INFORMATIVA TECNICA – PIEMONTE ATTRAZIONE INVESTIMENTI BANDO A 2026

Premessa e quadro normativo

La misura “Attrazione e sostegno della propensione agli investimenti nel territorio – Bando A” si colloca nell’ambito del Programma Regionale Piemonte FESR 2021-2027, Azione I.1iii.4 “Attrazione e rilancio della propensione agli investimenti”, ed è finalizzata a rafforzare la capacità attrattiva del territorio piemontese e a sostenere investimenti produttivi in grado di consolidare il tessuto industriale e logistico regionale. Il bando si pone in linea con l’Obiettivo di Policy 1 del FESR, volto a promuovere un’Europa più competitiva e intelligente, ed è coerente con l’obiettivo specifico RSO1.3, relativo al rafforzamento della crescita sostenibile, della competitività delle PMI e della creazione di posti di lavoro attraverso investimenti produttivi.

Il quadro giuridico di riferimento è articolato. Sul piano europeo, il bando richiama in via principale il Regolamento (UE) 2021/1060, il Regolamento (UE) 2021/1058, il Regolamento (UE) 651/2014 e successive modifiche, compresa la revisione operata dal Regolamento (UE) 2023/1315, nonché il Regolamento (UE) 2023/2831 in materia di aiuti “de minimis”. Sul piano regionale, la misura discende dalla D.G.R. n. 27-7122 del 26 giugno 2023, successivamente integrata, e trova attuazione nell’ambito della L.R. n. 34/2004 sugli interventi per lo sviluppo delle attività produttive. La versione del bando caricata dall’utente è quella rettificata e costituisce il riferimento ufficiale per l’inquadramento della misura.

Sotto il profilo della struttura dell’aiuto, la misura è configurata come strumento finanziario combinato con sovvenzione ai sensi dell’art. 58, paragrafo 5, del Regolamento (UE) 2021/1060. Tale caratteristica è centrale, perché distingue il bando da misure puramente contributive: l’agevolazione si articola infatti, a seconda della dimensione d’impresa e del regime applicabile, in una combinazione tra finanziamento agevolato e, per le PMI, eventuale contributo a fondo perduto.

La misura, inoltre, non finanzia operazioni di delocalizzazione o trasferimenti produttivi contrari alla normativa europea, né interventi che possano rientrare in procedure di infrazione ai sensi dell’art. 258 TFUE. Si tratta quindi di un bando orientato non solo alla crescita degli investimenti, ma anche alla loro piena coerenza con la disciplina europea in materia di coesione, aiuti di Stato e sostenibilità.

Dotazione finanziaria

La dotazione finanziaria complessiva del Bando A è pari a euro 40.000.000,00. All’interno di tale plafond è prevista una riserva di euro 8.000.000,00 destinata esclusivamente ai progetti presentati dalle imprese non ancora attive in Piemonte e da quelle che intendono reinsediarsi sul territorio regionale. Le eventuali economie che dovessero emergere su questa riserva alla chiusura dello sportello potranno essere destinate al finanziamento delle domande presentate dalle imprese già attive in Piemonte, ove risultino ammissibili ma collocate in lista di attesa.

Questa impostazione segnala una chiara volontà regionale di favorire in via prioritaria l’attrazione di nuovi investimenti e il rientro di imprese che in passato hanno delocalizzato o cessato l’operatività sul territorio piemontese.

 

 

Soggetti beneficiari

Il bando si rivolge a PMI e imprese a media capitalizzazione con processo produttivo di tipo industriale o logisticoattivo, che si collochino in una delle tre seguenti fattispecie: imprese non ancora attive in Piemonte che intendono realizzare un nuovo investimento sul territorio regionale; imprese già presenti in passato in Piemonte che intendono reinsediarsi mediante un nuovo investimento; imprese già attive in Piemonte che intendono realizzare un nuovo investimento iniziale sul territorio regionale.

Alla data di presentazione della domanda le imprese devono possedere requisiti stringenti. Devono essere imprese non in difficoltà, in regola con gli obblighi in materia di polizza catastrofale, iscritte da almeno due anni al Registro delle imprese e in possesso di almeno un bilancio chiuso e approvato. Le imprese neocostituite possono essere ammesse solo in casi particolari, ad esempio se derivanti da operazioni societarie o se partecipate da imprese con processi produttivi consolidati.

