INFORMATIVA TECNICA
FONDAZIONE PERUGIA
Bando Intersettoriale “Allenamento e sostegno alla vita indipendente”
Contributo a fondo perduto per progetti di autonomia, inclusione sociale, vita indipendente, invecchiamento attivo e sostegno alla fragilità
Premessa e inquadramento generale
Il Bando Intersettoriale “Allenamento e sostegno alla vita indipendente” è promosso da Fondazione Perugia con l’obiettivo di sostenere progettualità capaci di rafforzare le condizioni di autonomia, partecipazione e inclusione sociale delle persone con disabilità, nonché di favorire il mantenimento di una vita indipendente per la popolazione anziana in condizioni di fragilità.
La misura intende promuovere un confronto strutturato tra soggetti pubblici e privati, stimolando processi di co-progettazione fondati su una lettura condivisa dei bisogni e delle vocazioni del territorio, con l’obiettivo di realizzare progetti capaci di produrre ricadute positive e durature per la comunità.
Il bando prevede due ambiti progettuali alternativi:
- Vita indipendente e disabilità;
- Invecchiamento attivo e fragilità emergenti.
Ciascun progetto dovrà scegliere un solo ambito tra quelli previsti, individuando una o più specifiche linee di intervento.
La dotazione complessiva del bando è pari a 2.000.000 euro. Il contributo richiedibile alla Fondazione deve essere non inferiore a 150.000 euro e non superiore a 250.000 euro.
La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 6 luglio 2026 alle ore 13:00.
Finalità della misura
La finalità generale del bando è promuovere interventi capaci di rafforzare l’autonomia personale, la partecipazione attiva e l’inclusione sociale di persone con disabilità e persone anziane fragili.
L’intervento non è pensato come semplice finanziamento di servizi socio-assistenziali ordinari, ma come strumento per sostenere progetti evolutivi, integrati e territoriali, capaci di superare la logica prestazionale tradizionale e di valorizzare:
- l’empowerment delle persone;
- la continuità dei percorsi;
- l’attivazione delle reti territoriali formali e informali;
- la co-progettazione tra pubblico e privato sociale;
- la costruzione di ambienti comunitari abilitanti;
- la sostenibilità degli interventi oltre la durata del contributo.
La misura richiede quindi progetti che non si limitino a erogare prestazioni, ma che costruiscano percorsi, reti, competenze, luoghi e strumenti capaci di incidere concretamente sulla qualità della vita delle persone coinvolte e sulla capacità delle comunità di sostenere autonomia e inclusione.
Dotazione finanziaria
La pagina ufficiale della Fondazione conferma lo stanziamento di 2.000.000 euro, la pubblicazione del bando in data 30 marzo 2026 e la scadenza al 6 luglio 2026.
Il contributo richiesto alla Fondazione deve essere compreso tra:
- 000 euro, quale importo minimo;
- 000 euro, quale importo massimo.
Il livello minimo di contributo richiesto evidenzia che il bando è orientato a progettualità strutturate, non a micro-interventi o iniziative occasionali.
Soggetti beneficiari e partenariato
I progetti devono essere presentati da partenariati composti almeno da due enti. In particolare, il partenariato deve includere:
- un Ente del Terzo Settore oppure un Ente religioso civilmente riconosciuto;
- un Ente pubblico.
La pagina ufficiale conferma che i progetti devono essere presentati da partenariati composti almeno da due enti, con la presenza di un Ente del Terzo Settore o di un Ente religioso civilmente riconosciuto e di un Ente pubblico.
Il partenariato non rappresenta quindi un elemento accessorio, ma un requisito strutturale della candidatura. La misura intende infatti sostenere progettualità capaci di integrare competenze, responsabilità e risorse tra soggetti pubblici e privati, favorendo una governance condivisa.
Dal punto di vista operativo, è opportuno che l’accordo di partenariato definisca chiaramente:
- il soggetto capofila;
- i partner coinvolti;
- il ruolo di ciascun ente;
- le attività assegnate;
- il budget per partner;
- le modalità di coordinamento;
- gli strumenti di monitoraggio;
- gli impegni per la sostenibilità post-finanziamento.
