INFORMATIVA TECNICA
FONDAZIONE CARIPLO
Bando “Luoghi Plurali”
Finanziamento a fondo perduto per il recupero e la riattivazione di edifici e spazi aperti in disuso o sottoutilizzati
Premessa e inquadramento generale
Il bando “Luoghi Plurali” è promosso da Fondazione Cariplo con l’obiettivo di sostenere processi di rigenerazione di edifici e spazi aperti in disuso o fortemente sottoutilizzati, attraverso lo sviluppo di nuove funzioni culturali, sociali e ambientali.
La misura si inserisce nell’ambito delle Aree Arte e Cultura, Servizi alla Persona e Ambiente di Fondazione Cariplo, all’interno della linea di mandato dedicata alla creazione di valore condiviso e allo sviluppo sostenibile di ecosistemi territoriali. Il bando mira a promuovere interventi capaci di generare benessere, coesione sociale, cittadinanza attiva e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale.
L’intervento non finanzia semplicemente lavori edilizi su immobili dismessi, ma sostiene progetti più articolati di rigenerazione territoriale, nei quali il recupero fisico del luogo deve essere accompagnato da un piano di gestione, da una strategia di coinvolgimento della comunità, da funzioni concrete da insediare nello spazio e da una prospettiva di sostenibilità nel tempo.
Il bando è articolato in due fasi: una prima fase di candidatura delle Proposte e una seconda fase di presentazione dei Progetti, preceduta da un percorso di accompagnamento metodologico per le proposte selezionate.
La scadenza della Fase 1 è fissata alle ore 17:00 del 30 giugno 2026, mentre la scadenza della Fase 2 è fissata alle ore 17:00 del 25 febbraio 2027.
Finalità della misura
Il bando intende contribuire al miglioramento del benessere, della coesione sociale e del senso di appartenenza nei territori, aumentando la capacità delle comunità di attivarsi e partecipare a processi trasformativi e generativi.
In particolare, la misura persegue due finalità principali.
La prima è il recupero e la riattivazione di luoghi in disuso o fortemente sottoutilizzati, quali edifici e spazi aperti, attraverso lo sviluppo di funzioni culturali, sociali e ambientali. Fondazione Cariplo evidenzia che gli spazi dismessi non producono soltanto vuoti urbani, ma anche effetti economici, sociali e culturali che indeboliscono i territori e riducono le opportunità delle comunità locali.
La seconda finalità è il rafforzamento delle capacità degli attori locali di progettare, gestire e mantenere nel tempo spazi sostenibili, vivi e inclusivi, capaci di rispondere ai bisogni delle comunità e generare nuove opportunità.
Il bando deve quindi essere interpretato come uno strumento di rigenerazione complessa, nel quale la dimensione immobiliare, pur rilevante, non è sufficiente da sola. La qualità della proposta dipende dalla capacità del partenariato di dimostrare che il luogo recuperato potrà diventare uno spazio realmente attivo, accessibile, partecipato e sostenibile.
Dotazione finanziaria
La dotazione complessiva del bando è pari a 5.000.000 euro.
La pagina ufficiale di Fondazione Cariplo conferma il sostegno complessivo di 5 milioni di euro e indica, tra i principali limiti di finanziamento, un contributo minimo pari a 100.000 euro, un contributo massimo pari a 750.000 euro e un cofinanziamento minimo pari al 30% del costo totale.
Soggetti beneficiari e partenariato
Il bando è rivolto a enti pubblici o privati non profit.
I progetti devono essere presentati da un partenariato minimo composto da almeno due soggetti ammissibili al contributo di Fondazione Cariplo, di cui almeno uno deve essere una organizzazione privata non profit.
Le organizzazioni private non profit, qualora assumano il ruolo di capofila, sono ammissibili a condizione che:
- siano costituite e operative da almeno due anni;
- siano in grado di presentare i bilanci consuntivi approvati degli ultimi due esercizi;
- presentino, con riferimento all’ultimo bilancio consuntivo approvato, un patrimonio netto positivo.
È consentita la presentazione di una sola richiesta di contributo in qualità di capofila. Ogni soggetto può aderire al massimo a due proposte, in qualità di capofila e partner oppure soltanto come partner.
Dal punto di vista operativo, la costruzione del partenariato rappresenta uno degli elementi più delicati della candidatura. Non è sufficiente individuare un soggetto proprietario dell’immobile e un ente gestore: occorre costruire una rete credibile, con competenze complementari, capace di presidiare sia la fase di recupero del luogo sia la futura gestione delle attività culturali, sociali e ambientali.
Coinvolgimento del proprietario o affidatario del luogo
Il bando prevede che almeno l’ente proprietario o l’ente affidatario, possessore o detentore degli edifici e degli spazi aperti interessati dal progetto, debba essere coinvolto in qualità di capofila o partner.
Questo requisito è essenziale, perché il progetto deve riguardare luoghi rispetto ai quali il partenariato abbia una disponibilità giuridica effettiva e coerente con gli investimenti previsti.
Qualora i costi di ristrutturazione dell’immobile o delle aree siano sostenuti dal soggetto affidatario, deve sussistere tra proprietario e affidatario un contratto che attribuisca a quest’ultimo la disponibilità dell’edificio con un titolo avente natura e durata congrua rispetto agli investimenti previsti e alle prospettive di sostenibilità futura.
In termini consulenziali, questo significa che prima di predisporre la candidatura occorre verificare con estrema attenzione la titolarità del bene, la natura del rapporto giuridico, la durata dell’eventuale concessione o comodato, la possibilità di effettuare lavori e la coerenza tra durata del titolo e valore degli investimenti.