È inoltre richiesto che la sede o unità locale dell’intervento sia sita in Piemonte, in area a destinazione produttivasecondo il PRGC di riferimento. È ammessa anche la candidatura di imprese che non abbiano ancora censito la sede piemontese, purché si impegnino ad attivarla entro la conclusione del progetto. Questo impegno deve essere poi confermato mediante l’iscrizione alla competente Camera di Commercio.

Il codice ATECO primario della sede destinataria dell’intervento non deve rientrare tra le attività escluse dal bando. Sono escluse, tra l’altro, attività illecite, tabacco, alcol distillato, armi e munizioni, gioco d’azzardo, pesca, acquacoltura, silvicoltura, produzione primaria agricola, attività finanziarie e assicurative. Nelle aree 107.3.c si aggiungono ulteriori esclusioni, tra cui siderurgia, lignite e carbone, trasporto e relative infrastrutture, generazione e distribuzione di energia.

Completano il set dei requisiti l’assenza di procedure concorsuali o liquidazione volontaria, l’assenza di restituzioni dovute a Finpiemonte o alla Regione Piemonte per agevolazioni precedenti, la trasparenza della compagine societaria, l’assenza di ordini di recupero pendenti non regolarizzati ai sensi della clausola Deggendorf e, più in generale, la regolarità rispetto alla normativa contributiva e amministrativa applicabile.

Finalità del bando

La finalità del bando è favorire l’incremento degli investimenti del sistema produttivo piemontese attraverso l’attrazione, il reinsediamento e il consolidamento di imprese industriali e logistiche sul territorio regionale. La misura è costruita per sostenere investimenti in grado di agire come volano per la competitività del tessuto imprenditoriale locale, delle filiere e dei sistemi produttivi, valorizzando anche le aree produttive esistenti e promuovendo il recupero di siti dismessi.

Il bando individua quattro obiettivi specifici: incentivare investimenti da parte di imprese non ancora attive in Piemonte; attrarre imprese piemontesi che hanno delocalizzato la produzione e intendono reinsediarsi; consolidare e radicare le imprese già presenti, attraverso un nuovo investimento funzionalmente diverso da quello esistente; incentivare interventi di riqualificazione di siti produttivi dismessi.

Un tratto distintivo della misura è l’obbligo di incremento occupazionale minimo, da realizzare successivamente alla domanda ed entro la conclusione del progetto. Questo rende il bando non solo uno strumento di sostegno agli investimenti, ma anche una leva di politica industriale e occupazionale.

Spese ammissibili

Sono ammissibili esclusivamente le spese espressamente elencate dal bando. In primo luogo, rientrano le spese per acquisto di macchinari e attrezzature o per forniture di componenti, comprese quelle per impianti, macchinari e attrezzature ad uso produttivo, nuovi di fabbrica o ricondizionati. Sono incluse anche spese per software, hardware e licenze software vitalizie o pluriennali di durata superiore a 60 mesi. L’acquisto di veicoli puliti non M1, colonnine di ricarica e impianti fotovoltaici è ammesso solo se accessorio al progetto principale e nel limite del 20% delle spese ammissibili.

Sono poi ammissibili le spese per installazione e posa in opera degli impianti, incluse le opere murarie ad esclusivo asservimento dei beni di cui sopra, nel limite del 20% delle spese ammesse sulla voce principale. Sono ammesse anche le spese per diritti di proprietà intellettuale, limitatamente a brevetti, know-how, conoscenze tecniche non brevettate e licenze software di durata compresa tra 36 e 60 mesi, nel limite del 10% delle spese ammissibili.

Un’ulteriore categoria è rappresentata dalle spese per progettazione e sviluppo, intese come costi esterni strettamente connessi e funzionali al progetto di investimento, nel limite del 20% del totale. Tra queste rientrano anche studi di fattibilità avviati prima della presentazione della domanda, purché successivi al 7 ottobre 2022 e strettamente correlati al progetto.

Sono inoltre ammissibili le spese per acquisto di terreni a destinazione produttiva o logistica, intesi come siti in stato di degrado o precedentemente adibiti a uso industriale che comprendono edifici, nel limite del 15% delle spese ammissibili; le spese per acquisto di edifici esistenti; e le spese per opere edili di costruzione di nuovi edifici produttivi, nonché di ristrutturazione, riqualificazione e bonifica di quelli esistenti. Le spese per terreni, edifici e opere edili, considerate cumulativamente, non possono superare il 50% delle spese ammissibili.

