INFORMATIVA TECNICA

CAMERA DI COMMERCIO DI PISTOIA-PRATO / COMUNE DI PRATO

Bando “Doppia Transizione 2026”

Incentivi alle imprese del settore tessile del distretto industriale pratese per investimenti finalizzati alla sostenibilità socio-ambientale della produzione e alla trasformazione digitale

Premessa e inquadramento generale

Il bando “Incentivi alle imprese del settore tessile del distretto industriale pratese – investimenti finalizzati alla sostenibilità socio-ambientale della produzione e alla trasformazione digitale” è una misura promossa nell’ambito delle risorse straordinarie attribuite al Comune di Prato dalla Legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, comma 658, per il sostegno economico alle imprese del settore tessile del distretto industriale pratese. La gestione operativa del bando è affidata alla Camera di Commercio di Pistoia-Prato, che agisce in nome e per conto del Comune di Prato.

La misura nasce all’interno del più ampio intervento pubblico destinato alla tutela e al rilancio della filiera produttiva del distretto industriale pratese, con una dotazione originaria complessiva di 10 milioni di euro, ripartita dal Decreto Ministeriale 5 agosto 2022 in 8 milioni di euro per contributi diretti alle imprese e 2 milioni di euro per progetti di sistema di interesse per il distretto.

Il bando in esame è specificamente destinato a finanziare progetti imprenditoriali ad elevato contenuto di innovazione, sostenibilità socio-ambientale e trasformazione digitale, con l’obiettivo di accrescere la competitività delle imprese beneficiarie e generare ricadute positive sul distretto industriale pratese.

Dal punto di vista tecnico, si tratta di una misura molto mirata: non è un bando generico per tutte le imprese toscane, né un incentivo aperto all’intero comparto manifatturiero. Il perimetro soggettivo è ristretto alle imprese operanti nel settore tessile, facenti parte del distretto industriale pratese, con attività primaria rientrante nella Divisione 13 – Fabbricazione di tessili della classificazione ATECO 2025, come risultante dal Registro delle Imprese.

L’agevolazione è concessa nella forma di contributo a fondo perduto, pari al 50% delle spese ammissibili, su programmi di investimento con spesa minima pari a 10.000 euro e spesa massima ammissibile pari a 180.000 euro.

La finestra di presentazione delle domande è prevista dalle ore 18:00 del 10 giugno 2026 alle ore 23:59 del 15 luglio 2026, mediante procedura online e successivo invio tramite PEC alla Camera di Commercio di Pistoia-Prato.

Quadro normativo di riferimento

Il bando trova il proprio fondamento nell’art. 1, commi 658 e 659, della Legge 30 dicembre 2021, n. 234, che ha attribuito al Comune di Prato un contributo straordinario pari a 10 milioni di euro per il sostegno economico alle imprese del settore tessile del distretto industriale pratese, in considerazione dell’impatto dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e delle esigenze di tutela e rilancio della filiera produttiva locale.

Alla disposizione legislativa è stata data attuazione con il Decreto Ministeriale 5 agosto 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2022, che ha definito modalità di erogazione del contributo, criteri di selezione dei programmi finanziabili, spese ammissibili, verifiche, controlli e rendicontazione.

Il Comune di Prato ha sottoscritto, in data 30 dicembre 2022, una convenzione con la Camera di Commercio di Pistoia-Prato, ai sensi dell’art. 15 della Legge n. 241/1990, affidandole le funzioni relative alla gestione dei bandi pubblici per la concessione dei contributi alle imprese.

Il bando è stato approvato con deliberazione della Giunta della Camera di Commercio di Pistoia-Prato n. 17/2026 del 18 marzo 2026.

Sul piano europeo, le agevolazioni sono concesse in regime de minimis, ai sensi del Regolamento UE 2023/2831 della Commissione del 13 dicembre 2023, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del TFUE agli aiuti de minimis.

Il Regolamento UE 2023/2831 stabilisce che l’importo complessivo degli aiuti de minimis concessi da uno Stato membro a una impresa unica non può superare 300.000 euro nell’arco di tre anni.

Finalità della misura

La finalità del bando è sostenere progetti imprenditoriali dotati di elevato contenuto di innovazione e sostenibilità, idonei ad accrescere la competitività delle imprese tessili del distretto industriale pratese e a produrre ricadute positive sul sistema produttivo locale.

