Fondo per il contrasto al consumo di suolo 2023–2027
Sostegno a investimenti per la rinaturalizzazione dei suoli degradati
Contributi a fondo perduto – Regione Piemonte
1. Inquadramento generale e finalità dell’intervento
Il Fondo per il contrasto al consumo di suolo 2023–2027 rappresenta uno strumento strategico della Regione Piemonte per la tutela del territorio e la rigenerazione ecologica degli spazi urbani e periurbani. Il bando è finalizzato a sostenere interventi di rinaturalizzazione di suoli degradati, attraverso la creazione o il potenziamento di aree verdi pubblichecapaci di ristabilire le funzioni ecologiche del suolo e generare benefici ambientali, paesaggistici e sociali in contesti ad elevata densità abitativa.
L’intervento si inserisce nel quadro delle politiche regionali e nazionali di riduzione del consumo di suolo, adattamento ai cambiamenti climatici e miglioramento della qualità della vita urbana, promuovendo soluzioni progettuali basate su Nature-Based Solutions (NBS), Sistemi di Drenaggio Urbano Sostenibile (SUDS) e tecniche di ingegneria naturalistica.
La misura è orientata a progetti che non comportino nuovo consumo di suolo, ma che intervengano su superfici già impermeabilizzate o compromesse (asfalto, cemento, suoli compattati), favorendo il recupero delle funzioni ecosistemiche, la mitigazione degli effetti delle isole di calore, la gestione sostenibile delle acque meteoriche e la fruizione pubblica degli spazi rinaturalizzati.
2. Ambito territoriale e soggetti beneficiari
Il bando è attivo sull’intero territorio della Regione Piemonte ed è rivolto esclusivamente a soggetti pubblici, individuati nelle seguenti categorie:
- Comuni;
- Province;
- Città Metropolitana di Torino.
I soggetti beneficiari, al momento della presentazione della domanda, devono possedere i seguenti requisiti essenziali:
- avere sede nel territorio della Regione Piemonte;
- essere in regola con gli obblighi contributivi e fiscali (DURC regolare);
- disporre della titolarità o piena disponibilità dell’area oggetto di intervento, comprovata da idonea documentazione catastale o giuridica;
- assumere l’impegno formale a garantire la manutenzione, gestione e conservazione nel tempo dell’area rinaturalizzata;
- essere in grado di coprire integralmente, con risorse proprie, eventuali spese non ammissibili, purché coerenti con le finalità del bando.
La piena disponibilità dell’area e la capacità dell’ente di assicurare la sostenibilità gestionale dell’intervento nel medio-lungo periodo rappresentano elementi centrali ai fini dell’ammissibilità e della valutazione del progetto.
3. Aree ammissibili e requisiti urbanistici
Per essere ammissibili al finanziamento, le aree oggetto di intervento devono presentare specifiche caratteristiche:
- essere interamente di proprietà pubblica o acquisite al demanio pubblico;
- trovarsi in ambito urbano o periurbano;
- essere interessate da processi di degrado o impermeabilizzazione (es. superfici asfaltate, cementificate, suoli compattati, fenomeni di erosione);
- non essere soggette a vincoli territoriali o urbanistici ostativi all’esecuzione dell’intervento;
- risultare compatibili con la pianificazione urbanistica comunale, oppure l’ente deve impegnarsi a procedere a eventuale variante urbanistica, anche al fine di introdurre il vincolo a verde pubblico inedificabile.
Le aree già parzialmente rinaturalizzate possono essere ammesse solo qualora il progetto comporti un incremento significativo della superficie verde e dei servizi ecosistemici generati rispetto alla situazione esistente.
4. Tipologia di interventi e spese ammissibili
I progetti devono essere finalizzati alla rinaturalizzazione dei suoli degradati, mediante l’incremento della vegetazione superficiale e il ripristino delle funzioni ecologiche del suolo. Gli interventi ammissibili si articolano in lavorazioni primarie e lavorazioni secondarie integrative, queste ultime ammesse esclusivamente se subordinate alle prime.
Lavorazioni primarie (obbligatorie):
- interventi di de-impermeabilizzazione di superfici artificiali o di suoli compattati.
Lavorazioni secondarie integrative:
- demolizioni aggiuntive funzionali alla rinaturalizzazione;
- lavorazioni del terreno e integrazione/arricchimento del suolo;
- piantumazioni di vegetazione arborea e arbustiva;
- realizzazione di impianti irrigui;
- sistemi di recupero e gestione delle acque meteoriche;
- creazione di settori di coltivazione di ortaggi a uso sociale o didattico;
- opere accessorie coerenti con la fruizione pubblica dell’area;
- azioni non strutturali di accompagnamento agli interventi fisici.
Sono ammissibili le spese per opere edili e impiantistiche, i servizi tecnici e specialistici e le spese generali, nei limiti e secondo le modalità previste dal bando. Tutti gli interventi devono essere realizzati su aree di proprietà pubblica e non devono comportare nuovo consumo di suolo.
5. Tempistiche di realizzazione
Gli interventi ammessi a finanziamento devono rispettare precise scadenze operative:
- avvio dei lavori entro un massimo di 12 mesi dalla data di pubblicazione del provvedimento di concessione;
- conclusione degli interventi e rendicontazione finale entro il 31 ottobre 2027, salvo eventuali proroghe concesse dall’Amministrazione regionale.
Il rispetto del cronoprogramma costituisce un elemento essenziale per il mantenimento del contributo concesso.
6. Entità e forma dell’agevolazione
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino al 100% delle spese ammissibili, entro i limiti della dotazione finanziaria disponibile.
Per ciascun intervento:
- importo massimo del contributo richiedibile: € 1.500.000,00, anche qualora le spese ammissibili siano superiori;
- importo minimo del contributo: € 250.000,00.
Il contributo è concesso in conto capitale. Eventuali spese eccedenti o non ammissibili devono essere integralmente coperte dall’ente beneficiario con risorse proprie.
7. Procedura e scadenza
Il bando prevede una procedura selettiva basata sulla qualità progettuale, sulla coerenza degli interventi con le finalità ambientali e sulla capacità dell’ente di garantire la gestione e la manutenzione nel tempo delle aree rinaturalizzate.
Con Determinazione Dirigenziale n. 1131 del 17/12/2025, la scadenza per la presentazione delle domande è stata prorogata al 30 gennaio 2026, ore 12:00.

