INFORMATIVA TECNICA – EIT URBAN MOBILITY OPEN CALL PER L’INNOVAZIONE STRATEGICA NELLA MOBILITA’ URBANA 2026-2028, TERZA CALL.
Premessa e inquadramento generale
La misura si colloca nel quadro delle attività di EIT Urban Mobility, la Knowledge and Innovation Community sostenuta dall’European Institute of Innovation and Technology (EIT), ed è costruita secondo la logica tipica dei programmi europei di innovazione orientati al mercato. Il Call Manual chiarisce che l’obiettivo non è finanziare ricerca astratta o sperimentazioni chiuse in sé stesse, ma sostenere progetti collaborativi capaci di accelerare l’adozione di innovazioni urbane ad alto impatto, già sufficientemente mature da poter evolvere verso commercializzazione, procurement e scalabilità su più contesti urbani europei.
L’impianto della call è coerente con il quadro Horizon Europe e con la strategia EIT Urban Mobility 2026–2028. Il manuale richiama espressamente l’allineamento con le priorità europee su competitività, decarbonizzazione, digitalizzazione e trasformazione equa del trasporto urbano, mentre gli allegati finanziari e contrattuali mostrano che tutta la disciplina di spesa, reporting, audit, IP e visibilità è costruita per trasporre sul beneficiario le principali regole dell’ecosistema Horizon Europe/EIT.
È quindi una misura che va letta con due chiavi contemporanee. La prima è quella dell’opportunità di finanziamento a fondo perduto per l’innovazione urbana. La seconda, altrettanto importante, è quella dell’ingresso in un framework europeo molto strutturato, che richiede elevata solidità progettuale, finanziaria, commerciale e gestionale.
Finalità della misura
La call mira a sostenere soluzioni, prodotti, servizi e modelli di business che rispondano alle sfide più urgenti della mobilità urbana e che possano essere testati, adottati e portati a scala con un chiaro percorso verso il mercato. Il testo del Call Manual insiste su un punto molto netto: i progetti devono essere pensati per clienti esterni, con un prodotto o servizio replicabile oltre il caso d’uso iniziale, e con un credibile percorso di commercializzazione entro la fine del progetto. Le iniziative focalizzate soltanto su ottimizzazioni interne o prive di un reale sbocco commerciale sono fuori scope.
La call si propone quindi di deriskare l’innovazione urbana in una fase molto delicata: quella in cui una soluzione ha già superato il puro stadio concettuale ma deve ancora dimostrare pienamente:
- maturità tecnologica e operativa;
- appetibilità per clienti pubblici o privati;
- conformità regolatoria e, se necessario, standardizzazione o certificazione;
- sostenibilità economica e modello di business;
- possibilità di replicazione in altre città o mercati.
Questa impostazione emerge con chiarezza anche dalla struttura del formulario di candidatura, che obbliga il proponente a motivare problema di mercato, proposta di valore, competitività, maturità, IP, target users, uptake, business model, replicabilità, impatti ampi e sostenibilità finanziaria.
Ambiti tematici finanziabili
Il Call Manual individua cinque grandi topic di intervento, con possibilità di candidare progetti che si collochino in uno o più di essi quando esistano reali sinergie:
Il primo ambito è la logistica urbana, con interesse per soluzioni che riducano congestione, emissioni e rumore, specialmente nell’ultimo miglio, e che migliorino efficienza, resilienza e integrazione con l’ambiente urbano. Sono particolarmente incoraggiate soluzioni per hub logistici e per il coordinamento digitale tra operatori, città e utenti.
Il secondo è il trasporto pubblico, inteso come dorsale di un ecosistema di mobilità resiliente, sostenibile e multimodale. Sono valorizzate soluzioni che rendano il TPL più attrattivo e competitivo rispetto all’auto privata, migliorino primo/ultimo miglio e integrino shared mobility e demand-responsive transport.
Il terzo riguarda la zero-emission mobility, con attenzione all’intera filiera dell’elettrificazione: veicoli, produzione di energia collegata alla mobilità, tecnologie di batteria, ricarica intelligente o dinamica, integrazione in rete, estensione del ciclo di vita, riuso e riciclo. Il manuale apre anche alle soluzioni su combustibili alternativi, compreso l’idrogeno, purché credibili in termini di early adoption e scale-up.
Il quarto è quello di active mobility e salute, che non si limita a campagne comportamentali, ma richiede soluzioni innovative e orientate al mercato per migliorare sicurezza, inclusione e qualità dello spazio urbano, nonché per monitorare o mitigare gli impatti sanitari di aria e rumore.