In particolare, la misura finanzia programmi di investimento finalizzati a:

  • migliorare la sostenibilità socio-ambientale della produzione;
  • favorire la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese;
  • rafforzare la capacità competitiva del distretto tessile pratese;
  • promuovere investimenti coerenti con la doppia transizione, digitale ed ecologica;
  • sostenere l’adozione di tecnologie avanzate, sistemi digitali, processi produttivi sostenibili, certificazioni ambientali e sociali, strumenti ESG, metodologie LCA e interventi di efficientamento energetico.

La misura si colloca quindi in una logica di rilancio strutturale del comparto tessile, orientata non solo all’ammodernamento dei processi produttivi, ma anche alla sostenibilità ambientale, alla responsabilità sociale, alla riduzione degli impatti produttivi e alla digitalizzazione dei modelli aziendali.

Dotazione finanziaria

La dotazione finanziaria stanziata per il bando è pari a 1.336.519,73 euro, a valere sul contributo straordinario previsto dall’art. 1, comma 658, della Legge 30 dicembre 2021, n. 234.

La dotazione potrà essere incrementata con eventuali risorse che dovessero rendersi disponibili a seguito della revoca totale o parziale di agevolazioni concesse nell’ambito dei precedenti bandi emanati in attuazione del Decreto Ministeriale 5 agosto 2022, purché ricorrano le condizioni previste dal bando.

La dotazione disponibile è significativa, ma va letta in rapporto al contributo massimo potenzialmente concedibile per singola impresa. Considerando una spesa massima ammissibile pari a 180.000 euro e un’intensità del 50%, il contributo massimo teorico per impresa può arrivare a 90.000 euro. Di conseguenza, il numero effettivo di progetti finanziabili dipenderà dalla dimensione dei progetti ammessi, dal punteggio conseguito in graduatoria e dall’ammontare delle risorse disponibili.

Soggetti beneficiari

Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese operanti nel settore tessile facenti parte del distretto industriale pratese, che alla data di presentazione della domanda siano regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese.

L’impresa deve avere sede o unità locale destinataria dell’intervento nell’ambito territoriale e funzionale del distretto industriale pratese. La sede legale deve comunque essere localizzata nel territorio nazionale e la localizzazione dell’intervento deve risultare dal Registro delle Imprese.

Il requisito settoriale è particolarmente stringente: l’impresa deve svolgere, quale attività primaria nella localizzazione oggetto dell’intervento, una delle attività individuate dall’intera Divisione 13 – Fabbricazione di tessili della classificazione ATECO 2025, come risultante esclusivamente dal Registro delle Imprese.

Il bando è rivolto a microimprese e PMI operanti nel settore tessile del distretto industriale pratese. Tuttavia, il bando individua i beneficiari in termini di imprese operanti nel settore tessile del distretto, senza limitare la descrizione esclusivamente alle MPMI nella parte generale dei requisiti. È quindi opportuno verificare in sede istruttoria la dimensione dell’impresa, anche ai fini del regime de minimis, del cumulo e delle dichiarazioni richieste.

Le domande possono essere presentate esclusivamente da imprese singole. Non è ammessa la presentazione di progetti in forma congiunta da parte di più imprese. Ogni impresa può presentare una sola domanda di contributo.

Ambito territoriale del distretto industriale pratese

Il bando si applica alle imprese operanti nel settore tessile facenti parte del distretto industriale pratese, come individuato dalla Deliberazione del Consiglio della Regione Toscana 21 febbraio 2000, n. 69.

Il distretto comprende i seguenti Comuni:

  • Prato, Cantagallo, Carmignano, Montemurlo, Poggio a Caiano, Vaiano e Vernio, in provincia di Prato;
  • Agliana, Montale e Quarrata, in provincia di Pistoia;
  • Calenzano e Campi Bisenzio, in provincia di Firenze.

Il requisito territoriale deve risultare dal Registro delle Imprese. Questo significa che la sede o l’unità locale destinataria dell’investimento deve essere formalmente registrata nell’ambito territoriale indicato e deve coincidere con la localizzazione oggetto dell’intervento agevolato.

Requisito ATECO

Il requisito ATECO è uno degli elementi più rilevanti della misura.

