INFORMATIVA TECNICA – PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021–2027 – Piano Operativo Città di Messina – Priorità 1 Agenda digitale e innovazione urbana – Avviso per la concessione di contributi a fondo perduto nell’ambito dei progetti “Impresa.NET” e “MadeInME”
- Inquadramento generale della misura e finalità dell’intervento
L’Avviso pubblico emanato dal Comune di Messina si inserisce nel quadro attuativo del PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021–2027, Priorità 1 “Agenda digitale e innovazione urbana”, e finanzia due linee progettuali denominate “Impresa.NET” e “MadeInME”. La logica della misura è chiaramente quella di rafforzare il tessuto socioeconomico urbano attraverso il sostegno sia alle attività già esistenti sia alla nascita di nuove realtà economiche, purché localizzate o da localizzare nel territorio comunale di Messina. L’intervento è quindi finalizzato non soltanto a favorire investimenti materiali e immateriali, ma anche a generare impatto urbano, occupazionale e di rivitalizzazione economica locale.
Il bando individua come assi strategici di riferimento, da un lato, la digitalizzazione e l’innovazione, e dall’altro il rafforzamento delle filiere dell’artigianato e dell’agroalimentare, in un’ottica di valorizzazione territoriale, miglioramento dei processi produttivi e incremento delle opportunità di lavoro. Lo stesso Avviso chiarisce che i contributi sono pensati per supportare la crescita economica della città, aiutando le attività esistenti e favorendo la costituzione di nuove iniziative imprenditoriali coerenti con i settori individuati.
- Dotazione finanziaria e riparto delle risorse
La dotazione finanziaria complessiva dell’Avviso è pari a euro 5.000.000,00. Tale importo è ripartito tra i due progetti finanziati come segue: euro 2.650.000,00 per il progetto Impresa.NET e euro 2.350.000,00 per il progetto MadeInME. L’Avviso prevede inoltre una specifica articolazione delle risorse tra beneficiari già operativi e nuove iniziative economiche: il 70% delle risorse è destinato alle attività esistenti e il 30% alle attività di nuova costituzione.
Questo elemento è particolarmente rilevante sul piano consulenziale, perché non ci si trova di fronte a un bando indistinto, ma a una misura che ha già incorporato un criterio di politica economica locale: sostenere il consolidamento del tessuto imprenditoriale esistente, senza rinunciare però a favorire la nascita di nuove attività. In termini pratici, ciò comporta una competizione distinta, almeno sul piano sostanziale, tra soggetti già operativi e soggetti costituendi.
- Natura dell’agevolazione e inquadramento giuridico
L’Avviso prevede la concessione di contributi economici a fondo perduto per consentire la realizzazione del 100% del progetto di investimento, fermo restando l’obbligo di cofinanziamento privato minimo. Il contributo viene concesso in regime de minimis, con rinvio ai diversi regolamenti europei in funzione del settore di appartenenza del beneficiario: Reg. (UE) 2023/2831 per il settore commerciale, Reg. (UE) 1408/2013 per il settore agricolo e Reg. (UE) 717/2014 per il settore pesca, come prorogato dai successivi regolamenti richiamati nel bando. Inoltre, l’investimento proposto deve essere conforme alla definizione di “investimento iniziale” di cui all’art. 2, punto 49, lettera a), del Regolamento (UE) n. 651/2014.
Da un punto di vista tecnico, questo significa che la misura non finanzia spese meramente ordinarie o di semplice mantenimento dell’attività, ma richiede un programma di investimento che presenti effettivi contenuti di avvio, ampliamento, trasformazione o innovazione coerente con la nozione europea di investimento iniziale. Si tratta quindi di un bando che, pur essendo formalmente a fondo perduto, conserva una struttura selettiva orientata a investimenti reali e non a mera copertura di costi correnti.
- Soggetti beneficiari
L’Avviso ammette alla procedura, in forma singola, tre principali categorie di beneficiari:
- società o imprese individuali già costituite o costituende;
- imprese sociali ed ETS;
- liberi professionisti e artigiani.
Per le società o imprese individuali già costituite, è richiesto il possesso di requisiti generali di regolarità amministrativa, fiscale, contributiva e antimafia, nonché l’assenza di condizioni di difficoltà ai sensi del Reg. 651/2014, di procedure concorsuali, di revoche pregresse nei tre anni antecedenti e di gravi illeciti professionali. È inoltre necessario rientrare nella categoria delle Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) e impegnarsi a svolgere l’attività economica nel territorio comunale di Messina per almeno tre anni successivi alla rendicontazione finale dell’investimento.