Il quinto è quello delle data-driven mobility solutions, dove rientrano applicazioni basate su analytics avanzata, AI, quantum o dati in tempo reale, purché rispettino privacy, interoperabilità, replicabilità e scalabilità, e siano utili anche per SUMPs, citizen engagement, resilienza e monitoraggio regolatorio.
Tipologie di progetto ammesse
La call non si limita a finanziare singole tecnologie. Il Call Manual distingue tre architetture progettuali ammissibili.
La prima è quella dei solution package projects, cioè progetti che sviluppano e testano più soluzioni intorno a una medesima sfida di mobilità urbana, eventualmente su uno o più siti dimostrativi, con la logica di costruire un pacchetto di soluzioni scalabili e commercializzabili.
La seconda è quella dei value chain projects, che riuniscono tutti gli attori chiave della filiera necessari a rendere l’innovazione realmente utilizzabile e vendibile, affrontando inefficienze industriali o bisogni guidati dal settore pubblico.
La terza è quella dei single solution projects, adatta a soluzioni singole ad alto impatto che richiedano tempi, budget e passaggi più estesi per sviluppo, validazione e approvazioni regolatorie prima della piena readiness di mercato.
Il tratto comune, in tutti i casi, è la presenza di una traiettoria di mercato chiara e verificabile entro il termine del progetto.
Dotazione finanziaria e importo massimo per progetto
La dotazione indicativa complessiva della call per il periodo 2026–2028 è pari a 60 milioni di euro, con una quota di circa 13 milioni destinata specificamente a proposte sviluppate in Paesi coperti dal Regional Innovation Scheme (RIS). Il budget è ripartito in maniera indicativa tra i diversi cut-off, ma il manuale precisa che tali riparti possono essere modificati in funzione della qualità e del numero di proposte ricevute.
Ogni progetto può ricevere fino a 2 milioni di euro di EIT funding. Il budget richiesto deve però essere pienamente giustificato e coerente con ambizione, durata, workplan e value-for-money. La call scoraggia espressamente la tendenza a “tirare” automaticamente al massimo disponibile senza una solida motivazione.
Intensità dell’agevolazione e cofinanziamento
La misura opera come sostegno a fondo perduto, ma con una logica di cofinanziamento significativa. Il Call Manual prevede che EIT Urban Mobility rimborsi fino al 65% dei costi eleggibili, mentre il cofinanziamento minimo di progetto è pari al 35%. Il cofinanziamento può essere distribuito in modo non uniforme tra i partner, purché a livello complessivo di progetto sia rispettata la soglia minima del 35%. Un cofinanziamento superiore al minimo è considerato positivamente in valutazione.
Questo è un aspetto molto rilevante in chiave consulenziale. La call non è costruita per finanziare operazioni senza reale commitment economico del partenariato. Al contrario, il livello minimo di cofunding richiesto e la valorizzazione di quote superiori fanno capire che EIT Urban Mobility privilegia progetti in cui il consorzio sia pronto a investire risorse proprie o di terzi per accelerare l’ingresso sul mercato.
Soggetti beneficiari e composizione del consorzio
La call è aperta a consorzi composti da almeno due entità giuridiche indipendenti stabilite in almeno due diversi Stati membri UE e/o Paesi associati a Horizon Europe. È obbligatoria la presenza di almeno un lead commercial partner, responsabile del percorso di contributo alla financial sustainability di EIT Urban Mobility.
Il principio guida non è solo l’ammissibilità formale dei partner, ma la loro funzionalità effettiva rispetto al progetto. Il Call Manual precisa che il consorzio deve includere tutti i soggetti essenziali non solo per eseguire il workplan, ma soprattutto per rendere plausibile la futura commercializzazione su larga scala. Tra questi possono rientrare aziende che commercializzeranno la soluzione, città, host dei pilot, public transport operators, mobility providers, knowledge providers, enti di certificazione o advisor regolatori. Le semplici lettere di supporto non sostituiscono la partecipazione attiva dei soggetti essenziali, in particolare degli end-users o dei pilot hosts.
Inoltre, il formulario richiede di dichiarare eventuali direct links tra i partecipanti, cioè relazioni di controllo diretto o indiretto, e di descrivere con precisione il ruolo specifico e differenziato di ciascun partner.