L’impresa deve svolgere, quale attività primaria nella sede o unità locale destinataria dell’intervento, una delle attività comprese nell’intera Divisione 13 – Fabbricazione di tessili della classificazione ATECO 2025. Il requisito deve risultare esclusivamente dal Registro delle Imprese.

Questo aspetto richiede una verifica preliminare molto puntuale. Non basta che l’impresa appartenga genericamente alla filiera moda, abbigliamento, confezione, commercio tessile o servizi collegati. È necessario che l’attività primaria della localizzazione interessata rientri nella Divisione 13.

Requisiti generali di ammissibilità

Oltre ai requisiti territoriali e settoriali, l’impresa deve possedere una serie di requisiti generali.

Deve essere regolarmente costituita, iscritta e attiva nel Registro delle Imprese; deve avere sede o unità locale destinataria dell’intervento nel distretto; deve essere in regola con il DURC; deve essere in regola con il pagamento del diritto annuale camerale; non deve trovarsi in stato di fallimento, liquidazione coatta, liquidazione volontaria, concordato preventivo non compatibile con la continuità aziendale o altra procedura concorsuale che non consenta la continuità.

Non devono sussistere sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001 o altre sanzioni che comportino il divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione. I legali rappresentanti e gli amministratori non devono aver riportato condanne definitive per reati che costituiscono motivo di esclusione dalla partecipazione a procedure di appalto o concessione.

Devono inoltre essere rispettati i requisiti antimafia previsti dal D.Lgs. 159/2011: i soggetti rilevanti non devono essere destinatari di provvedimenti di decadenza, sospensione o divieto, né deve essere accertato un tentativo di infiltrazione mafiosa.

Il bando richiede anche l’adempimento dell’obbligo di stipula di contratti assicurativi a copertura dei danni direttamente cagionati da calamità naturali ed eventi catastrofali, previsto dall’art. 1, comma 101, della Legge 30 dicembre 2023, n. 213.

Non sono ammissibili imprese che abbiano forniture di servizi in corso di erogazione con la Camera di Commercio di Pistoia-Prato ai sensi dell’art. 4, comma 6, del D.L. 95/2012.

Preclusioni per precedenti agevolazioni

Il bando prevede una specifica preclusione per le imprese già assegnatarie di contributi a valere su alcuni precedenti bandi del comparto tessile del distretto pratese.

In particolare, non devono risultare assegnatarie di contributo sui seguenti bandi:

  • Bando efficientamento energetico, approvato con deliberazione della Giunta della Camera di Commercio di Pistoia-Prato n. 27/23 dell’8 marzo 2023 e modificato con deliberazione n. 32/23 del 23 marzo 2023;
  • Bando transizione ecologica e giusta e transizione digitale, approvato con deliberazione n. 75/23 del 20 luglio 2023;
  • Bando transizione ecologica e giusta e transizione digitale 2, approvato con deliberazione n. 12/24 del 27 febbraio 2024;
  • Bando contributi per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale per la transizione ecologica, approvato con deliberazione n. 91/24 del 16 ottobre 2024.

La preclusione non opera se, al momento della presentazione della domanda, sia intervenuto un provvedimento di revoca totale dell’agevolazione concessa, purché la revoca non comporti il recupero di somme già erogate.

Questo requisito va verificato con attenzione, perché ciascuna impresa può beneficiare una sola volta delle agevolazioni a valere sul contributo straordinario previsto per il distretto tessile pratese.

Linee di intervento ammissibili

Il bando finanzia progetti di investimento che comprendano una o più linee di intervento tra quelle previste.

Le linee principali sono:

Linea A – Transizione digitale;

Linea B – Transizione ecologica e giusta.

La struttura del bando premia la qualità e la complessità del progetto. Ai fini della graduatoria, assumono rilievo il numero di interventi ammissibili, la combinazione tra digitale ed ecologico, la tipologia di spesa, la sostenibilità economica dell’investimento, l’entità dell’investimento e alcune caratteristiche distintive dell’impresa, come rating di legalità e certificazione della parità di genere.

Linea A – Transizione digitale

La Linea A riguarda interventi di trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa.

La Linea A si articola in due ambiti:

A1 – Introduzione o implementazione di tecnologie digitali;

A2 – Acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica conformi ai requisiti Industria 4.0.