Per le imprese costituende, i requisiti di moralità, regolarità e affidabilità devono sussistere in capo al futuro legale rappresentante e/o ai componenti della futura compagine sociale. Anche in questo caso è richiesto l’impegno a svolgere l’attività nel territorio del Comune di Messina per almeno tre anni dopo la rendicontazione finale.
Per imprese sociali ed ETS, oltre ai requisiti generali, è richiesto uno statuto conforme al Codice del Terzo Settore e l’iscrizione al RUNTS, ove prevista. Per liberi professionisti e artigiani, oltre ai requisiti generali applicabili, è richiesta la partita IVA e, per gli artigiani, l’iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane; per i professionisti, l’iscrizione al relativo albo o collegio, ove obbligatoria.
Un aspetto importante è che possono fare domanda anche soggetti già costituiti o costituendi che intendano ristabilire o trasferire la sede legale a Messina entro la prima richiesta di erogazione, se non già residenti o localizzati nel Comune. Inoltre, per tutti i beneficiari è obbligatorio disporre di firma digitale e PEC.
- Settori ammessi e linee di intervento
Il bando distingue in modo netto le linee di finanziamento tra i due progetti.
5.1 Progetto “Impresa.NET”
Per il progetto Impresa.NET i settori di intervento ammissibili sono:
- digitalizzazione dei processi produttivi, con riferimento all’automazione, ai software gestionali, ai sistemi di controllo della produzione e a soluzioni innovative volte a migliorare efficienza, produttività e qualità;
- innovazione digitale per il mercato, comprendente e-commerce, marketing digitale, analisi dati, intelligenza artificiale, realtà aumentata/virtuale e strumenti per ampliare il mercato e migliorare la customer experience;
- creazione di autoimpiego nella digitalizzazione, per nuove attività e microimprese che offrano servizi specialistici quali consulenza digitale, sviluppo software, web design, digital marketing, assistenza tecnica e formazione digitale;
- servizi di supporto alle imprese, cioè consulenza, assistenza tecnica, formazione e supporto specialistico per favorire l’adozione di tecnologie digitali e l’innovazione dei processi.
5.2 Progetto “MadeInME”
Per il progetto MadeInME i settori ammissibili sono:
- artigianato tradizionale e innovativo, volto a valorizzare le produzioni tipiche del territorio, anche attraverso l’innovazione di design, materiali e processi;
- agroalimentare di qualità, limitatamente però alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, con esclusione della produzione primaria;
- enogastronomia tipica, per attività di produzione, promozione e somministrazione di prodotti tipici con finalità di valorizzazione territoriale e turistica;
- servizi per la valorizzazione dei prodotti tipici, quali marketing, packaging, design, consulenza e commercializzazione a supporto delle imprese artigiane, agroalimentari ed enogastronomiche.
Il bando esclude invece espressamente alcune tipologie di attività, tra cui quelle connesse all’esportazione, alla chiusura di miniere di carbone, all’acquisto di veicoli per il trasporto merci conto terzi e, più in generale, i settori del carbone, delle fibre sintetiche, dei trasporti e relative infrastrutture, nonché produzione e distribuzione di energia e infrastrutture energetiche. Viene inoltre precisato che il solo acquisto di software, arredi, attrezzature o strumentazioni informatiche non è sufficiente se non adeguatamente giustificato e funzionale all’attività e al settore di intervento.
- Entità del contributo e cofinanziamento
L’agevolazione è concessa nella forma di contributo a fondo perduto, ma non copre automaticamente il 100% della spesa ammissibile. Il meccanismo previsto dal bando stabilisce infatti una copertura fino all’80% dell’investimento ammissibile, con obbligo per il beneficiario di sostenere almeno il 20% a titolo di cofinanziamento privato, con mezzi propri o finanziamenti di terzi.
Per i beneficiari ammessi ai sensi del Reg. (UE) 2023/2831 e del Reg. (UE) 1408/2013, il contributo può arrivare fino a un massimo di euro 50.000,00 e comunque non oltre l’80% dell’investimento al netto IVA. Per i beneficiari rientranti nel Reg. (UE) 717/2014 per il settore pesca, il contributo massimo scende a euro 30.000,00, sempre entro il limite dell’80% dell’investimento. Il bando riporta anche esempi numerici che confermano chiaramente tale struttura.
Sul piano pratico, questo significa che il progetto deve essere costruito in modo tecnicamente sostenibile anche sotto il profilo della copertura finanziaria privata, perché il contributo non sostituisce integralmente l’esborso del beneficiario. Inoltre, se il programma di investimento supera le soglie che consentono di arrivare al massimale concedibile, la quota privata aumenta in modo proporzionale.