Il manuale richiama anche casi di esclusione, che possono intervenire non solo in fase di valutazione ma anche durante onboarding, contracting o implementation: insolvenza, gravi violazioni fiscali o contributive, sanzioni, frodi, gravi illeciti professionali, false dichiarazioni, tentativi di influenzare il processo o di ottenere vantaggi indebiti.
Membership e ingresso nella community
Se la proposta viene selezionata, tutti i soggetti beneficiari devono diventare membri della community di EIT Urban Mobility e corrispondere la relativa membership fee, salvo il caso dei partner commerciali che sottoscrivano un Commercial Agreement con inclusione della membership. Il Call Manual presenta questa membership non come mero requisito formale, ma come ingresso in un ecosistema europeo di città, imprese, innovatori e programmi, con benefici di networking, visibilità, accesso a opportunità e test in ambienti reali.
Timeline e cut-off
La call resta aperta fino all’ultimo cut-off previsto nel giugno 2027, con chiusura delle finestre di submission alle 17:00 CET del giorno pubblicato. Per il fascicolo attuale, il terzo cut-off rilevante è indicato al 18 giugno 2026. I progetti selezionati in ciascun cut-off hanno start date indicative distribuite tra gennaio 2026 e gennaio 2028.
Dopo ogni cut-off, EIT Urban Mobility prevede:
- fino a 1 settimana per admissibility ed eligibility check;
- fino a 6 settimane per la valutazione;
- circa 2 settimane tra invito e svolgimento delle hearings;
- circa 2 settimane per la comunicazione degli esiti dopo la hearing.
Modalità di presentazione della domanda
La candidatura avviene esclusivamente tramite la piattaforma NetSuite di EIT Urban Mobility. Prima della submission, ogni organizzazione deve:
- ottenere il PIC sul Funding & Tenders Portal;
- completare il Partner Information Form (PIF) su NetSuite;
- essere registrata correttamente nel sistema.
Il Project Leader crea e compila l’application form online, articolato in sezioni su general information, partner information, project scope, workplan, budget e supporting documents. Il sample application form mostra chiaramente che le sezioni narrative sono molto strutturate e hanno limiti stringenti di caratteri. Per questo la stessa Guidance for Applicants raccomanda di predisporre i testi offline e poi trasferirli nel sistema una volta definitivi.
Un punto molto importante è che non sono ammessi URL nel corpo dell’application form, salvo il link al video opzionale laddove previsto nei supporting documents.
Supporting documents obbligatori e opzionali
Sono documenti obbligatori:
- il pitch deck in PDF o PPT;
- l’ultimo annual report / profit & loss / balance sheet o documentazione equivalente che consenta di valutare la situazione finanziaria di tutti i commercial partners.
Sono invece facoltativi ma strategicamente rilevanti:
- lettere di commitment/support, da redigere su carta intestata e con descrizione concreta del supporto offerto;
- Freedom to Operate study, espressamente raccomandato;
- un video di un minuto che mostri la maturità tecnologica della soluzione.
Candidature con allegati obbligatori mancanti, errati o vuoti vengono automaticamente rigettate nella fase iniziale di controlli.
Contenuto sostanziale della proposta
La sezione narrativa della candidatura non consente scorciatoie. I documenti di guidance e il sample form mostrano che il consorzio deve costruire una proposta completa su almeno dieci assi:
Occorre definire chiaramente il problema/opportunità di mercato, con evidenze del bisogno e analisi di mercato.
Va poi descritta la soluzione innovativa, specificando cosa la rende superiore alle alternative esistenti, chi sono almeno tre competitor e quale vantaggio competitivo concreto produce.
È poi essenziale documentare maturity and market readiness, spiegando il livello di maturità attuale e il percorso verso il deployment commerciale entro la fine del progetto, inclusi eventuali fabbisogni di standardisation, homologation o certification.
La candidatura richiede inoltre una sezione molto robusta su intellectual property, con strategia di protezione già impostata, misure già adottate o pianificate e, se possibile, supporto di una FTO.
Vi è poi un blocco dedicato a gender and diversity, che chiede come la soluzione tenga conto di inclusività, età, capacità, background socio-economico e bisogni di utenti diversi, e come il consorzio promuova team misti e ruoli attivi per donne e gruppi sottorappresentati.
Vanno poi descritti market and user uptake, business model, scalability and replication, broad impacts, consortium composition, risk management e financial sustainability. Tutti questi elementi costituiscono materiale valutabile e non meri approfondimenti accessori.