Linea A1 – Tecnologie digitali

Sono ammissibili interventi di introduzione o implementazione di almeno una delle seguenti tecnologie:

  • soluzioni di manifattura avanzata;
  • manifattura additiva e stampa 3D;
  • realtà aumentata;
  • simulazione;
  • integrazione orizzontale o verticale;
  • Industrial Internet of Things;
  • cloud computing;
  • cybersecurity;
  • big data e analytics;
  • intelligenza artificiale;
  • blockchain;
  • sistemi per la gestione o creazione di contenuti digitali, CMS;
  • sistemi CRM per la gestione delle relazioni con i clienti;
  • sistemi gestionali integrati ERP.

Questa linea consente quindi di finanziare investimenti orientati alla digitalizzazione dei processi produttivi, organizzativi, gestionali, commerciali e informativi dell’impresa tessile.

Linea A2 – Beni Industria 4.0

La Linea A2 riguarda l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica conformi ai requisiti tecnologici previsti per i beni Industria 4.0.

Il riferimento al preventivo deve essere espressamente riportato anche in fattura.

Questo elemento è molto importante dal punto di vista operativo, perché l’assenza della dicitura o del riferimento al preventivo può determinare l’inammissibilità della spesa relativa ai beni 4.0.

Linea B – Transizione ecologica e giusta

La Linea B riguarda interventi orientati alla sostenibilità socio-ambientale della produzione.

Sono ammissibili, in particolare:

  • ottenimento o rinnovo di certificazioni volontarie europee o internazionali in materia ambientale e/o sociale riferite a prodotti, processi o all’intera struttura aziendale, a condizione che sia prevista una verifica o attestazione da parte di un soggetto terzo, come ente di certificazione, auditor qualificato o laboratorio di analisi;
  • supporto a percorsi di allineamento dei sistemi aziendali agli standard ESG, compresa la redazione del bilancio di sostenibilità;
  • investimenti volti alla trasformazione di residui di produzione e/o rifiuti in materiali riutilizzabili all’interno dello stesso o di altri cicli produttivi;
  • adozione di modelli di produzione sostenibile, come eco-design dei prodotti e utilizzo della metodologia LCA o strumenti analoghi di misurazione dell’impatto ambientale, quali Carbon Footprint;
  • investimenti per la sostituzione di sostanze pericolose con altre a minore impatto ambientale e/o per la riduzione dell’utilizzo di tali sostanze;
  • investimenti finalizzati alla riduzione degli scarti di lavorazione;
  • investimenti per il trattamento delle acque reflue;
  • investimenti volti alla riduzione dell’inquinamento acustico e/o atmosferico a valle del processo produttivo;
  • consulenze finalizzate all’efficientamento energetico del processo produttivo, inclusa la realizzazione di diagnosi energetiche.

Con riferimento alla certificazione UNI/PdR 125, sono ammessi solo gli oneri per l’ottenimento della prima certificazione.

La Linea B è particolarmente rilevante per le imprese tessili, in quanto il settore è fortemente interessato da temi quali impatto ambientale, trattamento delle acque, riduzione delle sostanze chimiche, tracciabilità, certificazioni ambientali e sociali, sostenibilità di prodotto e processo, economia circolare e compliance ESG.

Spese ammissibili

Sono ammissibili esclusivamente le spese sostenute successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione e strettamente funzionali alla realizzazione degli interventi previsti dal bando.

Le categorie di spesa ammissibili sono:

  • acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, comprese le relative spese di installazione;
  • programmi informatici e licenze software;
  • formazione del personale inerente agli aspetti su cui è incentrato il progetto, purché acquisita da soggetti terzi non collegati all’acquirente e alle normali condizioni di mercato; tali spese sono ammissibili nel limite massimo del 30% delle spese ammissibili;
  • servizi di consulenza e acquisizione di certificazioni di prodotto o di processo, inclusi oneri di certificazione, prove di laboratorio, perizie e asseverazioni.

La spesa si considera sostenuta successivamente alla presentazione della domanda solo se sia l’emissione della fattura elettronica, o di altro documento di spesa equivalente, sia il pagamento, anche in acconto, avvengono in data successiva alla presentazione della domanda.

