INFORMATIVA TECNICA

REGIONE PIEMONTE – PR FESR 2021-2027

Azione II.2.vi.2

Bando RI.TECH – Applicazione e diffusione di tecnologie di riciclaggio

Contributo a fondo perduto per progetti di riciclaggio di frazioni di rifiuti critiche e valorizzazione delle materie prime critiche

Premessa e inquadramento generale

Il bando RI.TECH – Applicazione e diffusione di tecnologie di riciclaggio è una misura della Regione Piemonte, attivata nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021-2027, Priorità II, Obiettivo specifico RSO2.6, Azione II.2.vi.2, finalizzata a sostenere interventi di ampliamento o adeguamento di impianti destinati al riciclaggio di frazioni di rifiuti critiche, sia sotto il profilo quantitativo sia qualitativo, con particolare attenzione alla valorizzazione delle materie prime critiche.

La misura si inserisce nel quadro delle politiche regionali in materia di economia circolare, gestione dei rifiuti e riduzione del ricorso allo smaltimento, in coerenza con il Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e di bonifica delle aree inquinate – PRUBAI, approvato con D.C.R. 9 maggio 2023, n. 277-11379, e con il Piano Regionale di gestione dei Rifiuti Speciali, approvato con D.C.R. 15 aprile 2025, n. 71-9117.

L’obiettivo operativo è incrementare la capacità di trattamento, preparazione per il riutilizzo e riciclaggio di flussi di rifiuto strategici, quali frazione organica, rifiuti ingombranti, tessili, plastiche, RAEE, batterie, accumulatori, pannelli fotovoltaici, rifiuti speciali e materiali derivanti dal trattamento dei RAEE e delle batterie, inclusi componenti e frazioni contenenti materie prime critiche.

Il bando è attualmente aperto e la scadenza, a seguito di proroga, è fissata al 15 settembre 2026, ore 12:00, con facoltà della Regione di sospendere anticipatamente lo sportello in caso di esaurimento o imminente esaurimento della dotazione finanziaria.

Finalità della misura

La finalità del bando è incrementare il riciclaggio dei rifiuti, valorizzando in particolare le materie prime critiche, in coerenza con gli strumenti regionali di pianificazione in materia di rifiuti urbani, bonifiche e rifiuti speciali.

Il bando sostiene interventi che mirano a:

  • aumentare la capacità e l’efficienza degli impianti di trattamento e riciclaggio;
  • rafforzare le filiere della raccolta differenziata;
  • favorire il recupero di frazioni di rifiuto complesse o critiche;
  • potenziare la preparazione per il riutilizzo di RAEE, batterie e accumulatori;
  • recuperare materie prime critiche presenti in RAEE, pannelli fotovoltaici, batterie, accumulatori e frazioni decadenti dal loro trattamento;
  • favorire il passaggio da modelli di gestione dei rifiuti orientati allo smaltimento a modelli basati su recupero, riciclaggio e valorizzazione dei materiali.

La misura non finanzia genericamente qualsiasi investimento ambientale o qualsiasi acquisto di mezzi/attrezzature, ma progetti strettamente connessi a impianti e processi di riciclaggio, riutilizzo, trattamento preliminare e valorizzazione di frazioni di rifiuti critiche.

Dotazione finanziaria

La dotazione finanziaria disponibile è pari a 9.000.000 euro.

Trattandosi di una procedura a sportello, l’elemento temporale e la disponibilità delle risorse assumono particolare rilievo operativo. La Regione si riserva infatti la facoltà di sospendere anticipatamente la presentazione delle domande qualora la dotazione risulti esaurita o in fase di esaurimento.

Soggetti beneficiari

Possono beneficiare della misura:

  • le piccole e medie imprese – PMI aventi sede operativa in Piemonte, attive e inserite in visura camerale al più tardi al momento dell’erogazione del primo pagamento;
  • i soggetti iscritti al Registro degli Enti del Terzo Settore – ETS, con sede operativa in Piemonte, attivi e inseriti in visura camerale al più tardi al momento dell’erogazione del primo pagamento, iscritti al REA e classificabili come PMI.

La pagina ufficiale conferma che il bando è rivolto a PMI e a soggetti del Terzo settore iscritti al REA e classificabili come PMI.

Dal punto di vista operativo, è quindi essenziale verificare:

  • la qualifica dimensionale di PMI;
  • la sede operativa in Piemonte;
  • l’iscrizione e l’attività risultante da visura camerale;
  • per gli ETS, l’iscrizione al RUNTS/Registro del Terzo settore, l’iscrizione al REA e la classificabilità come PMI.