Il bando definisce anche un elenco puntuale di spese non ammissibili, tra cui IVA recuperabile, telefoni cellulari, PC portatili e tablet, beni di valore inferiore a 500 euro IVA esclusa, beni usati, leasing, lavori in economia, manutenzione ordinaria, servizi per certificazioni obbligatorie e costi non coerenti con il progetto.

 

Tipologia e intensità dell’agevolazione

L’agevolazione può coprire fino al 100% dei costi ammissibili del progetto, ma la struttura concreta varia in funzione della dimensione d’impresa. Per le PMI, il sostegno si compone di un finanziamento agevolato e di un eventuale contributo a fondo perduto. Per le imprese a media capitalizzazione, invece, l’agevolazione consiste esclusivamente in un finanziamento agevolato, senza componente contributiva.

Il finanziamento è costruito per il 70% con risorse del PR FESR a tasso zero e per il restante 30% con provvista bancaria. La componente di contributo a fondo perduto, riconoscibile solo alle PMI, viene determinata nei limiti dell’ESL disponibile, al netto dell’ESL del finanziamento, e comunque entro le soglie massime previste dal bando.

La tabella dell’intensità di aiuto contenuta nel bando distingue tra investimenti fuori area 107.3.c e investimenti in area 107.3.c. Per i progetti di investimento ex art. 17 GBER, le micro e piccole imprese possono arrivare al 10% di contributo massimo, elevabile al 12% con premialità, con una intensità complessiva massima ESL (F+C) del 20%; le medie imprese possono arrivare al 5%, elevabile al 7%, con intensità complessiva massima del 10%. Per i progetti in area 107.3.c ex art. 14 GBER, le micro e piccole imprese possono arrivare al 15%, elevabile al 17%, con intensità complessiva massima del 27%; le medie imprese al 10%, elevabile al 12%, con intensità complessiva massima del 22%. Per le imprese a media capitalizzazione, il sostegno è ammissibile in de minimis fuori area 107.3.c, mentre in area 107.3.c l’ESL massimo del solo finanziamento può arrivare al 15%.

Il documento di simulazione ESL conferma in modo operativo che il valore dell’aiuto dipende dal piano di ammortamento, dal tasso di riferimento, dalla durata e dall’eventuale preammortamento, e che il contributo a fondo perduto per le PMI si forma solo entro la capienza residua rispetto all’ESL massimo concedibile.

Importi finanziabili

La dimensione minima del progetto varia in funzione della dimensione dell’impresa. Per micro e piccole imprese, l’investimento minimo è pari a 150.000 euro; per le medie imprese il minimo è 300.000 euro; per le imprese a media capitalizzazione il minimo è 750.000 euro. L’importo massimo dei costi ammissibili è fissato in 3.000.000 euro, al netto dell’IVA.

Queste soglie rendono la misura particolarmente adatta a programmi di investimento già strutturati, con una chiara dimensione industriale o logistica, e meno compatibile con iniziative di piccola scala o meramente incrementali.

Modalità di presentazione della domanda

La domanda deve essere presentata tramite la procedura informatizzata FINanziamenti DOMande, accessibile dall’indirizzo istituzionale della Regione Piemonte. Il flusso operativo prevede la compilazione del modulo telematico, la verifica dei dati, la conclusione della domanda, la generazione del PDF definitivo, la sua firma digitale in formato CaDes (.p7m) e il successivo upload del file firmato nell’applicativo. Il documento sulle regole di compilazione chiarisce espressamente che la domanda risulta effettivamente inviata solo dopo l’upload del file firmato digitalmente e che il PDF non deve essere trasmesso via PEC a Finpiemonte.

Gli allegati obbligatori sono numerosi e rilevanti: relazione tecnico-economica, Allegato 7 o Allegato 8 per il DNSH, preventivi attestanti almeno il 70% del valore dell’investimento, visura catastale e documentazione urbanistica, delibera bancaria, eventuale delega del soggetto firmatario, e, nei casi di ampliamento di stabilimento esistente, documentazione fotografica e planimetrica ante e post intervento.