- Regole di cumulabilità
L’Avviso contiene una disciplina restrittiva sul cumulo. È espressamente vietato il doppio finanziamento dei medesimi costi con altre fonti di finanziamento pubblico, poiché i costi ammissibili dell’operazione sono già interamente riferiti all’Avviso finanziato dal Comune di Messina nell’ambito del PN Metro Plus. Le spese eccedenti il contributo restano integralmente a carico del beneficiario. Il bando precisa inoltre che il contributo non è cumulabile con altri finanziamenti concessi dalla stessa Amministrazione comunale a valere sul PN Metro Plus 2021–2027, mentre è ammessa la cumulabilità con altri aiuti “de minimis” nei limiti dei rispettivi regolamenti europei.
Questa è una clausola da valutare con attenzione in fase consulenziale, soprattutto per soggetti che abbiano già ottenuto altre agevolazioni comunali o che abbiano saturato, come impresa unica, il plafond de minimis disponibile.
- Spese ammissibili
Le spese, per essere ammissibili, devono essere strettamente funzionali al progetto, coerenti con le finalità della Priorità 1 del PN Metro Plus, effettivamente sostenute dal beneficiario, tracciabili, contabilizzate correttamente e sostenute nel periodo di ammissibilità che decorre dalla data di presentazione della domanda fino alla chiusura del progetto. Inoltre devono rispettare i limiti e le condizioni del regime de minimis applicabile e, per le imprese agricole, devono riguardare la trasformazione e commercializzazione del prodotto e non la produzione primaria.
Le principali categorie di spesa finanziabili sono:
- ristrutturazione o manutenzione straordinaria di immobili nei quali si svolgerà l’attività economica, entro il limite massimo del 25% del contributo concesso;
- macchinari, mezzi di trasporto utilizzati esclusivamente per il ciclo produttivo, impianti e attrezzature nuovi, entro il limite del 60% del contributo concesso;
- programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e telecomunicazione, anch’essi entro il limite del 60% del contributo concesso;
- servizi di assistenza tecnico-gestionale e pubblicitaria per marketing e comunicazione aziendale, entro il limite del 15% del contributo concesso;
- attività di progettazione e consulenza specialistica, entro il limite del 5% del contributo concesso.
Il programma di spesa deve riferirsi a una sola unità produttiva sita nel territorio del Comune di Messina. I beni acquistati devono essere nuovi di fabbrica e installati nella sede interessata dall’intervento. Le spese devono essere realizzate e quietanzate tassativamente entro il 31 dicembre 2026, salvo proroghe, mentre la rendicontazione finale deve pervenire entro il 30 aprile 2027, sempre salvo proroghe.
- Spese non ammissibili
L’elenco delle spese escluse è ampio e va letto con grande attenzione. Non sono ammissibili, tra le altre:
- spese che determinano il superamento dei massimali de minimis;
- spese non funzionali o non previste nel piano degli investimenti;
- beni usati;
- acquisto di immobili e terreni;
- singoli beni di importo inferiore a euro 200,00 al netto IVA;
- investimenti di mera riparazione;
- autoveicoli per il trasporto merci conto terzi;
- mezzi mobili targati non strettamente connessi al ciclo produttivo;
- scorte;
- spese di trasferta, viaggio e vitto;
- costi di avviamento;
- lavori in economia diretta o per conto proprio;
- spese per autorizzazioni, SCIA e comunicazioni amministrative;
- franchising e royalty;
- oneri di urbanizzazione, imposte, tasse, interessi, garanzie, eco-contributo RAEE;
- ammende, penali, controversie legali;
- contributi in natura.
Sono inoltre escluse le spese sostenute verso soggetti con legami societari o familiari con il proponente, e il bando vieta l’agevolazione di beni e servizi acquistati da soci, amministratori, dipendenti o società collegate o controllate. È escluso anche il cosiddetto “contratto chiavi in mano”, salvo spese coerenti con l’attività del fornitore individuata dal codice ATECO in visura camerale.
- Modalità e termini di presentazione della domanda
La domanda deve essere presentata esclusivamente tramite procedura telematica sulla piattaforma www.scelgomessina.it, a partire dalle ore 9:00 del 31° giorno successivo alla pubblicazione dell’Avviso in GURS e fino a esaurimento delle risorse. Per la presentazione sono obbligatorie la firma digitale e la PEC.
La documentazione obbligatoria comprende:
- domanda di partecipazione, con dichiarazioni sostitutive;
- modello di business;
- piano degli investimenti;
- documento di identità del legale rappresentante o del rappresentante dell’attività costituenda;
- atto costitutivo, statuto e visura camerale, se previsti;
- dichiarazione di rispetto del principio DNSH.
