INFORMATIVA TECNICA
REGIONE LOMBARDIA – L.R. n. 31/2008, art. 24
Misure a sostegno dell’agricoltura in aree montane – Anno 2026
Contributi a fondo perduto per investimenti nelle aziende agricole, miglioramento delle malghe e riqualificazione dei processi di trasformazione, conservazione e commercializzazione delle produzioni agro-zootecniche
Premessa e inquadramento generale
La Regione Lombardia, con Deliberazione n. XII/5190 del 21 ottobre 2025, ha disposto lo stanziamento delle risorse per l’attuazione, nell’anno 2026, delle misure a sostegno dell’agricoltura in aree montane previste dall’art. 24 della L.R. 5 dicembre 2008, n. 31, “Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale”. La pagina ufficiale regionale precisa che la somma stanziata è pari a 1.353.105,50 euro, destinata alle Comunità Montane per l’attuazione delle misure a sostegno dell’agricoltura in aree montane previste dalla D.G.R. n. 480/2023.
La misura non si configura come un bando regionale unico a gestione centralizzata, ma come un quadro di intervento regionale che attribuisce risorse alle Comunità Montane, le quali potranno procedere, in conformità alle disposizioni attuative regionali, allo scorrimento delle graduatorie in corso di validità oppure all’approvazione di nuovi bandi nel 2026. Questo aspetto è confermato anche dalla Deliberazione n. XII/5190/2025, che demanda al dirigente competente il riparto delle risorse tra le Comunità Montane e stabilisce la possibilità per le stesse di procedere con scorrimenti o nuovi bandi nel 2026.
La finalità generale dell’intervento è sostenere l’agricoltura di montagna, assicurando il potenziamento e lo sviluppo delle aziende agricole operanti nei Comuni montani lombardi. La L.R. n. 31/2008, all’art. 24, prevede infatti una serie di linee di intervento a favore dell’agricoltura di montagna, finalizzate al rafforzamento delle aziende agricole e alla valorizzazione delle attività produttive in territori caratterizzati da particolari condizioni orografiche, economiche e infrastrutturali.
Dal punto di vista operativo, la misura è di interesse per aziende agricole, proprietari o gestori di malghe, forme associative di produttori, cooperative agricole, imprese di trasformazione e, in determinati casi, enti pubblici, che intendano realizzare investimenti materiali e immateriali collegati alla produzione primaria, alla funzionalità delle malghe o alla trasformazione, conservazione e commercializzazione delle produzioni agro-zootecniche.
Finalità della misura
La finalità principale della misura è sostenere il mantenimento, il potenziamento e lo sviluppo dell’agricoltura nelle aree montane lombarde, favorendo investimenti che migliorino la competitività delle aziende agricole, la funzionalità delle strutture produttive, la qualità delle produzioni agro-zootecniche e la sostenibilità economica delle attività svolte nei territori montani.
L’intervento mira a contrastare le difficoltà strutturali tipiche dell’agricoltura di montagna, quali maggiori costi di produzione, difficoltà logistiche, minore accessibilità, frammentazione fondiaria, limitata meccanizzazione, necessità di mantenimento delle malghe e centralità delle produzioni lattiero-casearie e agro-zootecniche locali.
La Regione Lombardia, attraverso l’art. 24 della L.R. n. 31/2008, riconosce il ruolo strategico dell’agricoltura montana non soltanto sotto il profilo produttivo, ma anche sotto il profilo ambientale, territoriale e sociale. Le aziende agricole e le malghe contribuiscono infatti al presidio del territorio, alla cura del paesaggio, alla prevenzione dell’abbandono delle aree montane, alla valorizzazione delle produzioni locali e al mantenimento di filiere agroalimentari identitarie.
Dal punto di vista consulenziale, la misura deve essere letta come un insieme di strumenti destinati a finanziare interventi concreti e funzionali al miglioramento delle attività agricole montane, non come un contributo generico. Ogni progetto dovrà essere coerente con una delle misure attivabili dalle Comunità Montane e dovrà rispondere a esigenze effettive del beneficiario e del territorio.
