termini di fornitura che di scelte organizzative”.

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