Tipologie di intervento ammissibili

L’agevolazione è concessa per interventi di ampliamento o adeguamento delle seguenti tipologie di impianti.

Sono ammissibili gli impianti per il trattamento della frazione organica, quali digestori anaerobici, impianti di compostaggio, impianti integrati di digestione anaerobica e compostaggio, anche con focus sul trattamento delle bioplastiche, nonché impianti per rifiuti ingombranti, tessili, plastiche e, in generale, filiere inerenti alla raccolta differenziata.

Sono ammissibili interventi relativi al riciclaggio di rifiuti speciali, tra cui, a titolo esemplificativo, plastiche miste, plasmix, pile e batterie, car fluff, fanghi di depurazione, pneumatici e tessili, anche con attenzione al recupero di materie prime critiche.

Sono inoltre ammessi interventi di preparazione per il riutilizzo di RAEE, inclusi pannelli fotovoltaici, batterie e accumulatori.

Rientrano nel bando anche gli interventi di trattamento preliminare dei RAEE, inclusi pannelli fotovoltaici, batterie e accumulatori, finalizzati al riciclaggio delle materie prime critiche.

Sono ammissibili il riciclaggio di RAEE, inclusi pannelli fotovoltaici, batterie e accumulatori, compreso il riciclaggio delle materie prime critiche presenti, nonché il riciclaggio di materie prime critiche presenti in rifiuti decadenti dal trattamento di RAEE, batterie e accumulatori, come black mass, componenti rimossi da RAEE e frazioni analoghe.

Avvio degli interventi e decorrenza delle spese

Sono ammissibili anche interventi avviati prima della presentazione della domanda, purché le relative spese siano sostenute successivamente all’8 settembre 2025 e siano strettamente correlate al progetto di investimento.

Questo elemento distingue il bando da molte altre misure FESR che richiedono l’avvio successivo alla domanda. Tuttavia, il fatto che l’intervento possa essere già avviato non elimina l’esigenza di dimostrare la stretta correlazione delle spese con il progetto e la loro coerenza con le finalità del bando.

Dal punto di vista consulenziale, occorre quindi ricostruire con precisione:

  • la data di avvio dell’investimento;
  • la data dei titoli di spesa;
  • la data dei pagamenti;
  • la connessione delle spese con l’impianto o il processo di riciclaggio oggetto della domanda;
  • l’eventuale presenza di ordini, contratti o impegni assunti dopo l’8 settembre 2025.

Spese ammissibili

Sono ammissibili esclusivamente le voci di spesa previste dal bando, purché strettamente correlate al progetto di investimento.

La prima categoria riguarda le spese per acquisto e posa in opera di macchinari e attrezzature, forniture di componenti funzionali alla realizzazione degli interventi, beni strumentali e tangibili, inclusi hardware, software e licenze software. Sono ammessi macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica o ricondizionati. Per i beni in leasing sono ammissibili i relativi canoni, al netto delle quote di interesse, ricompresi nel periodo di eleggibilità delle spese, inclusa l’eventuale maxi-rata connessa al riscatto finale del bene.

La seconda categoria riguarda l’acquisto di automezzi, purché funzionali alla realizzazione del progetto. Sono ammissibili veicoli nuovi, veicoli a km 0 e veicoli usati, con requisiti ambientali specifici e documentazione aggiuntiva in caso di mezzi già immatricolati.

La terza categoria riguarda l’acquisizione di aree ed edifici direttamente utilizzati per la realizzazione dell’intervento, nel limite del 10% del totale delle spese ammissibili.

La quarta categoria riguarda le opere edili, nel limite del 30% del totale delle spese relative a macchinari, attrezzature, componenti, hardware, software, licenze e automezzi. Rientrano in questa voce le opere edili ad esclusivo asservimento degli impianti o macchinari finanziati e le eventuali opere necessarie alla “resa a prova di clima” delle opere finanziate.

La quinta categoria riguarda le spese di consulenza strettamente connesse e funzionali agli interventi proposti, quali progettazioni tecniche, certificazioni, analisi o test di mercato, piani di comunicazione, promozione o marketing. Tali spese sono ammissibili nel limite massimo del 20% delle spese complessivamente ammissibili. Sono esclusi i servizi continuativi o periodici e quelli relativi ad attività ordinarie e regolari dell’impresa.

