INFORMATIVA TECNICA – FONDAZIONE COMPAGNIA DI SAN PAOLO – VALORIZZAZIONE CULTURALE DEI TERRITORI E TURISMO SOSTENIBILE.
Premessa e quadro normativo
Il bando si inserisce nella programmazione pluriennale 2025-2028 della Fondazione Compagnia di San Paolo, nell’ambito della Missione “Creare Attrattività”, e nasce con l’obiettivo di sostenere la valorizzazione del patrimonio culturale diffuso come leva per accrescere l’attrattività dei territori e promuovere uno sviluppo sostenibile di natura culturale, sociale ed economica. Il documento di bando chiarisce che l’iniziativa si colloca in continuità con precedenti strumenti della Fondazione, in particolare con il bando “In luce. Valorizzare e raccontare le identità culturali dei territori” e con il bando “Territori in luce”, ma ne amplia l’orizzonte integrando in modo più strutturato la prospettiva del turismo sostenibile.
Il quadro di riferimento del bando non è normativo in senso pubblicistico-amministrativo come nei bandi regionali o nazionali, bensì strategico-fondazionale. Tuttavia il testo richiama espressamente alcune matrici di policy molto rilevanti, tra cui il Tourism Transition Pathway europeo del 2022, assunto come riferimento per lo sviluppo di un ecosistema turistico più resiliente, innovativo e accessibile, nonché i principi internazionali del turismo sostenibile maturati a partire dalla Conferenza di Rio de Janeiro del 1992. In questo senso, la misura si colloca in una chiara traiettoria di allineamento con i paradigmi europei e internazionali sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle destinazioni.
Il bando richiama inoltre le Linee Applicative del Regolamento per le Attività Istituzionali della Fondazione, quali riferimento per la definizione di ammissibilità degli enti richiedenti e per la delimitazione delle spese e delle condizioni di contributo. Non si tratta dunque di una misura automatica o generalista, ma di uno strumento selettivo che presuppone la coerenza dell’ente e del progetto con il quadro regolamentare proprio della Fondazione.
Dal punto di vista dell’impostazione sostanziale, il bando non finanzia singole attività culturali isolate, né meri interventi di promozione turistica. Al contrario, sostiene proposte territoriali complesse, a carattere pluriennale, che integrino patrimonio culturale, identità locali, sostenibilità ambientale, sviluppo economico, governance multilivello e partecipazione comunitaria. Questa impostazione va letta come uno dei tratti distintivi principali della misura.
Dotazione finanziaria
Il bando non indica una dotazione finanziaria complessiva predeterminata. Il contributo massimo concedibile è fino a 180.000 euro e non può comunque superare il 75% del budget complessivo del progetto. Ne consegue che ogni partenariato candidato deve obbligatoriamente garantire un cofinanziamento sulla quota residua, secondo le modalità ammesse dal bando.
La misura è chiaramente selettiva e competitiva, e la disponibilità di risorse va quindi interpretata in funzione della qualità comparativa delle proposte, piuttosto che come accesso quasi automatico fino ad esaurimento sportello.
Soggetti beneficiari
Il bando ammette esclusivamente partenariati pubblico-privati attivi in uno specifico territorio di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, con esclusione del Comune di Torino, del Comune di Genova e delle province di Biella e La Spezia. Il partenariato deve essere composto da un ente capofila e da un numero di partner compreso tra almeno due e massimo quattro. L’ente capofila deve avere sede obbligatoriamente in Piemonte, Liguria o Valle d’Aosta.
Il bando richiede inoltre che all’interno del partenariato siano presenti almeno:
- un ente con vocazione culturale comprovata, desumibile da attività svolte, progetti in corso o politiche future;
- un soggetto appartenente al sistema turistico regionale di riferimento, come ad esempio consorzi, ATL, Pro Loco o organizzazioni di categoria.
Ogni ente può partecipare:
- a un solo progetto in qualità di capofila;
- a non più di due progetti in qualità di partner;
- fino a tre progetti come partner, se appartenente al sistema turistico regionale.