Ogni singola voce di spesa indicata nei preventivi deve essere riferita in maniera univoca a una sola tecnologia o tipologia di intervento: tecnologie Linea A1, beni Industria 4.0 Linea A2 oppure interventi Linea B. Se una spesa presenta elementi riconducibili a più ambiti, deve essere attribuita alla tipologia prevalente, motivando adeguatamente la scelta nella relazione tecnica.

Spese non ammissibili

Non sono ammissibili a contributo:

  • spese relative a beni usati;
  • spese relative a mezzi targati;
  • opere edili di qualsiasi tipo;
  • beni la cui installazione o utilizzo non sia previsto presso la sede legale o l’unità locale destinataria dell’agevolazione;
  • spese sostenute mediante locazione finanziaria;
  • titoli di spesa di importo inferiore a 500 euro al netto dell’IVA;
  • imposte e tasse;
  • interventi obbligatori per legge.

L’IVA non rientra nelle spese ammesse, salvo il caso in cui rappresenti per il beneficiario un costo effettivo non recuperabile.

Questo elenco di esclusioni è particolarmente importante nella fase di costruzione del piano di spesa, perché consente di evitare l’inserimento di voci non rendicontabili o suscettibili di contestazione in fase istruttoria o di erogazione.

Importo dell’agevolazione

Il contributo è concesso nella forma di fondo perduto, in misura pari al 50% delle spese ritenute ammissibili.

Ai fini della presentazione della domanda, l’ammontare complessivo delle spese considerate ammissibili non può essere inferiore a 10.000 euro.

L’importo massimo delle spese ammissibili a contributo è pari a 180.000 euro.

Ne deriva che il contributo minimo concedibile, in caso di spesa minima pari a 10.000 euro, è pari a 5.000 euro, mentre il contributo massimo teorico, in caso di spesa ammessa pari a 180.000 euro, è pari a 90.000 euro.

In caso di scorrimento della graduatoria, l’ultima domanda utilmente collocata potrà essere finanziata anche per un importo inferiore a quello richiesto, purché non inferiore al contributo minimo concedibile di 5.000 euro.

Regime de minimis e cumulo

Le agevolazioni sono concesse ai sensi del Regolamento UE 2023/2831 sugli aiuti de minimis.

Il Regolamento stabilisce che l’importo complessivo degli aiuti de minimis concessi da uno Stato membro a una impresa unica non può superare 300.000 euro nell’arco di tre anni.

Per impresa unica si considerano tutte le imprese tra le quali sussiste almeno una relazione di controllo, quali il possesso della maggioranza dei diritti di voto, il diritto di nominare o revocare la maggioranza degli amministratori, l’influenza dominante in virtù di contratto o clausola statutaria, oppure il controllo della maggioranza dei diritti di voto tramite accordi tra soci.

Gli aiuti de minimis possono essere cumulati con altri aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato nei limiti previsti dalla normativa europea e nazionale. Il bando prevede inoltre la cumulabilità con agevolazioni fiscali o contributive che non costituiscano aiuto di Stato, nel limite del 100% dei costi effettivamente sostenuti.

Qualora la concessione del nuovo aiuto de minimis comporti il superamento del massimale disponibile, il contributo viene concesso per la sola quota residua utile a rientrare nel massimale, fermo restando l’obbligo di realizzare integralmente il progetto presentato.

Presentazione della domanda

La domanda deve essere generata tramite la procedura online resa disponibile sul sito della Camera di Commercio di Pistoia-Prato, seguendo le istruzioni previste. Il file generato, in formato PDF immodificabile, deve essere firmato digitalmente dal titolare o legale rappresentante dell’impresa.

La domanda deve essere inviata dalle ore 18:00 del 10 giugno 2026 alle ore 23:59 del 15 luglio 2026, esclusivamente come allegato a un messaggio PEC inviato all’indirizzo cciaa@pec.ptpo.camcom.it.

L’oggetto della PEC deve essere: “CDT5 – Domanda Contributo Bando Doppia Transizione 2026”.

Ogni messaggio PEC non può contenere più di una domanda. Ai fini del rispetto dei termini fanno fede la data e l’orario indicati nel file daticert.xml generato automaticamente dal gestore PEC.

