Comune di Napoli – Agevolazioni per lo sviluppo imprenditoriale in aree di degrado urbano (D.M. 267/2004 – Programma 2024)
1. Quadro normativo, finalità e impostazione della misura
Il Comune di Napoli ha pubblicato il Bando di concessione delle agevolazioni a favore delle piccole imprese e delle microimprese per “interventi per lo sviluppo imprenditoriale in aree di degrado urbano”, ai sensi dell’art. 4 del D.M. 14 settembre 2004, n. 267 (Programma 2024). La misura si inserisce nel percorso di interventi finanziati per sostenere progetti economici in contesti urbani caratterizzati da fragilità e criticità socio-economiche, con l’obiettivo di favorire consolidamento, innovazione e avvio di nuove iniziative imprenditoriali nelle aree territoriali individuate dal bando.
Il bando prevede una procedura selettiva che combina:
- verifica amministrativa dei requisiti;
- valutazione tecnica del progetto (qualità, coerenza, potenziale commerciale, innovazione e—per le imprese con bilancio—indicatori patrimoniali/finanziari ex-ante);
- formazione di graduatorie/distinte linee di finanziamento.
2. Dotazione finanziaria e linee di intervento
La dotazione complessiva è pari a € 4.000.000,00, ripartita come segue:
- Intervento 1: € 2.500.000,00 – destinato a Imprese esistenti e Nuove imprese già costituite;
- Intervento 2: € 1.500.000,00 – destinato a Nuove imprese ancora da costituire.
Il Comune si riserva la facoltà di riallocare eventuali risorse residue tra le linee e/o incrementare la dotazione in presenza di disponibilità finanziarie sopravvenute.
3. Beneficiari: chi può partecipare
Sono ammessi a presentare domanda:
- Imprese esistenti: piccole e microimprese iscritte al Registro Imprese da oltre 12 mesi, attive alla data di presentazione;
- Nuove imprese già costituite: piccole e microimprese iscritte al Registro Imprese da meno di 12 mesi, attive alla data di presentazione;
- Nuove imprese ancora da costituire: proponenti persone fisiche che intendono costituire una micro/piccola impresa (con iscrizione al Registro Imprese nei termini e con gli adempimenti previsti in fase successiva).
Requisito dimensionale: esclusivamente microimpresa o piccola impresa.
Vincoli generali e requisiti sostanziali: l’impresa deve risultare in regola con DURC e tributi, non essere in procedure concorsuali, non avere cause ostative antimafia o interdittive ex D.Lgs. 231/2001, rispettare il regime “de minimis”, non duplicare agevolazioni sulle stesse spese, e rispettare ulteriori condizioni di “non cumulo” e “pregressi benefici” indicate dal bando.
4. Ambito territoriale: unità locale obbligatoriamente in specifiche Municipalità/Quartieri
Il progetto deve essere realizzato esclusivamente in unità locali ubicate nelle seguenti Municipalità/Quartieri del Comune di Napoli: Municipalità 2, 3, 4, 6, 7, 8, 9, 10 (con i relativi quartieri elencati nel bando). Il vincolo di localizzazione deve permanere per almeno 5 anni dall’ultimazione dell’investimento e comunque fino al completamento del rimborso della quota di contributo soggetta a restituzione.
5. Attività economiche ammissibili
Il bando ammette esclusivamente progetti riferibili alle attività elencate e, soprattutto, ai codici ATECO indicati negli Allegati 9 e 10 (ATECO 2007 agg. 2022 e ATECO 2025). Gli allegati sono dichiarati espressamente vincolanti: se un ATECO è indicato a 6 cifre, l’ammissibilità è limitata a quella sottocategoria. Sono inoltre previste esclusioni espressamente indicate (es. attività turistico-ricettive, esercizi di ristorazione riconducibili a “Divisione 56”, gioco d’azzardo, tabacco/armi, ecc.), e—profilo particolarmente rilevante—non è ammesso l’esercizio congiunto di attività non ricomprese negli allegati: l’impresa deve svolgere unicamente attività ammissibili; la presenza di ATECO non ammessi (anche in altre unità locali) comporta l’inammissibilità.