Financial Sustainability Mechanism
Uno degli elementi più distintivi della call è il contributo richiesto alla financial sustainability di EIT Urban Mobility. Il Call Manual e le Financial Sustainability Guidelines chiariscono che i progetti finanziati devono generare anche un ritorno strategico/economico per il KIC, attraverso uno dei tre percorsi previsti.
Il primo è il Sales pathway, destinato a imprese già strutturate, di norma PMI, con capacità di generare ricavi nel breve o medio termine. Qui EIT Urban Mobility offre pacchetti di supporto alla commercializzazione, con fee fisse e success fee, e il partner commerciale sottoscrive un accordo pluriennale di natura commerciale.
Il secondo è l’Investment pathway, rivolto a startup e scale-up la cui crescita è guidata soprattutto dall’equity. In questo caso il contributo a EIT Urban Mobility assume la forma di un accordo equity-based, con eventuale aumento della partecipazione o equity transfer commitment, subordinato a due diligence.
Il terzo è il percorso New company / spinout, previsto quando il progetto punta alla creazione di una nuova entità giuridica quale veicolo primario di commercializzazione. In tal caso la nuova società diventa partner di progetto, riceve una quota del finanziamento e affronta un equity readiness process.
Questo meccanismo è decisivo anche in fase di final review, perché il Project Implementation Handbook attribuisce fino al 30% del potenziale grant reduction proprio al mancato rispetto del percorso FSM / commercial agreement.
KPI obbligatori e facoltativi
Tutte le proposte devono includere almeno uno dei due KPI EIT core obbligatori, con target minimo 1 da raggiungere entro la fine del progetto:
- EITHE02.4 Marketed Innovations, cioè innovazioni introdotte sul mercato con almeno 10.000 euro di ricavi documentati;
- EITHE04.4 Start-ups created of/for innovation, cioè startup create come risultato del progetto o per sviluppare un asset innovativo, con almeno 10.000 euro di vendite oppure 200.000 euro di investimento privato in equity.
Il documento sui KPI mostra che per questi indicatori servono supporting documents molto precisi, quali registration certificates, dichiarazioni del product owner o della startup, ordini di acquisto, invoice acceptance e prove di investimento.
Oltre ai KPI core, la call incoraggia contributi ad altri indicatori quali:
- EITHE01.1 Intellectual Property Rights;
- KSN02 su demonstrations/pilots/living labs con coinvolgimento di cittadini;
- KSN03 su public realm improvements;
- KONHE03.2 city engagements;
- KONHE06 outreach events in RIS countries;
- KONHE31 tested engineering innovation.
Proposte con KPI più ambiziosi, ma realistici e coerenti, sono valutate positivamente; KPI irrealistici o disallineati possono invece danneggiare il punteggio.
Deliverable obbligatori
Tutti i progetti devono includere una serie minima di deliverable obbligatori. In particolare:
- technical sheet entro massimo 2 mesi dall’avvio;
- product plan per ciascuna marketed innovation oppure business plan per ciascuna startup, entro massimo 4 mesi, se applicabile;
- impact assessment methodology and action plan entro massimo 6 mesi;
- per progetti con enti pubblici come pilot hosts, procurement strategy preliminare e finale;
- demonstration report;
- impact assessment report finale;
- final dissemination report con best practices e short video.
Il Guidance for Applicants precisa che i deliverable devono essere plausibili, significativi e coerenti con il workplan, perché in fase attuativa ne sarà verificato il reale raggiungimento.
Proprietà intellettuale
La call attribuisce alla strategia IP un ruolo centrale. Il Call Manual richiede che ogni proposta mostri chiaramente misure e azioni per proteggere le innovazioni e sfruttare i core IP rights, e raccomanda una Freedom to Operate.
La IP strategy checklist mostra con grande chiarezza cosa si intenda per strategia robusta: identificazione delle innovazioni da proteggere, accordi su ownership/co-ownership, stato dei filing, utilizzo di NDA e trade secrets, verifica dei diritti di terzi, eventuale FTO/patentability analysis, allineamento tra IP e go-to-market, strategia di sfruttamento almeno quinquennale post-progetto, e gestione dei rischi legali e regolatori.
Il Financial Support Agreement aggiunge che i risultati appartengono al beneficiario che li genera, salvo joint ownership, ma impone best efforts di exploitation fino a quattro anni dopo la fine del progetto, nonché regole su transfer, licensing, access rights e open science laddove applicabile.