Ambito territoriale
I progetti devono avere una ricaduta esclusiva nel territorio di riferimento della Fondazione Perugia.
Anche la pagina ufficiale conferma che le progettualità devono produrre ricadute esclusivamente nel territorio di riferimento della Fondazione.
Questo requisito implica che le attività, i destinatari e gli effetti del progetto debbano essere localizzati e riconducibili al territorio servito dalla Fondazione. Nella costruzione della candidatura sarà quindi necessario motivare con precisione il contesto territoriale, i bisogni rilevati e le ricadute attese sulla comunità locale.
Ambiti progettuali
Il bando consente di presentare progetti scegliendo un solo ambito tra:
- Vita indipendente e disabilità;
- Invecchiamento attivo e fragilità emergenti.
La scelta dell’ambito è un passaggio strategico, perché orienta l’intero impianto progettuale, la definizione dei destinatari, le linee di intervento, gli indicatori di risultato e la composizione operativa del partenariato.
Non è quindi opportuno costruire progetti eccessivamente generici che tentino di coprire entrambi gli ambiti. Il bando richiede una scelta chiara, pur consentendo, all’interno dell’ambito selezionato, di individuare una o più linee di intervento.
Approccio progettuale richiesto
Il bando sostiene progettualità che integrino tre elementi fondamentali.
Il primo elemento è l’integrazione tra cura e comunità, secondo un approccio socio-sanitario integrato. Il bando invita a superare la logica puramente prestazionale, favorendo approcci fondati sull’empowerment, sulla continuità dei percorsi e sull’attivazione delle reti territoriali esistenti, sia formali sia informali.
Il secondo elemento è l’orientamento ai risultati. Ogni progetto deve identificare almeno un esito misurabile, in riferimento alle strategie proattive di intercettazione precoce della fragilità.
Il terzo elemento è la sostenibilità degli interventi. I progetti devono prevedere una strategia chiara per garantire la prosecuzione delle azioni avviate o il mantenimento dei loro effetti anche dopo la conclusione del finanziamento.
Questi tre elementi devono essere espressi in modo concreto nella relazione progettuale. Non è sufficiente richiamarli in termini generali: occorre dimostrare come il progetto attiverà reti, produrrà esiti misurabili e potrà mantenere effetti utili nel tempo.
Ambito 1 – Vita indipendente e disabilità
L’ambito “Vita indipendente e disabilità” è rivolto a progettualità finalizzate a rafforzare l’autonomia, la partecipazione sociale e l’inclusione delle persone con disabilità.
Il bando prevede quattro linee di intervento.
Linea 1A – Percorsi personalizzati verso la vita indipendente
La linea 1A finanzia interventi finalizzati a costruire, insieme alla persona con disabilità, un progetto di vita individualizzato, capace di valorizzarne capacità, aspirazioni e ruolo attivo nelle scelte che la riguardano.
Questa linea richiede un approccio fortemente personalizzato. Il progetto dovrebbe prevedere strumenti di ascolto, valutazione multidimensionale, accompagnamento, tutoraggio e monitoraggio dei percorsi individuali.
Linea 1B – Palestre di Vita
La linea 1B sostiene interventi finalizzati a costituire luoghi, anche diffusi nel territorio, nei quali le persone con disabilità possano sviluppare competenze di autonomia nell’abitare, nel lavoro, nella socialità e nella cura di sé.
Questa linea è particolarmente rilevante per progettualità che intendano creare contesti protetti ma non segreganti, nei quali sperimentare abilità di vita quotidiana, convivenza, gestione domestica, relazioni sociali, orientamento al lavoro e autodeterminazione.
Linea 1C – Trasformazione culturale e inclusione comunitaria
La linea 1C riguarda interventi finalizzati a modificare le rappresentazioni della disabilità e a costruire ambienti di vita abilitanti, coinvolgendo soggetti non tradizionalmente attivi in questo ambito.