Documentazione da allegare alla domanda

Alla domanda devono essere allegati, a pena di inammissibilità:

  • la relazione tecnica e illustrativa, comprensiva del piano finanziario delle entrate e delle spese, redatta secondo lo schema disponibile sul sito camerale, in formato PDF immodificabile e sottoscritta digitalmente;
  • copia dei preventivi di spesa;
  • il foglio di calcolo utilizzato per la determinazione del MOL, redatto secondo lo schema disponibile sul sito camerale, in formato PDF immodificabile e sottoscritto digitalmente.

Per le spese relative all’ottenimento o rinnovo di certificazioni è consentita, in alternativa al preventivo, la produzione del contratto sottoscritto, del contratto da sottoscrivere per accettazione oppure del listino ufficiale pubblicato dall’ente di certificazione.

Se l’impresa possiede la certificazione della parità di genere UNI/PdR 125, deve allegarne copia alla domanda per ottenere la relativa premialità. In caso contrario, la premialità non viene attribuita.

Procedura di valutazione e graduatoria

La procedura è di tipo valutativo a graduatoria.

L’istruttoria formale è effettuata dagli uffici della Camera di Commercio di Pistoia-Prato e riguarda il rispetto dei termini di presentazione, la completezza e regolarità della documentazione, la conformità rispetto al bando e la sussistenza dei requisiti soggettivi.

L’istruttoria tecnica assegna fino a 95 punti sulla base dei seguenti criteri:

  • qualità dell’idea progettuale, fino a 50 punti;
  • sostenibilità economica dell’investimento, fino a 10 punti;
  • ricadute positive sul distretto industriale pratese, fino a 25 punti;
  • caratteristiche distintive dell’impresa proponente, fino a 10 punti.

Nella qualità progettuale rilevano il numero degli interventi ammissibili, la presenza di tecnologie digitali, beni strumentali 4.0, interventi di transizione ecologica e giusta e la complessità del progetto in termini di tipologie di spesa.

La sostenibilità economica viene valutata mediante il rapporto tra MOL e importo dell’investimento complessivo.

Le ricadute positive sul distretto sono valutate in funzione dell’entità dell’investimento, fino al limite massimo di 180.000 euro di spese ammissibili, e della presenza congiunta di interventi di transizione digitale e transizione ecologica e giusta.

Le caratteristiche distintive dell’impresa riguardano il possesso del rating di legalità e della certificazione della parità di genere UNI/PdR 125, ciascuno con punteggio pari a 5.

In caso di parità di punteggio, rileva l’ordine di invio della domanda.

Il termine di conclusione del procedimento di concessione è pari a 120 giorni decorrenti dal giorno successivo alla scadenza del termine per la presentazione delle domande.

Durata dei progetti

I progetti devono concludersi entro 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione, oppure, in caso di scorrimento della graduatoria, dalla data del provvedimento di ammissione a contributo.

La data di conclusione del progetto coincide con la data dell’ultima fattura elettronica o dell’ultimo documento di spesa avente forza probatoria equivalente relativo al progetto. Il pagamento delle spese può avvenire anche successivamente, purché prima della presentazione della richiesta di erogazione del saldo o dell’erogazione in unica soluzione.

Pagamenti, conto corrente e CUP

Le spese devono essere pagate esclusivamente attraverso uno specifico conto corrente intestato all’impresa beneficiaria, i cui estremi devono essere dichiarati in sede di domanda.

I pagamenti devono essere effettuati con modalità che consentano piena tracciabilità e immediata riconducibilità alla fattura o al documento di spesa: sono ammessi esclusivamente bonifici bancari, SEPA Credit Transfer e RI.BA.

Le fatture elettroniche e gli altri documenti di spesa devono contenere il Codice Unico di Progetto – CUP, che sarà comunicato dalla Camera di Commercio a seguito della ricezione della domanda.

È ammessa la regolarizzazione delle fatture prive di CUP o recanti un CUP errato tramite l’apposito servizio web dell’Agenzia delle Entrate, a condizione che l’integrazione avvenga prima della trasmissione della documentazione alla Camera di Commercio. In sede di erogazione deve essere prodotta, insieme alla fattura, la certificazione dell’elenco dei CUP associati alla fattura generato dal servizio web.

Erogazione del contributo

Le agevolazioni sono erogate in non più di due quote, in relazione alle spese effettivamente sostenute.

