INFORMATIVA TECNICA – PIEMONTE – MATCHIN ASSUNZIONE TALENTI QUALIFICATI.
Premessa e quadro normativo
La misura MATCHIN si inserisce nel Programma Regionale Piemonte FESR 2021-2027, nell’ambito della Priorità I, Obiettivo specifico RSO 1.4, Azione I.1iv.2 – Incremento delle competenze attraverso il ricorso a nuove figure. Il bando nasce per sostenere il rafforzamento della capacità di innovazione delle PMI piemontesi attraverso l’inserimento di figure altamente qualificate provenienti dal sistema pubblico della ricerca, in coerenza con la S3 regionale e con la finalità di sviluppare o integrare nuovi prodotti, processi, tecnologie o servizi più avanzati.
Il testo di bando chiarisce che la misura è costruita in attuazione della programmazione FESR regionale e in coerenza con il quadro europeo sulla valorizzazione dei talenti della ricerca, sul trasferimento tecnologico e sul rafforzamento delle competenze per la specializzazione intelligente e la transizione industriale. Lo stesso documento evidenzia inoltre che, sotto il profilo ambientale, la misura è stata considerata a impatto trascurabile o nullo rispetto agli obiettivi di sostenibilità, con conseguente non necessità di una verifica climatica specifica nel senso proprio richiesto per altri tipi di interventi infrastrutturali o materiali.
Sotto il profilo giuridico dell’aiuto, l’agevolazione è concessa in regime de minimis, ai sensi del Regolamento (UE) 2023/2831, e assume la forma di contributo a fondo perduto. Il bando richiama espressamente il rispetto del massimale triennale de minimis dell’impresa unica, che deve essere verificato in sede di concessione.
Dotazione finanziaria
La dotazione finanziaria complessiva della misura è pari a euro 5.000.000,00. Il soggetto gestore individuato per l’attuazione del bando è Finpiemonte S.p.A., in qualità di organismo intermedio delegato alla gestione del procedimento di concessione, erogazione, verifica ed eventuale revoca delle agevolazioni.
Dal punto di vista consulenziale, si tratta di una dotazione non trascurabile ma comunque tale da rendere la procedura selettiva, anche perché il bando è a sportello e le domande sono esaminate secondo ordine cronologico di presentazione. Ciò rende rilevante non solo la qualità del progetto, ma anche la tempestività e la completezza della candidatura.
Soggetti beneficiari
Sono beneficiarie della misura le PMI i cui progetti rientrano negli ambiti della S3 regionale. La sintesi di bando parla espressamente di PMI con sede operativa o produttiva in Piemonte, mentre il bando completo precisa che possono accedere le imprese iscritte al Registro delle imprese e in possesso di almeno un bilancio chiuso e approvato; le startup possono quindi partecipare solo se, in concreto, rientrano nella definizione di PMI e soddisfano anche il requisito del bilancio e gli altri requisiti di ammissibilità.
Tra i requisiti principali richiesti al beneficiario vi sono: iscrizione al Registro imprese della CCIAA; possesso di almeno un bilancio chiuso e approvato; disponibilità di una sede o unità locale in Piemonte attiva e produttiva, oppure impegno ad attivarla prima della prima erogazione del contributo; possesso di un codice ATECO primario, o prevalente per la sede indicata in domanda, non ricompreso tra le attività escluse; assenza di obblighi di restituzione verso Finpiemonte o Regione Piemonte per revoche pregresse; assenza di procedure concorsuali senza continuità aziendale, liquidazione volontaria, scioglimento o inattività; trasparenza dell’assetto proprietario; e assolvimento dell’obbligo di copertura assicurativa contro calamità naturali e catastrofali.
Finalità del bando
La finalità del bando è rafforzare la capacità di innovazione delle PMI piemontesi favorendo un collegamento strutturato tra impresa e sistema pubblico della ricerca. La misura vuole sostenere forme di transizione dal mondo della ricerca verso l’impresa, valorizzando competenze altamente qualificate e mettendole al servizio di sfide di ricerca, sviluppo e innovazione che abbiano ricadute concrete in termini di nuovi prodotti, processi, servizi, modelli organizzativi e rafforzamento del capitale umano aziendale.