Questa linea valorizza attività di sensibilizzazione, partecipazione comunitaria, coinvolgimento di scuole, imprese, associazioni, realtà culturali, sportive e civiche, con l’obiettivo di rendere la comunità più inclusiva e capace di accogliere percorsi di autonomia.
Linea 1D – Rafforzamento delle reti e riduzione delle disuguaglianze
La linea 1D finanzia interventi finalizzati a ridurre le disparità nell’accesso ai servizi e alle opportunità, attraverso il potenziamento della capacità progettuale e relazionale del Terzo Settore e delle reti comunitarie.
Questa linea può essere utile per progetti che intendano rafforzare reti territoriali esistenti, migliorare il coordinamento tra servizi, ridurre frammentazioni e costruire sistemi più accessibili per persone e famiglie.
Ambito 2 – Invecchiamento attivo e fragilità emergenti
L’ambito “Invecchiamento attivo e fragilità emergenti” è rivolto a progettualità finalizzate a favorire il mantenimento di una vita indipendente per la popolazione anziana in condizioni di fragilità.
Il bando prevede tre linee di intervento.
Linea 2A – Contrasto alla solitudine e prossimità territoriale
La linea 2A sostiene interventi finalizzati a ridurre l’isolamento sociale degli anziani fragili attraverso l’attivazione di reti di prossimità e programmi di socialità, con attenzione prioritaria alle aree interne e alle frazioni disperse.
Questa linea è particolarmente indicata per progetti territoriali che coinvolgano volontariato, servizi sociali, enti locali, presìdi di comunità, farmacie, parrocchie, associazioni e reti informali di vicinato.
Linea 2B – Servizi intermedi per la fascia grigia
La linea 2B finanzia interventi finalizzati a colmare il vuoto tra domiciliarità e residenzialità per persone con fragilità incipiente, decadimento cognitivo lieve, fragilità sociale o primo stadio di non autosufficienza, che non trovano collocazione adeguata nell’offerta esistente.
Questa linea può sostenere servizi ponte, spazi diurni, percorsi di accompagnamento, attività di mantenimento delle autonomie e soluzioni leggere che evitino o ritardino il ricorso alla residenzialità.
Linea 2C – Supporto ai caregiver familiari
La linea 2C sostiene interventi finalizzati a ridurre il carico assistenziale dei caregiver familiari e a rafforzarne le competenze di cura, attraverso un sistema integrato di supporto psicologico, formativo e di sollievo.
Questa linea è particolarmente importante per progettualità che intendano sostenere le famiglie, prevenire il burnout dei caregiver, migliorare le competenze assistenziali e costruire servizi temporanei di sollievo.
Durata dei progetti
La durata massima del progetto è fissata in 36 mesi.
La durata triennale consente di progettare interventi non episodici, capaci di accompagnare le persone e le comunità in un percorso graduale. Tuttavia, impone anche una pianificazione precisa delle fasi, degli obiettivi intermedi, degli indicatori, delle responsabilità operative e delle modalità di monitoraggio.
Accompagnamento della Fondazione
La Fondazione prevede un accompagnamento ai partenariati sia nella fase di strutturazione della richiesta di contributo, sia nelle successive fasi di sviluppo e attuazione della progettualità.
La pagina ufficiale indica, in particolare, un webinar di presentazione del regolamento e un incontro tecnico dedicato alla compilazione della richiesta all’interno della piattaforma ROL. Sono inoltre previsti successivi momenti di confronto con i progetti deliberati, finalizzati a supportare le fasi di monitoraggio e valutazione. Questo elemento è rilevante perché segnala l’interesse della Fondazione non solo alla selezione dei progetti, ma anche alla qualità della loro costruzione, attuazione e valutazione.
Modalità di presentazione
Le candidature devono essere presentate attraverso la piattaforma ROL – Richieste On Line della Fondazione. La pagina ufficiale invita a consultare il regolamento e a candidarsi tramite la piattaforma ROL.
La scadenza è fissata al 6 luglio 2026 alle ore 13:00.