6. Cosa finanzia il bando: macro-voci, massimali e regole “chiave”
Sono ammissibili spese in conto investimenti e, per alcune categorie di beneficiari, anche in conto gestione, purché:
- funzionali al progetto;
- congrue e commisurate;
- sostenute nel periodo di eleggibilità (in linea generale, dal giorno successivo alla presentazione della domanda, con una specifica eccezione per studi/progettazioni effettuate entro i 6 mesi precedenti, se previste).
Macrovoce A – Opere murarie e assimilate (massimo 30% del Piano)
Ammissibili nel limite massimo del 30% e non possono essere l’unica categoria del piano. Per imprese esistenti: tipicamente “opere assimilate” (impianti generali connessi ai locali). Per nuove imprese (costituite o da costituire): ammesse anche opere murarie di ristrutturazione/riqualificazione e impianti generali.
Macrovoce B – Macchinari, attrezzature, hardware/software e attività immateriali
Ammessi beni strumentali a utilità pluriennale necessari ai processi aziendali. I beni devono essere nuovi di fabbrica, identificabili singolarmente, e destinati in via esclusiva al progetto; è richiesto l’inserimento nei libri contabili e la patrimonializzazione. Rientrano, tra gli altri, arredi funzionali, sito web (progettazione e primo popolamento), sistemi informativi, software gestionali, impianti funzionali (con esclusione delle opere assimilate necessarie all’installazione), brevetti con finalità ambientali o di efficientamento.
Macrovoce C – Servizi reali (massimo 10% del Piano; consulenza max € 2.500)
Ammissibile nel limite massimo del 10% del Piano e non unica categoria. Include studi di fattibilità, progettazioni e direzione lavori (se coerenti con opere ammesse), servizi di consulenza/assistenza alla realizzazione del progetto (massimo € 2.500), piani di comunicazione/marketing, progettazione nuove linee di prodotto, certificazioni (con specifiche condizioni e tetto complessivo, per alcune certificazioni, pari a € 5.000). I fornitori devono essere qualificati; le prestazioni professionali devono essere contrattualizzate e giustificate (giornate/uomo, output).
Macrovoce D – Spese di gestione (solo nuove imprese; massimo € 15.000)
Ammissibili solo per Nuove imprese già costituite e Nuove imprese ancora da costituire, fino a € 15.000, entro un periodo massimo di 18 mesi. Ammesse: materie prime, utenze e canoni di locazione, hosting/Internet, formazione/qualificazione del personale, servizi connessi alla gestione diretta (materiale pubblicitario, fiere). Sono invece escluse, tra le altre, spese per salari/stipendi e oneri del personale, compensi a soci/titolari, oneri finanziari.
Regole trasversali ed esclusioni tipiche: spese già agevolate, imposte/tasse (salvo eccezioni), lavori in economia, beni usati, terreni/fabbricati, beni a uso promiscuo (autovetture ecc.), acquisti da soggetti collegati/parenti entro certi gradi, servizi continuativi ordinari, mera sostituzione, autofatture. L’IVA è ammissibile solo se effettivamente e definitivamente sostenuta e non recuperabile, con prova documentale.
7. Intensità dell’aiuto, massimali, quota a rimborso e mezzi propri
Le agevolazioni sono concesse nel rispetto del regime “de minimis” (richiamo, tra gli altri, al Reg. UE 2831/2023).
Intensità: contributo massimo 65% delle spese ammissibili. Massimali principali:
- per Nuove imprese (costituite o da costituire): contributo complessivo fino a € 80.000, di cui massimo € 65.000 su investimenti e massimo € 15.000 su gestione;
- per Imprese esistenti: massimo € 65.000 su investimenti.
Mezzi propri: l’impresa deve coprire la quota non agevolata (almeno 35%), da dimostrare in sede di saldo.