Il fac-simile del modulo di domanda mostra inoltre che il richiedente deve rendere un set molto ampio di dichiarazioni sostanziali, relative a premialità, non avvio dell’intervento, rispetto del DNSH, assenza di delocalizzazione, regolarità contributiva, obblighi assicurativi, non sussistenza di procedure concorsuali e impegno a realizzare l’incremento occupazionale minimo.

Tempistiche

Le domande possono essere presentate dalle ore 9:00 del 3 febbraio 2026 fino alle ore 12:00 del 10 settembre 2026. Il bando prevede la possibilità di sospensione anticipata dello sportello in caso di esaurimento o quasi esaurimento della dotazione.

La conclusione del progetto deve avvenire entro 30 mesi dalla data di concessione dell’agevolazione. È ammessa, di norma, una sola proroga fino a 12 mesi aggiuntivi, compatibilmente con la chiusura della programmazione 2021-2027. La rendicontazione finale deve essere presentata entro 60 giorni dalla conclusione del progetto.

Il bando fissa inoltre le principali tempistiche procedurali: la valutazione della domanda, la comunicazione dell’esito e il provvedimento di concessione devono intervenire entro 90 giorni dalla presentazione; gli eventuali documenti integrativi richiesti devono essere trasmessi entro 15 giorni; l’esame della rendicontazione e l’eventuale erogazione del contributo devono avvenire entro 80 giorni dalla ricezione del rendiconto.

Procedura di valutazione

La procedura segue il modello del bando a sportello, con valutazione in ordine cronologico di presentazione. Tuttavia, la logica non è meramente automatica: la selezione si articola in tre fasi distinte, ossia ammissibilità formale, ammissibilità sostanziale e valutazione di merito.

L’ammissibilità formale riguarda correttezza dell’iter, completezza documentale, eleggibilità del proponente e conformità alle regole nazionali e comunitarie. L’ammissibilità sostanziale verifica coerenza dell’operazione con il PR FESR, con l’ambito FESR, con il principio DNSH e con la Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile. La valutazione di merito considera qualità tecnica, sostenibilità ambientale, qualità economico-finanziaria del progetto, capacità economico-finanziaria del destinatario finale, capacità organizzativa, tecnica e gestionale e durabilità dei benefici.

L’Allegato 5 del bando chiarisce che la griglia valutativa attribuisce fino a 100 punti ai criteri tecnico-qualitativi e richiede una soglia minima complessiva di 60 punti, nonché almeno 55 punti sui criteri tecnico-qualitativi e una valutazione positiva sui criteri economico-organizzativi. La qualità tecnica pesa fino a 40 punti, la sostenibilità ambientale fino a 10 punti, mentre i criteri economico-organizzativi sono valutati con esito sì/no.

La verifica di ammissibilità formale è svolta direttamente da Finpiemonte; per l’ammissibilità sostanziale e la valutazione opera invece il Comitato Tecnico di Valutazione, composto da componenti di Finpiemonte, Regione Piemonte e almeno un tecnico esterno con competenze in materia di transizione verde. Il parere del Comitato è vincolante nell’iter istruttorio.

Modalità di erogazione

Il finanziamento agevolato viene erogato in un’unica soluzione tramite la banca convenzionata scelta dal beneficiario, previa autorizzazione all’erogazione da parte di Finpiemonte. Il piano di rimborso prevede rate trimestrali a quote capitali costanti posticipate. La durata massima è di 60 mesi con fino a 6 mesi di preammortamento facoltativo per investimenti fino a 1 milione; 72 mesi con fino a 12 mesi di preammortamento per investimenti superiori a 1 milione; e, limitatamente alle imprese a media capitalizzazione, 84 mesi con fino a 12 mesi di preammortamento per investimenti superiori a 2 milioni.

Per le PMI, l’eventuale contributo a fondo perduto è invece erogato solo a progetto concluso, a seguito dell’esito positivo dei controlli sulla rendicontazione, in proporzione alla spesa rendicontata e riconosciuta ammissibile. Prima dell’erogazione vengono effettuate le verifiche sulla regolarità contributiva, sulla normativa Deggendorf e sugli ulteriori obblighi previsti dal bando.

La rendicontazione deve essere caricata sulla piattaforma informatica dedicata e accompagnata da dichiarazione di spesa, documentazione giustificativa, relazione tecnica finale e ulteriori evidenze richieste dalla Guida alla rendicontazione. Tutti i documenti di spesa devono riportare il CUP assegnato in fase istruttoria.

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