L’applicazione dei CCNL nazionali di settore negli appalti pubblici e nelle concessioni a tre anni dal nuovo codice – 22.04.2026
AREA FORMAZIONE – Operatori Enti Locali
WEBINAR
IL CORSO SI SVOLGERÀ SIA IN MODALITÀ LIVE CHE IN MODALITÀ REPLAY (DIFFERITA)
Fascia di prezzo: da 40,00 € a 65,00 € (Oltre a IVA)
Descrizione
Per iscrizioni cumulative dello stesso Studio/Ente/Società/Azienda si prega di contattare l’indirizzo mail:
Data e Orario
22 Aprile 2026 – 09:30 / 12:30 (3 ore)
*Il webinar sarà registrato e fruibile anche successivamente alle date di svolgimento; pertanto anche coloro che non potessero essere disponibili nella data indicata nel Programma potranno fruirlo anche in un secondo momento
Docenti
Avv. Germano Scarafiocca, Esperto in diritto amministrativo e dei contratti pubblici
Avv. Daniele Boschi, Esperto in diritto del lavoro e delle relazioni industriali
Programma
Parte 1.
Avv. Germano Scarafiocca, Esperto in diritto amministrativo e dei contratti pubblici
• L’art. 11 del d.lgs. 36/2023 e la portata del principio.
• Il principio di libertà negoziale, la mancata attuazione dell’art. 39 Cost., la natura privatistica del CCNL e l’art. 36 Cost.
• La tipizzazione legislativa del principio della giusta retribuzione: l’imposizione del rispetto dei CCNL nella legislazione speciale, sino alla disciplina degli appalti pubblici.
• L’art. 30, comma 4, d.lgs. 50/2016 e la giurisprudenza precedente all’entrata in vigore del nuovo codice. L’orientamento dominante, ispirato alla libertà negoziale e le prime decisioni in ordine all’incoerenza di alcuni CCNL rispetto alla prestazione oggetto dell’appalto o della concessione.
• La natura innovativa dell’art. 11, d.lgs. 36/2023.
• L’obbligo di indicare negli atti iniziali di gara e nella decisione di contrarre il CCNL di settore applicabile stipulato dalle OO.SS. maggiormente rappresentative. Il problema dell’individuazione del contratto e della maggiore rappresentatività delle OO.SS.
• La facoltà del concorrente di indicare un diverso CCNL e la necessaria equivalenza delle tutele.
• La dichiarazione di equivalenza a carico del concorrente e le verifiche della stazione appaltante.
• La concreta applicazione di tali principi:
– le prime indicazioni ANAC (nota illustrativa del bando tipo, approvato con delibera del Consiglio dell’ANAC n. 309 del 27 giugno 2023);
– le modifiche apportate con il decreto correttivo del codice dei contratti pubblici (d.lgs. 31 dicembre 2024, n. 209);
– in particolare, l’introduzione del nuovo All. I.01 e la disciplina in esso contenuta;
– la nota illustrativa all’aggiornamento del bando tipo, approvato con delibera del Consiglio dell’ANAC n. 365 del 16 settembre 2025;
– la terza opzione: l’equiparazione volontaria delle tutele quale alternativa all’applicazione del CCNL previsto dalla stazione appaltante o di un contratto equivalente;
• Lo stato attuale della giurisprudenza, in particolare per ciò che attiene:
– al minore o maggior grado di elasticità nella richiesta di equivalenza delle tutele;
– alla rappresentatività sindacale e alla frammentazione della contrattazione collettiva;
– alle conseguenze della mancata dichiarazione di equivalenza;
– ai limiti dell’esercizio del sindacato giurisdizionale sulla valutazione della dichiarazione di equivalenza da parte delle stazioni appaltanti.
Parte 2.
Avv. Daniele Boschi: esperto in diritto del lavoro e delle relazioni industriali
• Il concetto di presunzione di equivalenza tra contratti collettivi e la sua funzione nella normativa sugli appalti pubblici.
• I tre requisiti per la presunzione di equivalenza: sottoscrizione congiunta delle medesime organizzazioni sindacali, appartenenza al medesimo sottosettore, coerenza con la natura e dimensione dell’impresa.
• Il caso specifico dell’edilizia e la presunzione automatica per i contratti con Codice unico C.N.E.L./INPS F012, F015, F018.
• La rappresentatività sindacale e il criterio della maggiore rappresentatività comparata.
• Il problema dell’interpretazione del requisito delle “medesime” organizzazioni sindacali.
• Il criterio del sottosettore come riferimento per l’applicazione della presunzione e il ruolo dell’archivio C.N.E.L.
• La coerenza tra il CCNL e la natura/dimensione dell’impresa: implicazioni per PMI e cooperative.
• Vantaggi e criticità della presunzione di equivalenza nel contesto delle verifiche delle stazioni appaltanti.
• L’ambito di applicazione della verifica analitica quando la presunzione di equivalenza non si applica.
• L’equivalenza economica come primo criterio di valutazione: gli elementi retributivi fissi da confrontare.
• L’esclusione delle componenti variabili dalla valutazione economica e le possibili implicazioni.
• Le difficoltà pratiche nel confronto tra livelli di inquadramento contrattuale nei diversi CCNL.
• I 14 parametri per la valutazione dell’equivalenza normativa stabiliti dal decreto correttivo.
• La questione degli scostamenti accettabili e la necessità di linee guida ministeriali per la loro definizione: tesi del limite numerico degli scostamenti vs. tesi della valutazione complessiva dei due CCNL (Cons. Stato 9485 /2025).
• L’onere della prova a carico delle imprese per dimostrare l’equivalenza e il rischio di contenzioso;
• La relazione illustrativa ANAC al bando tipo integrata con il correttivo: la “novità” della possibile armonizzazione spontanea di un diverso CCNL rispetto a quello posto a base di gara (ricadute applicative).
Somministrazione esame finale
Prezzi
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