Sono escluse le candidature presentate da un singolo ente e quelle presentate da persone fisiche. Le persone fisiche non possono partecipare neppure come partner o elementi della rete di progetto.
Sono inoltre esclusi dalla partecipazione come capofila:
- enti con sedi legali e operative fuori dai territori ammissibili o nelle aree territoriali escluse;
- persone fisiche;
- enti aventi fini di lucro e imprese commerciali, salvo le eccezioni espressamente ammesse dal bando, quali imprese strumentali, imprese sociali, cooperative sociali e cooperative operanti nel settore dello spettacolo, dell’informazione e del tempo libero;
- enti nei quali la Fondazione riveste la qualifica di ente fondatore, socio o associato;
- Ministero della Cultura e amministrazioni periferiche, Regioni Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, Comuni di Torino e Genova, nonché gli Atenei con sede nelle regioni interessate, i quali possono però partecipare come elementi del partenariato.
Sotto il profilo tecnico, questa architettura soggettiva mostra con chiarezza che il bando non intende finanziare iniziative monodirezionali o autoreferenziali, ma partenariati territoriali strutturati, in cui la componente culturale e quella turistica siano entrambe sostanzialmente presenti e cooperanti.
Finalità del bando
La finalità della misura è sostenere proposte territoriali di valorizzazione pluriennale del patrimonio artistico-culturale capaci di sviluppare in modo sostenibile le opportunità offerte dal turismo per l’ambiente, i luoghi e le comunità. Il bando afferma espressamente che la Fondazione intende accrescere l’attrattività dei territori attraverso la valorizzazione del patrimonio diffuso, mirando a una sostenibilità di lungo periodo nelle sue diverse dimensioni: culturale, sociale, economica e ambientale.
Gli obiettivi specifici elencati dal bando sono molteplici e tra loro integrati. In particolare, la misura punta a:
- valorizzare identità, vocazioni e specificità culturali e ambientali dei territori;
- favorire piani di sviluppo locale in tema di turismo sostenibile, possibilmente in continuità con strumenti e strategie già esistenti;
- promuovere modelli gestionali innovativi, governance collaborative e partenariati multilivello;
- migliorare l’esperienza del fruitore, turista o residente, con offerte di qualità;
- favorire le transizioni verde e digitale dell’offerta turistico-culturale;
- promuovere modelli di intervento capaci di incidere sull’economia locale e sull’attivazione di competenze;
- sostenere progetti improntati a ecoturismo, mobilità green, sensibilizzazione ambientale e tutela delle risorse naturali;
- promuovere accessibilità e inclusione;
- incentivare la fruizione culturale dei giovani adulti 19-35 anni.
La finalità sostanziale, quindi, non coincide con la sola promozione turistica né con la sola animazione culturale. Il bando seleziona progetti che sappiano tradurre il patrimonio territoriale in una strategia di sviluppo articolata e coerente, in cui la cultura diventi infrastruttura immateriale di attrattività e il turismo sia concepito come dispositivo di riequilibrio, non di consumo predatorio dei territori.
Spese ammissibili
Il bando stabilisce che sono ammissibili tutti i costi connessi in modo diretto alla realizzazione del progetto. Si tratta quindi di una formulazione ampia, ma non indiscriminata: la connessione diretta tra spesa e iniziativa costituisce il criterio principale di ammissibilità.
Sono tuttavia previste limitazioni e condizioni molto importanti.
Anzitutto, saranno ammissibili alla rendicontazione e al sostegno della Fondazione esclusivamente i costi delle attività che si svolgeranno a partire dalla delibera dell’eventuale contributo, che il bando colloca indicativamente a novembre 2026. Questo significa che, anche se il progetto si sviluppa in una traiettoria 2026-2027, le spese riferite ad attività precedenti alla delibera non potranno essere imputate al contributo.
Non sono ammissibili:
- le spese relative all’attività svolta dagli enti in cui la Compagnia riveste la qualifica di fondatore, socio o associato;
- la valorizzazione del volontariato, né come costo né come forma di cofinanziamento;
- le acquisizioni di beni immobili;
- gli interventi strutturali, manutentivi e di restauro di beni mobili, immobili e paesaggistici, qualora il relativo costo superi il 15% del costo complessivo dell’iniziativa; inoltre tali interventi devono essere comprovabilmente funzionali al progetto;
- i progetti di enogastronomia, che possono eventualmente essere collegati all’iniziativa, ma non possono ricevere, neppure in parte, il contributo della Fondazione.