Ambito territoriale
Le proposte devono essere localizzate nel territorio della Lombardia o delle province piemontesi di Novara e Verbano-Cusio-Ossola.
Tipologie di intervento ammissibili
Sono ammissibili proposte orientate alla rigenerazione di uno o più luoghi, costituiti da edifici e spazi aperti in condizione di disuso o sottoutilizzo.
Il progetto deve prevedere il recupero e la riattivazione del luogo mediante l’introduzione di funzioni culturali, sociali e ambientali.
Le proposte devono inoltre prevedere, all’interno dell’ipotesi di budget, i costi di gestione del luogo rigenerato per un periodo minimo di 12 mesi.
Questo requisito è particolarmente importante perché sposta l’attenzione dal solo recupero fisico alla gestione futura. Fondazione Cariplo richiede che il progetto dimostri come il luogo potrà funzionare dopo la riqualificazione, con quali attività, quali risorse, quali soggetti gestori e quale sostenibilità economica.
La durata massima dei progetti è pari a 36 mesi, con avvio a partire dalla scadenza della fase di riferimento.
Spese finanziabili
Le spese finanziabili riguardano:
- opere edili e impianti;
- servizi.
Tale indicazione deve essere letta in coerenza con la natura del bando: le spese edilizie e impiantistiche sono ammissibili nella misura in cui risultino funzionali alla rigenerazione e riattivazione del luogo, mentre i servizi devono supportare la progettazione, la gestione, l’attivazione delle funzioni culturali, sociali e ambientali e il coinvolgimento della comunità.
Occorre inoltre considerare che le proposte devono includere i costi di gestione del luogo rigenerato per almeno 12 mesi.
Dal punto di vista operativo, il piano economico dovrà quindi essere costruito distinguendo in modo chiaro:
- i costi di recupero fisico del luogo;
- i costi di allestimento e attivazione delle funzioni previste;
- i costi di gestione del luogo per almeno 12 mesi;
- gli eventuali servizi specialistici funzionali alla governance, comunicazione, coinvolgimento territoriale, monitoraggio, valutazione e sostenibilità.
Entità del contributo
Il contributo richiedibile deve essere compreso tra:
- 000 euro, quale contributo minimo;
- 000 euro, quale contributo massimo.
Il contributo non può comunque essere superiore al 70% dei costi totali preventivati.
Ne deriva che il partenariato deve garantire un cofinanziamento minimo pari ad almeno il 30% del costo totale del progetto. La pagina ufficiale di Fondazione Cariplo conferma espressamente il cofinanziamento minimo del 30%.
In termini pratici, un progetto con costo totale di 1.000.000 euro potrà richiedere al massimo 700.000 euro a Fondazione Cariplo, mentre almeno 300.000 euro dovranno essere coperti dal partenariato o da altre fonti ammissibili. Un progetto che richieda il contributo massimo di 750.000 euro dovrà prevedere un costo totale coerente con il vincolo del 70%, quindi almeno pari a circa 1.071.429 euro.
Procedura in due fasi
Il bando è organizzato in due fasi.
La Fase 1 prevede la candidatura di Proposte. Le proposte devono essere inviate entro e non oltre le ore 17:00 del 30 giugno 2026.
Le proposte selezionate nella Fase 1 accederanno a un percorso di accompagnamento metodologico, della durata massima di 6 mesi, fornito da consulenti selezionati da Fondazione Cariplo.
La Fase 2 prevede la presentazione dei Progetti definitivi. Al termine del percorso di accompagnamento, i progetti dovranno essere inviati entro le ore 17:00 del 25 febbraio 2027.
La pagina ufficiale conferma che il bando è un bando a due fasi, con Fase 1 al 30 giugno 2026 e Fase 2 al 25 febbraio 2027.
Questa struttura è rilevante perché la prima candidatura non deve essere interpretata come una domanda definitiva già completamente esecutiva, ma come una proposta progettuale sufficientemente solida da essere ammessa alla fase successiva di accompagnamento e sviluppo.
Percorso di accompagnamento
A seguito della pubblicazione degli esiti della Fase 1, Fondazione Cariplo fornirà alle proposte ammesse alla Fase 2 un servizio di accompagnamento e sostegno metodologico da parte di consulenti selezionati dalla Fondazione.
L’accompagnamento sarà modulato sulle esigenze delle singole proposte e potrà riguardare, a titolo esemplificativo:
- piano economico e piano di gestione;
- modello di governance e sostenibilità futura;
- strategie di coinvolgimento degli attori locali;
- strategie di comunicazione;
- piano di monitoraggio e valutazione;
- ulteriori attività funzionali al raggiungimento degli obiettivi progettuali.
La partecipazione al percorso di accompagnamento rappresenta un impegno per le organizzazioni selezionate. Questo aspetto rafforza la natura del bando come misura di costruzione progettuale complessa, orientata non solo al finanziamento, ma anche alla qualità e sostenibilità del processo di rigenerazione.
Documentazione disponibile
La pagina ufficiale di Fondazione Cariplo mette a disposizione i principali documenti di approfondimento, tra cui:
- il Bando Luoghi Plurali;
- il modello di atto notorio;
- il format proposta Luoghi Plurali;
- le FAQ Luoghi Plurali.
La pagina rimanda inoltre alla guida alla presentazione dei progetti e ai criteri di ammissibilità, oltre al servizio Help Desk.
In fase operativa, è opportuno utilizzare esclusivamente la modulistica ufficiale e verificare eventuali aggiornamenti alle FAQ prima dell’invio della candidatura.

