CSR Piemonte 2023–2027 – Intervento SRA16
Progetti per la conservazione, l’uso sostenibile e la valorizzazione dell’agrobiodiversità
Contributi a fondo perduto – Annualità 2025
1. Inquadramento generale e finalità dell’intervento
L’Intervento SRA16 – Conservazione dell’agrobiodiversità si inserisce nel Complemento di Sviluppo Rurale (CSR) del Piemonte 2023–2027, in attuazione della Politica Agricola Comune (PAC) 2023–2027, con una chiara finalità ambientale, scientifica e strategica.
La misura sostiene progetti collettivi e integrati finalizzati alla conservazione, al recupero, allo sviluppo e alla valorizzazione delle risorse genetiche locali, sia vegetali sia animali, con particolare attenzione a varietà e razze a rischio di erosione genetica o estinzione. L’intervento contribuisce in modo diretto all’obiettivo specifico della PAC volto ad arrestare e invertire la perdita di biodiversità, migliorare i servizi ecosistemici e rafforzare la resilienza dei sistemi agricoli e agroalimentari.
Il bando promuove un approccio sistemico e cooperativo, favorendo la collaborazione tra imprese agricole, allevatori e coltivatori custodi, enti di ricerca, soggetti pubblici e privati, centri di conservazione e banche del germoplasma. L’agrobiodiversità viene così considerata non solo come patrimonio da tutelare, ma anche come fattore di innovazione, sostenibilità e sviluppo territoriale.
2. Ambito territoriale, beneficiari e requisiti di partecipazione
L’intervento è attivo sull’intero territorio della Regione Piemonte e prevede una platea di beneficiari ampia e articolata, coerente con la natura complessa e multidisciplinare dei progetti finanziabili.
Possono presentare domanda di sostegno, in forma singola o associata (Gruppi di cooperazione):
- Imprenditori agricoli, singoli o associati;
- Agricoltori e Allevatori Custodi (AAC);
- Soggetti pubblici e/o privati operanti nel campo della ricerca, con comprovata esperienza nelle azioni oggetto di finanziamento;
- Centri di conservazione ex situ, collezioni e banche del germoplasma (CCES/BG);
- Altri soggetti pubblici o privati, coerenti con le finalità del progetto.
Elemento centrale dell’ammissibilità è la qualità del progetto presentato, che deve dimostrare la capacità di incidere in modo concreto sulla tutela e valorizzazione delle risorse genetiche locali, attraverso azioni coordinate, misurabili e coerenti con gli obiettivi del CSR.
Nei progetti in forma associata è richiesto un assetto di governance chiaro, con individuazione del soggetto capofila, definizione dei ruoli dei partner e formalizzazione degli impegni tramite accordi o convenzioni.
3. Interventi e spese ammissibili
Il bando finanzia un’ampia gamma di investimenti materiali, immateriali e costi di gestione progettuale, purché strettamente funzionali al raggiungimento degli obiettivi di conservazione dell’agrobiodiversità.
In particolare, sono ammissibili:
- Costruzione, acquisizione (anche in leasing) o miglioramento di beni immobili, esclusivamente destinati alle attività di conservazione e valorizzazione delle risorse genetiche;
- Spese per collezioni di risorse genetiche vegetali locali, in particolare quelle a rischio di estinzione, incluse le infrastrutture dedicate alla conservazione in situ, on farm ed ex situ;
- Acquisto, noleggio o leasing di macchinari, impianti e attrezzature, inclusa la messa in opera, strettamente necessari alle attività progettuali;
- Acquisto di beni e servizi funzionali alla realizzazione dei progetti, comprese le spese per l’affidamento ad agricoltori e allevatori custodi delle attività di moltiplicazione, conservazione e mantenimento delle risorse genetiche;
- Incarichi professionali per attività specialistiche di carattere tecnico, scientifico e progettuale;
- Investimenti immateriali, quali software, licenze, marchi, piattaforme digitali e strumenti informatici dedicati alla gestione e valorizzazione dei dati genetici;
- Spese per il personale, dipendente o assimilato (anche a tempo determinato), impiegato a tempo pieno o parziale nel progetto, inclusi assegni di ricerca e borse di studio;
- Spese per monitoraggi sanitari e fitosanitari, analisi di laboratorio e controlli sulle risorse genetiche animali e vegetali;
- Spese generali indirette, calcolate su base forfettaria, relative a locazioni, utenze, collegamenti telematici, manutenzione ordinaria e spese di funzionamento.
Tutte le spese devono essere pertinenti, congrue, tracciabili e correttamente rendicontate, secondo le regole stabilite dal bando e dall’Organismo Pagatore.
4. Dotazione finanziaria ed entità del contributo
La dotazione finanziaria complessiva dell’Intervento SRA16 per l’annualità 2025 è pari a € 605.877,95.
Il contributo è concesso a fondo perduto e l’importo richiesto per ciascun progetto deve rispettare i seguenti limiti:
- importo minimo della domanda: € 20.000,00;
- importo massimo della domanda: € 80.000,00;
- contributo compreso tra il 30% e l’80% della spesa ammessa, in funzione della tipologia di intervento e della struttura del progetto.
Il sostegno è concesso nel rispetto della normativa sugli aiuti di Stato applicabile e delle disposizioni del CSR Piemonte. Sono previste modalità di erogazione articolate in anticipazione, stati di avanzamento e saldo finale, secondo quanto stabilito nei provvedimenti attuativi.
5. Valutazione dei progetti
Le domande di sostegno sono sottoposte a valutazione comparativa, con formazione di una graduatoria regionale basata su criteri che valorizzano:
- la rilevanza delle risorse genetiche coinvolte e il loro rischio di erosione;
- la qualità scientifica e tecnica del progetto;
- il livello di cooperazione tra i soggetti partecipanti;
- la capacità di diffusione e valorizzazione dei risultati;
- la coerenza con le strategie regionali in materia di biodiversità.