Il Format di progetto rende molto chiara la logica sostanziale della misura: il progetto non può limitarsi a descrivere un’assunzione o una collaborazione, ma deve individuare una vera sfida RSI, il relativo fabbisogno di competenze, le competenze possedute dalla figura altamente qualificata, il modo in cui essa verrà inserita nell’organizzazione aziendale e i benefici attesi in termini di capacità innovativa, produttività, competitività e ricadute sul sistema territoriale.
Spese ammissibili
Il bando distingue due linee di intervento.
Per la Linea A, dedicata all’assunzione di figure altamente qualificate, sono ammissibili il costo del personale inteso come costo aziendale al netto dell’IRAP, purché riferito ad assunzioni con valore minimo non inferiore a 45.000 euro annui full time. Sono ammessi anche contratti part-time, ma con orario non inferiore al 50% rispetto al full time ordinario. Il contributo è riconoscibile fino a tre figure per impresa. In caso di contratto a tempo determinato, la durata minima è di 6 mesi e la spesa è riconosciuta fino a 12 mensilità; in caso di contratto a tempo indeterminato, l’agevolazione è riconosciuta sulle prime 18 mensilità. Sono inoltre ammissibili, per la sola Linea A, servizi di consulenza fino a 5.000 euro, finalizzati alla definizione del progetto di rafforzamento della capacità di innovazione.
Per la Linea B, dedicata alla mobilità temporanea di ricercatori, sono ammissibili i costi relativi al servizio di messa a disposizione temporanea di una figura altamente qualificata, così come risultanti dalla convenzione tra impresa e Università o ente pubblico di ricerca. Sono riconoscibili esclusivamente il trattamento economico e contributivo erogato dal soggetto distaccante; non sono agevolabili eventuali compensi aggiuntivi riconosciuti direttamente dall’impresa alla figura coinvolta. È riconoscibile una sola figura per impresa, con convenzione di durata minima 6 mesi e spesa agevolabile per un massimo di 12 mesi dalla stipula della convenzione.
Per entrambe le linee sono riconosciuti anche costi indiretti in misura pari al 7% dei costi diretti ammissibili. Restano esclusi IVA, salvo che sia indetraibile, e gli oneri accessori fiscali o finanziari. Gli impegni giuridicamente vincolanti sono ammissibili a decorrere dal 3 novembre 2025; le spese sostenute tra tale data e la presentazione della domanda possono essere considerate solo alle condizioni indicate dal bando, e comunque il progetto non deve essere già materialmente completato o pienamente attuato prima della domanda.
Tipologia e intensità dell’agevolazione
L’agevolazione è concessa esclusivamente come contributo a fondo perduto in regime de minimis. Le intensità di aiuto variano in funzione della linea di intervento e della dimensione d’impresa. Per la Linea A, il contributo è pari al 70% per le piccole imprese e al 60% per le medie imprese. Per la Linea B, il contributo è pari al 50% per piccole e medie imprese.
Il bando ricorda inoltre che l’importo complessivo degli aiuti de minimis concessi all’impresa unica non può superare 300.000 euro nell’arco di tre anni, secondo la disciplina europea vigente. Di conseguenza, anche in presenza di una progettualità astrattamente più ampia, l’effettiva agevolazione concedibile resta subordinata alla capienza residua del plafond de minimis del soggetto beneficiario.
Importi finanziabili
Il testo di bando costruisce l’importo finanziabile in funzione delle regole di spesa delle due linee, senza affidarsi a una sola soglia standard unica. Tuttavia, la scheda operativa di supporto allegata riporta, come sintesi di utilizzo, una richiesta minima pari a 12.037 euro e una richiesta massima pari a 600.000 euro.
Sul piano operativo, gli importi sono fortemente condizionati dalla struttura della Linea A o della Linea B, dal numero di figure coinvolte, dalla tipologia contrattuale, dalla durata riconoscibile e dal massimale de minimis effettivamente disponibile per l’impresa. Per la Linea A, il bando indica anche un contributo massimo annuo concedibile per figura assunta, pari a 56.000 euro per le piccole imprese e 48.000 euro per le medie imprese, riferito a un contratto full time; i valori devono essere riparametrati in caso di part-time.
