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VENTENNALE CENTRO STUDI ENTI LOCALI

A San Miniato un dibattito sulla finanza locale animato da membri di spicco del Ministero dell’Economia e delle Finanze e della Corte dei conti

Che cosa sta succedendo nei nostri territori a livello economico-finanziario? Quali sono le leve su cui occorre intervenire per uscire dall’attuale contesto di crisi che sta soffocando un numero crescente di enti locali e società pubbliche?

Questi i temi cardine intorno sui quali si sono confrontati, a Villa Sonnino, esperti economisti e giuristi che ricoprono ruoli di primo piano al Ministero dell’Economia e delle Finanze, alla Corte dei conti ed in alcune Università italiane, e che hanno aperto il 23 novembre 2019 la giornata conclusiva della Convention annuale di Centro Studi Enti Locali Spa“, moderata dal Giornalista Francesco Selvi.

A livello centrale si vivono le stesse difficoltà che si vivono negli Enti territoriali – ha detto Paola Mariani, Direttore amministrativo contabile della Ragioneria generale dello Stato – La coperta è corta per tutti e il sistema Paese ha cercato di garantire la tenuta dei conti pubblici, a volte andando anche un po’ oltre. Il problema fondamentale degli enti locali è che sono a valle quindi, da un lato, subiscono tutte le carenze e l’inefficienza dei livelli di governo sovrastanti e, dall’altro, hanno il contatto diretto col cittadino e con gli elettori e quindi sono sicuramente gli enti che stanno nei panni più stretti”.

Intervenendo sul tema dell’incomunicabilità tra tecnici e politici, Giampaolo de Paulis, ex direttore del Dipartimento Federalismo fiscale del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha osservato che “i nostri politici dovrebbero studiare un po’ di più e ricordarsi di un altro piccolo particolare: il principio di compatibilità. Prima di fare grandi disegni guardiamo se abbiamo le risorse, invece i nostri politici da troppi decenni ‘largheggiano’ e non a caso abbiamo un debito pubblico che è circa il 135% del Pil e ogni anno facciamo un deficit aggiuntivo e chiediamo flessibilità aggiuntiva”.

L’Italia – ha ribattuto Claudio Galtieri, già Procuratore generale della Corte dei conti – è stata capace di grandi riforme sulla carta, anche estremamente innovative, ma finora non sono stati toccati alcuni punti critici. Concordo quindi sulla necessità per qualcuno di studiare di più e aggiungo che occorre anche avere la vista un po’ più lunga perché da noi si ragiona sempre in termini di emergenza. Noi facciamo i bilanci sempre col fiato corto perché ci viene imposto dall’Ue o da situazioni contingenti quindi non c’è una programmazione vera. L’Italia inoltre non ha un assetto territoriale razionale, altra cosa che sarebbe fondamentale per fare scelte programmatorie di carattere economico e abbiamo uno scarso livello di coesione sociale: quando si sente attaccata dal punto di vista fiscale, ciascuna categoria cerca di scaricare l’onere su qualcun altro”. 

In merito si è espresso anche Nicola Tonveronachi – amministratore delegato di Centro Studi Enti Locali – che ha evidenziato come “studiare non basti ma conoscere sì. Decidere – ha detto – comporta accontentare e scontentare, il  tema vero è la funzionalizzazione della P.A., partendo da quella centrale. La cultura gestionale di questo paese deve cambiare”.

Il dibattito ha toccato anche il tema del Federalismo fiscale e della procudera avviata per l’autonomia che 3 Regioni stanno portando avanti. In merito si sono espressi il Andrea Mazzillo, ex assessore al bilancio di Roma, oggi collaboratore della Sezione autonomie della Corte dei conti e Docente universitario che ha evidenziato come nel 2001 si fece una scommessa. “C’era l’idea di poter ricostruire l’Italia sulla base dell’autonomia dei territori, restituendo loro la possibilità di contribuire realmente alla crescita del Paese. Su quella base nel 2009 si approvò la famosa legge sul federalismo fiscale che si basava su due assi principali: la capacità fiscale e il tentativo di individuare quella sacca di sprechi che tutti i Comuni avevano, attraverso costi e fabbisogni standard. Dopo 10 anni non siamo ancora riusciti a chiudere questo percorso”.

Riccardo Compagnino, esperto di finanza locale, ha dal canto suo spiegato come in tanti anni la finanza in Italia sia stata mal distribuita. “Secondo me – ha detto – dovremmo divulgare i risultati dei conti pubblici territoriali perché sono utilissimi per capire l’Italia. Questi chiariscono ad esempio il concetto di residuo fiscale e forse riusciremmo a capire che non è assolutamente che molte regioni ricevono molto di più di quanto pagano”.

L’AZIENDA

L’Azienda, con sede in San Miniato (Pi), quest’anno celebra 20 anni di attività. Con un team di oltre 35 persone e 13 Delegazioni territoriali sparse in tutta Italia, Centro Studi Enti Locali è uno dei soggetti leader in Italia nell’ambito della consulenza contabile, giuridica e amministrativa per gli Enti e delle Società pubbliche ed i rispettivi Revisori. Nell’arco dei due decenni di attività, la Società ha servito oltre 35mila clienti, oltre 2.000 dei quali solo del 2019, con un trend in costante crescita. 

Per approfondimenti e aggiornamenti sulle attività svolte da Centro Studi Enti Locali, si rimanda al sito web istituzionale www.entilocaliweb.it e ai costanti aggiornamenti forniti attraverso le newsletter informative e i canali social, o ancora ai seguenti contatti: Tel. 0571-469222 o 0571 469230; Fax 0571/469237; E-mail: segreteria@centrostudientilocali.it.

CONTATTI E RIFERIMENTI UFFICIO STAMPA

Dott.ssa Veronica Potenza

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