Dal punto di vista consulenziale, questo significa che una proposta senza una solida architettura di IP ownership e exploitation difficilmente potrà apparire matura e credibile.
Spese ammissibili
L’Eligibility of Expenditure e il Financial Support Agreement chiariscono che le spese devono rispettare le regole Horizon Europe: essere reali, sostenute nel periodo progettuale, iscritte correttamente in contabilità, necessarie al progetto, verificabili, ragionevoli e conformi a buona gestione finanziaria.
Le principali categorie ammissibili includono:
- personnel costs;
- subcontracting;
- purchase costs;
- other costs;
- indirect costs con flat rate del 25% sui costi diretti eleggibili, al netto delle categorie escluse dal calcolo.
Più nel dettaglio, il Financial Support Agreement mostra che rientrano tra i costi eleggibili anche viaggi, attrezzature, altri beni e servizi, sostegno finanziario a terzi se previsto, beni/servizi fatturati internamente e costi indiretti.
Il sample application form traduce queste categorie nella griglia concreta di budget per partner e work package, comprendendo personnel, subcontracting, travel and subsistence, equipment, other goods/works/services, financial support to third parties, internally invoiced goods/services e indirect costs.
Spese non ammissibili
Sono espressamente non ammissibili, tra l’altro:
- dividendi e ritorni su capitale;
- debiti e accantonamenti per perdite future;
- interessi passivi;
- perdite su cambio;
- spese bancarie di trasferimento;
- IVA detraibile o rimborsabile;
- costi già dichiarati su altri grant UE;
- spese eccessive o imprudenti;
- costi non coerenti con sound financial management.
Il beneficiario deve inoltre essere in grado di produrre documentazione adeguata a supporto di tutte le spese, anche se tale documentazione non viene caricata ordinariamente in fase di interim reporting.
Workplan, milestones e budget
Il progetto deve essere organizzato in Work Packages, creati prima della compilazione del budget. Ogni WP deve avere durata, leader, contributor, descrizione e una chiara articolazione in task. I deliverable si collegano ai WP e il budget è a sua volta generato in funzione dei partner contributor di ciascun WP.
Questo produce un effetto pratico molto importante: la qualità della candidatura non dipende solo dal testo descrittivo, ma dalla coerenza tra narrazione, WP, deliverable, milestone, KPI e allocazione dei costi. Il Guidance for Applicants avverte esplicitamente che il budget va costruito solo dopo aver definito con precisione il workplan, proprio perché i due elementi sono strettamente interdipendenti.
Cities Observers Group
Il Call Manual introduce la Cities Observers Group (COG) come strumento di allineamento anticipato tra progetti e bisogni reali di città e autorità pubbliche. Sebbene la partecipazione non sia formalmente obbligatoria, è fortemente raccomandata. Il progetto dovrebbe prevedere task e risorse adeguate, compreso un travel budget fino a 4.000 euro per visite da parte di città osservatrici.
Questo elemento è interessante perché rafforza la natura della call: non basta avere una buona innovazione tecnologica, bisogna costruire un rapporto credibile con le città come futuri utenti, osservatori, decisori o soggetti di procurement.
Procedura di valutazione
La valutazione si articola in due stadi.
Stage 1 – Evaluation
Dopo admissibility ed eligibility check, la proposta è valutata da tre esperti esterni indipendenti e da un valutatore interno EIT Urban Mobility per la parte di strategic fit. Il punteggio massimo è 75 punti. Per passare allo stadio successivo occorre raggiungere una soglia minima in ciascuno dei quattro criteri:
- Strategic fit and EU dimension: max 15, minimo 9;
- Excellence: max 20, minimo 12;
- Impact: max 20, minimo 12;
- Implementation: max 20, minimo 12.
I sub-criteri considerano, tra gli altri, pertinenza rispetto a missione e topic, valore aggiunto rispetto al portafoglio EIT UM, qualità della soluzione, maturità, IP, inclusività, interesse di utenti/clienti/autorità pubbliche, robustezza del business model, replicabilità, impatti, qualità del consorzio, adeguatezza di budget e duration, solidità del workplan e del risk management.
Stage 2 – Hearing and proposal selection
Accedono alla hearing solo le proposte che superano le soglie minime e rientrano nel perimetro dei migliori progetti fino al 200% del budget disponibile per il cut-off di riferimento. La hearing consiste in:
- 15 minuti di pitch;
- 15 minuti di Q&A.
Qui si possono ottenere fino a 25 punti aggiuntivi, basati su qualità/credibilità della hearing e contributo alla financial sustainability di EIT Urban Mobility.