Aspetto determinante: il bando stabilisce che il 50% dell’agevolazione concessa è soggetto a rimborso, con tasso annuo 0,50%, tramite piano di ammortamento a rate trimestrali con durata massima 5 anni, con decorrenza dal trimestre successivo all’erogazione del saldo. Questo elemento incide sulla valutazione economico-finanziaria dell’operazione e sulla sostenibilità di cassa.
È inoltre prevista una ritenuta del 4% sulle sole spese in conto gestione, in sede di liquidazione, secondo la disciplina richiamata dal bando.
8. Quando presentare domanda: finestre e logica di ammissione
Le istanze possono essere presentate in tre finestre:
- 1ª finestra: 23/12/2025 ore 8:00 – 23/01/2026 ore 23:59
- 2ª finestra: 24/01/2026 ore 0:00 – 28/02/2026 ore 23:59
- 3ª finestra: 01/03/2026 ore 0:00 – 30/06/2026 ore 23:59
9. Come presentare la domanda: PEC, formato documenti, “Busta A” e “Busta B”
La domanda va trasmessa esclusivamente via PEC all’indirizzo: bandi.contributi266@pec.comune.napoli.it, con oggetto conforme al bando. La documentazione deve essere predisposta in modo rigoroso:
- invio di 2 cartelle ZIP distinte (senza password), metodo di compressione “DEFLATE”;
- documenti in PDF/A;
- firma digitale in PAdES;
- utilizzo della modulistica ufficiale.
BUSTA A – Documentazione amministrativa (esempi: domanda, dichiarazioni requisiti, dimensione impresa, documento identità, ultimo bilancio o stato patrimoniale asseverato, ecc.).
BUSTA B – Documentazione tecnica (formulario progetto, relazione tecnica asseverata opere se presenti, asseverazione piano investimenti da professionista, ecc.).
Il bando prevede espressamente motivi di esclusione formale: invio fuori termine, formati non conformi, assenza allegati richiesti, mancata firma PAdES, invio non compresso, ecc.
10. Valutazione e graduatorie: cosa “premia” e soglie minime
La selezione avviene tramite Commissione e prevede: verifica Busta A, valutazione tecnica Busta B, punteggi, graduatorie distinte (imprese esistenti/nuove costituite vs imprese da costituire).
Il bando dettaglia una griglia con tre macro-aree:
- profilo imprenditoriale/team;
- innovazione, potenziale commerciale, coerenza progetto e piano investimenti;
- capacità patrimoniale/finanziaria ex-ante (per chi ha bilancio), con indicatori specifici.
Soglie minime: punteggio tecnico complessivo ≥ 45 punti; inoltre, per alcune imprese si applica un vincolo sull’indicatore di solidità (con eccezioni per capitali investiti modesti). Per nuove imprese senza bilancio, gli indicatori finanziari sono trattati con un meccanismo di omogeneizzazione del punteggio indicato nel bando.
11. Obblighi post-ammissione, tempi di realizzazione e rendicontazione
Dopo l’ammissione, i beneficiari sono chiamati alla sottoscrizione dell’Atto di Adesione e Obbligo e all’esecuzione del progetto con vincoli stringenti:
Garanzia: richiesta di fideiussione bancaria o polizza assicurativa a garanzia del 100% dell’importo concesso, con durata coerente con i tempi di investimento e con la fase di rimborso della quota da restituire.
Durata investimento: completamento entro 18 mesi dalla sottoscrizione (proroga possibile, ma durata complessiva non oltre 24 mesi).
Vincolo di avanzamento: entro 150 giorni dalla sottoscrizione, deve risultare sostenuta e documentata una spesa almeno pari al 25% degli investimenti ammissibili (profilo che, se non rispettato, può determinare revoca).
Erogazione: possibile anticipazione (40% del contributo) entro 45 giorni dalla sottoscrizione con idonea garanzia; poi SAL obbligatorio entro 180 giorni (con regole e documentazione dettagliata) e Saldo entro 60 giorni dall’ultimazione.
Sono previsti obblighi di targatura/dicitura sui documenti e sui beni, nonché mantenimento dei beni e dell’unità locale per un periodo minimo (in linea con i vincoli quinquennali).

