CSR Marche 2023–2027 – Intervento SRD03

Azione b) Agricoltura Sociale – “Laboratorio di Longevità attiva in ambito rurale”

Contributi a fondo perduto per investimenti di welfare rurale – Annualità 2026

1. Inquadramento generale e finalità della misura

L’Intervento SRD03 – Azione b) “Agricoltura Sociale – Longevità attiva” si colloca nell’ambito del Complemento Regionale per lo Sviluppo Rurale (CSR) Marche 2023–2027, finanziato dal FEASR, e rappresenta una misura ad alto contenuto strategico e sociale, finalizzata alla diversificazione delle attività agricole verso servizi non agricoli di interesse collettivo.

L’obiettivo principale è rafforzare la multifunzionalità delle aziende agricole, sostenendo investimenti strutturali e organizzativi destinati all’erogazione di servizi sociali e assistenziali rivolti alla popolazione anziana, in particolare nelle aree rurali e interne della Regione Marche, dove l’offerta pubblica di welfare risulta spesso carente o insufficiente.

La misura promuove il consolidamento del “Modello del Laboratorio di Longevità attiva in ambito rurale della Regione Marche”, approvato con DGR n. 336/2016, quale modello di innovazione sociale e imprenditoriale, orientato al miglioramento del benessere psico-fisico degli anziani, al mantenimento dell’autonomia e alla valorizzazione del contesto rurale come spazio di inclusione, socializzazione e qualità della vita.

Per le aziende agricole beneficiarie, l’intervento rappresenta una concreta opportunità di sviluppo economico, consentendo di affiancare alle attività tradizionali una nuova linea di servizi ad alto valore sociale, stabile nel tempo e coerente con le politiche europee di sviluppo rurale e inclusione sociale.

2. Ambito territoriale, beneficiari e requisiti di accesso

La misura è attivabile sull’intero territorio della Regione Marche ed è rivolta agli imprenditori agricoli, singoli o associati, ai sensi dell’art. 2135 del Codice Civile.

Possono accedere al contributo micro imprese, PMI e grandi imprese agricole, purché in possesso di tutti i requisiti previsti dal bando. In particolare, al momento della presentazione della domanda di sostegno, l’impresa deve:

  • essere iscritta all’Anagrafe delle Aziende Agricole con fascicolo aziendale validato;
  • essere titolare di Partita IVA agricola e iscritta alla CCIAA con codice ATECO agricolo;
  • disporre dei fabbricati e delle superfici agricole oggetto di intervento con titolo valido (proprietà, affitto registrato, usufrutto, conferimento), garantendo una disponibilità minima di 13 anni dalla scadenza del bando;
  • non trovarsi, nei casi previsti, nella condizione di impresa in difficoltà;
  • essere iscritta, o impegnarsi ad iscriversi entro la conclusione dell’istruttoria, all’Elenco Regionale degli Operatori di Agricoltura Sociale (EROAS);
  • rispettare integralmente la normativa regionale e nazionale in materia di Agricoltura Sociale.

Elemento centrale dell’ammissibilità è la presentazione di un Piano Aziendale coerente, in grado di dimostrare la funzionalità degli investimenti rispetto al Modello di Longevità attiva e la capacità dell’azienda di erogare servizi sociali qualificati e sostenibili nel tempo.

3. Interventi e spese ammissibili

Il bando finanzia investimenti materiali e spese generali strettamente funzionali alla realizzazione del Laboratorio di Longevità attiva all’interno dell’azienda agricola. In particolare, sono ammissibili:

  • Opere edili di recupero di fabbricati aziendali esistenti (manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia), finalizzate all’adeguamento degli spazi per attività di laboratorio, co-housing rurale, accoglienza e residenzialità temporanea o permanente per anziani;
  • Realizzazione o adeguamento di impianti tecnologici (termici, idrosanitari, elettrici), con introduzione di soluzioni per il risparmio energetico e idrico e l’utilizzo di fonti rinnovabili;
  • Acquisto di attrezzature e mezzi per il trasporto di anziani, fino a un massimo di 9 posti;
  • Sistemazione e messa in sicurezza di aree esterne e pertinenze (percorsi vita, giardini sensoriali);
  • Acquisto di arredi, allestimenti e segnaletica, strettamente funzionali allo svolgimento delle attività;
  • Spese generali, entro il limite massimo del 10% degli investimenti edili ammessi, per progettazione, direzione lavori, gestione del cantiere e certificazioni energetiche.

Tutte le spese devono essere congrue, tracciabili, sostenute tramite conto corrente dedicato e rendicontate secondo le procedure del SIAR e dell’Organismo Pagatore AGEA. L’IVA, gli interessi passivi, le spese di funzionamento ordinario e gli acquisti non coerenti con il modello di Agricoltura Sociale sono espressamente esclusi.

4. Entità dell’agevolazione e intensità di aiuto

La dotazione finanziaria complessiva del bando è pari a € 250.000,00.
Il contributo è concesso a fondo perduto, in conto capitale, nel rispetto del regime “de minimis” (Reg. UE 2023/2831).

L’aiuto massimo concedibile per ciascun progetto è pari a € 125.000,00.

Le intensità di contributo variano in funzione della tipologia di investimento e della localizzazione dell’azienda:

  • Investimenti immobiliari e spese generali:
    • 55% in area montana
    • 45% nelle altre aree
  • Investimenti immobiliari con tecniche di edilizia sostenibile:
    • 60% in area montana
    • 50% nelle altre aree
  • Arredi, attrezzature e dotazioni:
    • 30% su tutto il territorio regionale

È prevista la possibilità di richiedere anticipazioni fino al 50% del contributo, previa presentazione di fideiussione, nonché pagamenti intermedi a SAL e saldo finale.

5. Selezione dei progetti e aspetti strategici

Le domande sono valutate tramite graduatoria regionale, sulla base di criteri ponderati che premiano:

  • la localizzazione in aree con carenza di servizi di longevità attiva;
  • la qualità sociale del progetto, la coerenza con il modello regionale e l’organizzazione dei servizi;
  • il coinvolgimento di enti locali e attori territoriali, tramite convenzioni o accordi;
  • le caratteristiche del beneficiario (giovani imprenditori, imprenditoria femminile).

La misura presenta una elevata complessità tecnica e amministrativa, richiedendo una progettazione integrata (agricola, edilizia, sociale) e una gestione accurata dell’iter istruttorio e rendicontativo.

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