Onboarding, contracting e accordi
Se il progetto viene pre-selezionato, possono essere imposte condizioni migliorative sulla proposta, inclusi aspetti IP e accordi commerciali/FSM. Solo dopo il rispetto di tali condizioni si apre la fase di onboarding e contracting. Il Call Manual precisa che il contratto non viene firmato prima di 30 giorni dalla preselection.
Il Project Implementation Handbook chiarisce che la fase contrattuale comprende:
- validazione del PIC, se necessaria;
- Declaration of Honour;
- eventuali documenti di financial capacity;
- firma del Financial Support Agreement;
- firma delle Membership Terms and Conditions, ove applicabili.
I pagamenti non possono partire finché questo pacchetto contrattuale non è completato per tutti i partner del progetto.
Modalità di erogazione
Per i progetti del Business Plan 2026–2028, il Project Implementation Handbook v7.0 prevede un payment scheme valido dal 1° gennaio 2026. In via standard, per tutte le organizzazioni:
- prefinancing del 20% del budget EIT;
- successivi rimborsi progressivi legati alle interim reviews;
- saldo finale a conclusione del final review.
Per le startup già nel portafoglio equity di EIT Urban Mobility, è invece previsto un prefinancing del 50%.
Il dettaglio delle percentuali rimborsabili ai diversi interim varia in funzione della durata del progetto. Il principio costante è che:
- i costi vengono rimborsati solo dopo review positiva;
- il saldo finale copre i costi approvati fino al massimale EIT budget;
- eventuali eccedenze di costo rispetto al budget approvato restano a carico del partenariato;
- in caso di progetto classificato red, i pagamenti possono essere sospesi.
Monitoring, interim review e final review
Il Project Implementation Handbook chiarisce che il progetto è sottoposto a un sistema continuo di monitoraggio, con review tipicamente ogni sei mesi in funzione della durata. Ogni interim review comprende:
- performance report del Project Leader;
- cost report di ciascun partner;
- di regola un incontro con il monitoring panel di EIT Urban Mobility.
I progetti vengono classificati con il sistema:
- green;
- white;
- orange;
- red.
In caso di criticità, EIT Urban Mobility può imporre condizioni, sospendere pagamenti, reindirizzare il progetto, ridurre il grant o addirittura fermarlo.
A fine progetto, il final reporting richiede:
- deliverable finali;
- KPI e relativi supporting documents;
- final performance report;
- final cost report per ciascun partner.
Grant reduction e rischi di underperformance
Uno dei punti più delicati della call è la metodologia di grant reduction in caso di underperformance. Il manuale attribuisce pesi ai principali indicatori di performance:
- fino al 40% per KPI;
- fino al 30% per FSM / commercial agreement;
- fino al 20% per deliverable e outputs;
- fino al 10% per branding.
Questo significa che il rischio non è solo economico-contabile. Anche un progetto che spenda correttamente può subire una riduzione del contributo se non raggiunge i KPI, non perfeziona il percorso FSM, produce deliverable deboli o non rispetta adeguatamente gli obblighi di visibilità.
Dal punto di vista consulenziale, questo è forse il tratto più importante della misura: qui il finanziamento è strettamente legato alla performance dimostrabile.
Audit, CFS e controlli
Dopo ogni interim o final cost reporting, EIT Urban Mobility può eseguire controlli interni di eleggibilità su base campionaria. Inoltre, al raggiungimento di un funding cumulato di 430.000 euro per partner all’interno del Business Plan 2026–2028, viene richiesto un Certificate on Financial Statements (CFS) tramite auditor indipendente nominato da EIT Urban Mobility.
Il Financial Support Agreement stabilisce inoltre il diritto di audit e indagine da parte di EIT Urban Mobility, EIT, Commissione, OLAF, EPPO ed ECA, con obbligo del beneficiario di conservare records e supporting documents per il periodo richiesto.
Appeal
La call prevede un meccanismo di appello molto circoscritto. Il Project Leader può impugnare un esito negativo entro 7 giorni di calendario, ma solo per motivi tassativi:
- errori procedurali;
- problemi tecnici fuori dal controllo del candidato;
- errori meccanici/umani di EIT UM;
- errori fattuali nel Summary Evaluation Report.
Non è uno strumento per chiedere una rivalutazione generale o per integrare nuovi contenuti. L’Appeal Panel decide se confermare l’esito o far rientrare la proposta nello stadio pertinente.