Modalità di presentazione della domanda
Le domande devono essere presentate tramite la procedura informatizzata regionale, con accesso al sistema FINDOM / Sistema Piemonte, compilazione del modulo telematico e generazione del testo definitivo della domanda. Il documento generato deve essere firmato digitalmente dal legale rappresentante oppure da un delegato con poteri di firma interno all’azienda, e successivamente ricaricato sul sistema in formato PDF o p7m insieme agli allegati obbligatori.
Tra gli allegati obbligatori rientra il Modello A – Format di progetto. Nei casi specifici, devono inoltre essere allegati la delega del firmatario interno, la documentazione sull’assetto proprietario o su eventuali collegamenti con imprese estere, e, per la premialità connessa all’inclusione, la dichiarazione sostitutiva relativa all’assunzione di figure altamente qualificate con disabilità. Il bando precisa anche che, se uno o più file superano i 10 MB o hanno formato modificabile, essi devono essere trasmessi via PEC a Finpiemonte nello stesso giorno dell’invio telematico.
Tempistiche
La finestra di presentazione si apre alle ore 9:00 del 2 marzo 2026 e si chiude alle ore 12:00 del 10 settembre 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili.
I progetti devono concludersi entro 18 mesi dalla data di concessione del sostegno. La rendicontazione finale deve essere presentata entro 60 giorni dalla data di fine progetto. Per i progetti di durata pari o superiore a 12 mesi, è possibile presentare anche una rendicontazione intermedia entro il nono mese dalla concessione. Finpiemonte esamina la rendicontazione entro 80 giorni dal ricevimento; in caso di richiesta di integrazioni, il beneficiario ha 30 giorni per trasmetterle.
Quanto al procedimento amministrativo, il bando prevede: valutazione della domanda e comunicazione dell’esito entro 90 giorni dalla presentazione; trasmissione di eventuali documenti integrativi alla domanda entro 30 giorni dalla richiesta di Finpiemonte; concessione entro 20 giorni dalla presentazione dei documenti necessari alla fase concessoria.
Procedura di valutazione
La misura segue una procedura a sportello. Le domande vengono esaminate in ordine cronologico e l’istruttoria si articola in tre fasi: ammissibilità formale, ammissibilità sostanziale e valutazione di merito. Finpiemonte cura l’istruttoria, mentre per gli aspetti tecnici si avvale del Comitato Tecnico di Valutazione, il cui parere è vincolante.
Secondo la scheda di supporto allegata, la griglia di merito prevede un punteggio massimo di 64 punti, una soglia minima complessiva di 37 punti e soglie minime per ciascun criterio. I criteri riguardano la capacità economico-finanziaria del beneficiario, l’idoneità tecnica, la qualità e adeguatezza della proposta, la qualità economico-finanziaria del progetto e le ricadute attese. Sono inoltre previste due premialità, fino a 2 punti ciascuna.
Dal bando emerge inoltre che, per la Linea A, costituisce elemento di apprezzamento l’assunzione di figure altamente qualificate con disabilità, da dichiarare con apposito allegato; il Format di progetto conferma poi che il progetto deve essere sviluppato in modo molto strutturato, perché la valutazione non riguarda soltanto il curriculum della figura, ma soprattutto la coerenza tra fabbisogno innovativo, competenze richieste, modalità di inserimento e risultati attesi.
Modalità di erogazione
Il contributo viene erogato a seguito della verifica delle spese rendicontate e, in corrispondenza della rendicontazione finale, anche previa verifica positiva della relazione tecnica finale. La regola ordinaria è dunque quella del saldo a consuntivo, con possibilità di una rendicontazione intermedia nei casi espressamente previsti.
In concreto, Finpiemonte ricalcola il contributo applicando l’intensità di aiuto prevista dal bando alle spese effettivamente ritenute ammissibili. Se la documentazione non è esaustiva o se l’investimento rendicontato risulta inferiore rispetto a quanto ammesso, Finpiemonte può richiedere integrazioni, rideterminare l’agevolazione oppure avviare il procedimento di revoca, totale o parziale, nei casi previsti dal bando.