La domanda è inoltre soggetta al pagamento dell’imposta di bollo di euro 16,00. Tutte le dichiarazioni sono rese ai sensi del DPR 445/2000 e la non veridicità può comportare decadenza o revoca del contributo. L’avvio delle attività non può avvenire prima della presentazione della domanda; le spese sono ammissibili dal giorno successivo alla presentazione.
- Procedura di ammissione e criterio di selezione
Il bando non prevede una graduatoria basata su punteggi qualitativi complessi, ma un meccanismo fortemente orientato alla ricevibilità, ammissibilità e ordine cronologico di arrivo. In particolare:
- si verifica la regolarità formale della domanda;
- si accerta il possesso dei requisiti di ammissibilità;
- le domande ammissibili vengono finanziate in ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento delle risorse;
- in caso di rinuncia o decadenza si procede allo scorrimento.
Questo è uno degli aspetti più importanti dell’intera misura: la qualità del progetto resta essenziale, ma dal punto di vista operativo diventa determinante anche la tempestività di presentazione. Chi arriva tardi, pur con un progetto potenzialmente valido, rischia di restare escluso per carenza di risorse.
- Erogazione del contributo
L’erogazione avviene mediante accredito su conto corrente dedicato intestato al beneficiario e può seguire due modalità:
- erogazione in tre tranche: 50% a titolo di anticipo, previa fideiussione; 30% dopo verifica della rendicontazione del primo 50%; 20% a saldo dopo rendicontazione integrale dell’investimento, comprensiva anche del cofinanziamento privato;
- erogazione a saldo, dopo rendicontazione completa dell’intero investimento.
L’anticipazione del 50% è subordinata alla presentazione di una polizza fideiussoria bancaria o assicurativa intestata al Comune di Messina, con clausole molto rigorose, tra cui pagamento a prima richiesta, rinuncia alla preventiva escussione, rinnovo automatico e durata pari a 12 mesi oltre la consegna della rendicontazione finale.
- Rendicontazione e tracciabilità
La rendicontazione costituisce un passaggio centrale. Tutte le spese, comprese quelle riferite al cofinanziamento privato, devono essere correttamente documentate. I pagamenti devono essere effettuati esclusivamente mediante bonifico bancario o postale intestato al beneficiario; non sono ammessi pagamenti in contanti. Sui giustificativi di spesa e nelle causali dei bonifici deve comparire la dicitura specifica del progetto di riferimento, con CUP corrispondente a MadeInME o Impresa.NET. Per l’acquisto di beni è richiesta anche la dichiarazione del fornitore che attesti che il bene è nuovo di fabbrica.
In sede di saldo, il beneficiario deve produrre una dichiarazione di spesa firmata digitalmente e una tabella riepilogativa coerente con il piano economico approvato. Il Comune si riserva la revoca del contributo in caso di rendicontazione incompleta o difforme.
- Obblighi successivi del beneficiario
Gli obblighi del beneficiario devono essere rispettati per i tre anni successivi al completamento dell’intervento. Tra i principali:
- incremento continuativo di almeno una unità lavorativa;
- mantenimento o trasferimento della sede legale a Messina, se necessario;
- mantenimento dell’attività per almeno tre anni dopo la rendicontazione finale;
- conservazione della documentazione e disponibilità ai controlli;
- rispetto delle regole di cumulo, degli obblighi di pubblicità e del regime di aiuti di Stato;
- disponibilità di un conto corrente dedicato;
- mantenimento dei requisiti di accesso fino al saldo.
Il vincolo occupazionale è uno degli elementi più delicati del bando, soprattutto per le attività di nuova costituzione, poiché implica un obbligo sostanziale di tenuta del progetto anche nella fase successiva all’erogazione del contributo.
- DNSH, controlli, revoche e rinunce
Il bando richiama il principio DNSH – Do No Significant Harm, imponendo che gli interventi non arrechino danno significativo agli obiettivi ambientali. È previsto un apposito modello di autodichiarazione e vengono richiamati criteri di efficienza energetica, economia circolare, riduzione dell’inquinamento e tutela della biodiversità.
Il Comune di Messina e le altre autorità competenti possono effettuare controlli e verifiche anche in loco, senza preavviso, per tutta la durata del progetto e nei tre anni successivi alla rendicontazione finale. Il contributo può essere revocato, tra l’altro, in caso di mancato completamento dell’intervento, perdita dei requisiti, dichiarazioni mendaci, irregolarità nella spesa, indisponibilità ai controlli, alienazione o distrazione dei beni entro 36 mesi, cessazione o inattività del beneficiario. La rinuncia va comunicata via PEC al Comune di Messina con specifico oggetto riferito al progetto interessato.