Per progetti con spese ammesse a contributo inferiori a 50.000 euro, l’erogazione avviene in un’unica soluzione dopo l’ultimazione del progetto.

Per progetti con spese ammesse pari o superiori a 50.000 euro, l’impresa può richiedere una prima quota, pari al 50%delle agevolazioni concesse, a titolo di SAL, dopo aver sostenuto spese per investimenti, anche non quietanzate, per un importo pari almeno al 50% di quelle ammesse a contributo.

Il saldo, o l’erogazione in unica soluzione, deve essere richiesto entro 90 giorni dalla data di ultimazione del progetto, dopo l’integrale sostenimento delle spese, pena la revoca dell’agevolazione.

Alla richiesta di saldo devono essere allegati fatture elettroniche o documenti di spesa, quietanze di pagamento e relazione tecnica conclusiva sugli interventi eseguiti, con dettaglio dei singoli interventi e coerenza rispetto al progetto presentato.

Le agevolazioni spettanti sono erogate sul conto corrente indicato dall’impresa entro 60 giorni dal ricevimento della richiesta, previa verifica della documentazione e del rispetto delle condizioni di erogabilità.

Variazioni progettuali

Eventuali modifiche al progetto presentato, comprese rimodulazioni delle voci di spesa, devono essere preventivamente comunicate alla Camera di Commercio tramite PEC e sono subordinate ad autorizzazione.

Le richieste di variazione devono essere motivate e, se necessario, corredate da documentazione di supporto.

Non possono essere autorizzate variazioni che comportino una diminuzione del punteggio attribuito in sede di valutazione con riferimento al numero di interventi ammissibili, alla complessità del progetto in termini di spesa e alla premialità per progetti che prevedono congiuntamente interventi di transizione digitale ed ecologica.

Non possono inoltre essere autorizzate variazioni che comportino una riduzione superiore al 30% dell’investimento complessivo e/o dei costi ammissibili.

Eventuali variazioni del soggetto beneficiario a seguito di operazioni straordinarie, come trasformazione, fusione, cessione, cessione o affitto di ramo d’azienda, devono essere comunicate alla Camera di Commercio ai fini della valutazione della compatibilità con il mantenimento delle agevolazioni.

Obblighi del beneficiario

I beneficiari devono rispettare tutte le condizioni previste dal bando e assicurare che gli interventi realizzati non siano difformi da quelli presentati, salvo variazioni autorizzate.

Devono sostenere un investimento pari o superiore all’importo minimo di 10.000 euro e comunque non inferiore al 70% delle spese ammesse a contributo.

Devono inoltre mantenere le immobilizzazioni materiali e immateriali oggetto dell’agevolazione, senza alienarle o destinarle a usi diversi da quelli previsti nel progetto, per almeno 3 anni successivi alla data di erogazione dell’ultima quota del contributo.

È vietato cessare o delocalizzare l’attività economica agevolata al di fuori dell’ambito territoriale e funzionale del distretto industriale pratese nei 5 anni successivi alla data di conclusione del progetto.

Il beneficiario deve conservare la documentazione amministrativa e contabile relativa alle spese rendicontate per almeno 10 anni dalla data del provvedimento di erogazione del saldo o dell’intero contributo.

Revoca dell’agevolazione

Il contributo può essere revocato in caso di assenza o perdita dei requisiti di ammissibilità, documentazione incompleta o irregolare non sanabile, false dichiarazioni, mancato rispetto dei limiti di cumulo, mancato rispetto dei termini di ultimazione del progetto, mancata richiesta di erogazione nei termini, mancata collaborazione nei controlli, procedure liquidatorie, violazioni degli obblighi di mantenimento dei beni o del divieto di delocalizzazione, cause ostative antimafia e variazioni progettuali incompatibili con il mantenimento delle agevolazioni.

La revoca è totale se il progetto non viene realizzato almeno per il 70% delle spese ammesse entro i termini. Se le spese rendicontate sono almeno pari al 70% ma inferiori al 100%, il contributo viene rideterminato in proporzione alle spese effettivamente sostenute e ammesse.

La revoca totale comporta la perdita del diritto all’eventuale quota residua e la restituzione del beneficio già erogato, maggiorato degli interessi di legge e, ove applicabili, delle sanzioni amministrative.

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