Sono inoltre esclusi, più in generale, i progetti unicamente rivolti ad attività di ricerca, i progetti di fattibilità architettonica, quelli con componente prevalentemente formativa o didattica, le iniziative di carattere amatoriale o dilettantistico e i progetti basati sulla realizzazione di un unico evento. Questi elementi incidono direttamente anche sulla lettura della spesa ammissibile, perché delimitano il perimetro delle attività progettuali finanziabili.
Tipologia e intensità dell’agevolazione
L’agevolazione assume la forma di contributo a fondo perduto. Il contributo massimo concedibile è pari a 180.000 euroe non può superare il 75% del budget complessivo del progetto. Il partenariato deve quindi garantire la copertura della quota residua mediante risorse proprie o di terzi secondo le forme di cofinanziamento consentite dal bando.
Non essendo indicato un regime di aiuto in senso tecnico-UE, né un richiamo a discipline de minimis o GBER, il contributo va letto come intervento erogato secondo le regole proprie della Fondazione, e non come misura pubblica qualificata in termini di aiuto di Stato nel testo del bando. La scheda di supporto, infatti, non riporta alcun regime di aiuto specifico.
Dal punto di vista della struttura agevolativa, il bando è quindi più vicino a una sovvenzione filantropica selettiva che a un contributo pubblico standardizzato. Proprio per questo, il focus della candidatura non è sulla mera sussistenza di requisiti amministrativi, ma sulla qualità complessiva e strategica della proposta.
Importi finanziabili
L’importo massimo concedibile è, come detto, fino a 180.000 euro, nel limite del 75% del budget complessivo. Il bando non indica un importo minimo di contributo richiedibile né una soglia minima di investimento o di budget progettuale.
Ne consegue che, sul piano operativo, l’ammissibilità economica della proposta dipende dalla capacità del partenariato di costruire un budget credibile, congruo e coerente con gli obiettivi del progetto, dimostrando contestualmente la disponibilità del cofinanziamento necessario sulla quota eccedente il contributo.
La scheda sintetica interna riporta un importo massimo di 240.000 euro, ma questo dato non coincide con il bando ufficiale. In una lettura rigorosa e prudenziale, prevale quindi il valore indicato dal documento ufficiale, ossia 180.000 euro.
Modalità di presentazione della domanda
La candidatura deve essere presentata esclusivamente tramite la procedura ROL – richiesta on-line, nella sezione “Contributi” del sito della Fondazione, utilizzando l’apposita modulistica dedicata al bando. Il testo precisa che la partecipazione comporta l’automatica accettazione di procedure, criteri e indicazioni previste dalla misura, e che la mancanza dei requisiti o il mancato rispetto delle condizioni stabilite determina l’esclusione.
La documentazione obbligatoria da allegare è particolarmente articolata e rappresenta uno degli aspetti più qualificanti della misura. Ogni dossier di candidatura deve comprendere obbligatoriamente:
- un Piano almeno triennale 2026-2028 di valorizzazione dei beni e dei luoghi in prospettiva di turismo sostenibile;
- una relazione sui beni locali materiali o immateriali e sulle attività oggetto dell’iniziativa;
- il documento di intenti del partenariato, valido per tutto l’arco del progetto, corredato da funzionigramma e regolamento di governance, con indicazione del coinvolgimento economico di ciascun ente;
- la scheda ente partner;
- l’elenco degli eventuali enti extra-partenariato finanziatori o sostenitori, corredato da eventuali lettere di adesione;
- il budget di progetto suddiviso per capitoli di spesa e sottoscritto da tutti gli enti del partenariato;
- l’eventuale nulla osta delle istituzioni competenti, qualora siano previsti interventi strutturali, manutentivi o di restauro su beni vincolati.