Infine, sono riconosciute spese generali mediante applicazione di un tasso forfettario del 4% del totale delle spese ammissibili relative alle precedenti categorie da a) a e).

Requisiti degli automezzi

Gli automezzi sono ammissibili solo se funzionali al progetto e se rispettano specifici requisiti ambientali e documentali.

I veicoli nuovi di fabbrica devono essere omologati dal costruttore e immatricolati per la prima e unica volta in Italia, almeno in classe ambientale Euro 6/VI-E, oppure nella classe emissiva ambientale più recente disponibile sul mercato per la categoria di veicolo di riferimento.

I veicoli già immatricolati cosiddetti “a km 0” devono avere prima immatricolazione in Italia e classe ambientale almeno Euro 6/VI-D.

I veicoli usati devono avere classe ambientale almeno Euro 6/VI-D e chilometraggio massimo pari a 100.000 km.

Per veicoli a km 0 e usati è richiesta una dichiarazione che attesti che l’impianto di scarico e i dispositivi antinquinamento non siano stati manomessi, che i sistemi elettronici siano originali e che i chilometri percorsi siano coerenti con la lettura delle centraline. Alla dichiarazione devono essere allegati la scansione della centralina OBD eseguita non più di 60 giorni prima della domanda, l’elenco delle revisioni periodiche ministeriali se il veicolo è immatricolato da oltre 4 anni, e la storia assistenziale del veicolo ove disponibile.

Importi minimi e massimi di progetto

L’importo totale della spesa ammissibile per ciascun beneficiario non può essere inferiore a 50.000 euro e non può superare 330.000 euro.

Il bando finanzia quindi progetti di taglia medio-piccola o media, mirati ad ampliamenti e adeguamenti specifici, più che grandi investimenti industriali complessi. È comunque una misura di forte interesse, considerata l’elevata intensità di contributo riconoscibile.

Intensità dell’agevolazione

L’agevolazione è concessa nella forma di contributo a fondo perduto.

Per le microimprese e per le imprese del Terzo settore iscritte al REA, l’intensità dell’agevolazione è pari all’85% della spesa ammissibile, ad eccezione delle spese relative ai veicoli a basso impatto ambientale, per le quali si applicano aliquote specifiche.

Per tutte le altre imprese, l’intensità dell’agevolazione è pari all’80% della spesa ammissibile, anche in questo caso con esclusione delle spese relative ai veicoli, soggette a specifiche percentuali.

La pagina ufficiale della Regione Piemonte conferma che l’agevolazione può coprire fino all’85% dei costi ammissibili dell’investimento, rinviando al bando per le percentuali applicabili in funzione della dimensione d’impresa e della tipologia di spesa.

Aliquote per veicoli a basso impatto ambientale

Per i veicoli commerciali a basso impatto ambientale, purché funzionali alla realizzazione del progetto, il contributo varia in funzione della tipologia di alimentazione.

È previsto un contributo fino al 60% del costo per l’acquisto del veicolo e per l’allestimento di modelli elettrici o a idrogeno.

È previsto un contributo fino al 40% del costo per l’acquisto del veicolo e per l’allestimento di modelli benzina, ibrido benzina/elettrico o metano/GPL, esclusivo o bifuel benzina.

È previsto un contributo fino al 20% del costo del veicolo e relativo allestimento per modelli diesel almeno Euro 6/VI-E per veicoli nuovi, almeno Euro 6/VI-D per veicoli km 0 o usati, oppure modelli diesel-elettrico o dual fuel.

Regime di aiuto

L’agevolazione è concessa in regime de minimis, ai sensi del Regolamento UE 2023/2831.

La pagina ufficiale regionale conferma l’applicazione del Regolamento UE n. 2831/2023 del 13 dicembre 2023, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del TFUE agli aiuti de minimis.

Dal punto di vista operativo, prima della presentazione della domanda occorre verificare il plafond de minimis disponibile dell’impresa unica, tenendo conto degli aiuti già concessi nell’arco temporale rilevante.

Modalità e termini di presentazione

Le domande devono essere presentate esclusivamente accedendo alla procedura informatizzata sulla piattaforma FINDOM, tramite SPID, CIE o CNS.

La pagina ufficiale indica che le domande sono presentabili dal 2 febbraio 2026, ore 9:00.

Il termine di presentazione delle istanze è stato prorogato al 15 settembre 2026, ore 12:00, ferma restando la possibilità di sospensione anticipata in caso di esaurimento o imminente esaurimento della dotazione finanziaria.  La procedura è un bando a sportello.

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