Il bando ammette anche la possibilità di allegare ulteriori documenti utili a illustrare la proposta, come approfondimenti progettuali, lettere di supporto, delibere o assegnazioni di altri contributi. Questo suggerisce chiaramente che la candidatura può beneficiare di una documentazione integrativa ben selezionata, purché coerente e non ridondante.
Tempistiche
Il bando è stato pubblicato il 27 marzo 2026 e la scadenza per la presentazione delle candidature è fissata alle ore 12:00 di mercoledì 15 luglio 2026.
Le proposte devono svilupparsi su un arco biennale, con iniziative da realizzarsi tra aprile 2026 e il 31 dicembre 2027, e devono essere inserite in un Piano almeno triennale 2026-2028. Il bando precisa però, sul piano della rendicontazione e del sostegno economico, che saranno considerate ammissibili le attività che si svolgeranno a partire dalla delibera del contributo, prevista entro novembre 2026.
Gli esiti del bando saranno pubblicati entro la fine di novembre 2026. Inoltre, entro aprile 2027 è previsto un momento di monitoraggio intermedio funzionale sia allo scambio tra i soggetti sia alla verifica dell’avanzamento progettuale, che rileva anche ai fini dell’erogazione della seconda tranche del contributo.
Queste tempistiche sono particolarmente importanti sotto il profilo operativo, perché implicano che la progettazione debba essere già molto avanzata al momento della domanda, pur sapendo che la copertura del contributo riguarderà attività successive alla delibera.
Procedura di valutazione
La valutazione avviene in forma comparativa ed è affidata a una commissione appositamente costituita, mentre la decisione finale spetta al Comitato di Gestione della Fondazione. Le candidature non conformi ai requisiti soggettivi, oggettivi o documentali previsti dal bando sono dichiarate non ammissibili ed escluse dalla successiva fase di merito. La Fondazione si riserva, in presenza di carenze formali minori, di richiedere documentazione integrativa.
La valutazione di merito si articola su tre macro-criteri:
- Qualità, con peso pari al 35%;
- Implementazione, con peso pari al 30%;
- Impatto, con peso pari al 35%.
Nell’area Qualità vengono esaminati, tra l’altro, la solidità e coerenza dei contenuti rispetto all’identità culturale e ai beni da valorizzare, la connessione con programmi di valorizzazione turistica territoriale e la chiarezza degli obiettivi, delle azioni, dei beneficiari e degli strumenti di monitoraggio.
Nell’area Implementazione rilevano la rappresentatività e complementarità del partenariato, la strutturazione della governance, la sostenibilità economica del progetto, la presenza di azioni finalizzate alla sostenibilità ambientale e alla transizione green, l’impiego di strumenti digitali data based e il coinvolgimento della comunità locale.
Nell’area Impatto il bando valuta la capacità del progetto di attivare modelli di governance collaborativi, sviluppare una proposta culturalmente e ambientalmente sostenibile, promuovere destagionalizzazione e ridefinizione dei flussi, generare benefici economico-sociali diffusi, favorire partecipazione, accessibilità e autenticità dell’esperienza turistica. La Fondazione dichiara inoltre che, nelle scelte allocative finali, terrà conto della distribuzione territoriale degli interventi selezionati.
Modalità di erogazione
Il contributo viene erogato in tre tranche:
- un anticipo del 20%, dopo il ricevimento della documentazione richiesta nella lettera di delibera;
- una seconda tranche del 50%, dopo la presentazione della documentazione prevista per il monitoraggio entro aprile 2027 e previa attestazione del completo utilizzo della prima tranche;
- il saldo del 30%, a conclusione delle attività, dopo la ricezione della documentazione finale e il completamento della procedura di controllo da parte degli uffici.
La Fondazione si riserva di effettuare verifiche dirette o indirette sull’attuazione dell’iniziativa e sulle concrete ricadute del progetto. Il riscontro di circostanze non conformi al bando può comportare l’esclusione dal contributo e dalla relativa erogazione.
Questa struttura di erogazione evidenzia che il contributo è fortemente ancorato alla capacità realizzativa e alla corretta gestione del progetto nel tempo, non soltanto alla qualità iniziale della candidatura.