Dotazione finanziaria
Per l’anno 2026, Regione Lombardia ha stanziato a favore delle Comunità Montane la somma complessiva di 1.353.105,50 euro per l’attuazione delle misure a sostegno dell’agricoltura in aree montane.
La Deliberazione n. XII/5190/2025 specifica che la somma complessiva trova copertura per 553.105,50 euro sul capitolo dell’esercizio finanziario 2025, con attivazione del fondo pluriennale vincolato, e per 800.000,00 euro sul capitolo dell’esercizio finanziario 2026.
Le risorse non sono assegnate direttamente ai singoli beneficiari dalla Regione, ma vengono ripartite tra le Comunità Montane secondo i criteri definiti dalla D.G.R. n. 480/2023. Saranno quindi le Comunità Montane, in base alle risorse ricevute e alle esigenze territoriali, ad attivare le misure e le relative procedure di concessione.
Questo elemento impone un’attenzione particolare nella fase di monitoraggio: per capire se e quando una specifica impresa agricola o un determinato soggetto potrà presentare domanda, occorrerà verificare il bando della Comunità Montana territorialmente competente oppure l’eventuale scorrimento di graduatorie già esistenti.
Struttura generale delle misure
Le disposizioni regionali prevedono tre principali misure di intervento:
- Misura 2.1 – Aiuti agli investimenti nelle aziende agricole;
- Misura 2.2 – Miglioramento della produttività e funzionalità delle malghe;
- Misura 2.3 – Riqualificazione e modernizzazione dei processi di trasformazione, conservazione e commercializzazione delle produzioni agro-zootecniche, con particolare riferimento al settore lattiero-caseario.
Queste misure sono tra loro differenti per beneficiari, tipologie di intervento, massimali di spesa e finalità operative. La Misura 2.1 è rivolta principalmente agli investimenti nelle aziende agricole; la Misura 2.2 riguarda le malghe e la loro funzionalità produttiva; la Misura 2.3 è orientata alla trasformazione, conservazione e commercializzazione delle produzioni agro-zootecniche, con attenzione particolare al comparto lattiero-caseario.
Dal punto di vista operativo, le Comunità Montane potranno decidere quali misure e quali tipologie di intervento attivare nei propri bandi, in relazione alle esigenze del territorio. Pertanto, l’ammissibilità concreta di un intervento dovrà essere verificata sul singolo avviso pubblicato dalla Comunità Montana competente.
Soggetti beneficiari
Gli aiuti sono destinati prevalentemente a piccole e medie imprese agricole e, in alcuni casi, a enti pubblici per attività collegate alla produzione primaria. Gli interventi devono essere realizzati in Lombardia, nei Comuni montani.
Per la Misura 2.1 – Aiuti agli investimenti nelle aziende agricole, possono presentare domanda soggetti titolari di partita IVA attiva in campo agricolo, iscritti al Registro delle Imprese della Camera di Commercio, nella sezione speciale “Imprenditori agricoli” o nella sezione “Coltivatori diretti”, e in possesso della qualifica di imprenditore agricolo. Tra i beneficiari rientrano imprese individuali, società agricole e società cooperative in possesso dei requisiti previsti.
Per la Misura 2.2 – Miglioramento della produttività e funzionalità delle malghe, possono presentare domanda i proprietari pubblici e privati, singoli o associati, di malghe, nonché gli affittuari e concessionari, singoli o associati, di malghe, a condizione che abbiano sottoscritto un contratto di affitto o concessione di durata non inferiore a sei anni.
Per la Misura 2.3 – Riqualificazione e modernizzazione dei processi di trasformazione, conservazione e commercializzazione delle produzioni agro-zootecniche, possono presentare domanda forme associative di produttori agricoli e imprese di trasformazione, conservazione e commercializzazione di prodotti agricoli, imprese agricole individuali, società agricole, cooperative agricole che dimostrino sufficiente capacità professionale ed enti pubblici.
La platea dei beneficiari è quindi ampia, ma strettamente legata all’agricoltura di montagna e alla filiera agro-zootecnica. In fase di verifica preliminare sarà necessario accertare la localizzazione dell’intervento in Comune montano, la qualifica del soggetto richiedente, la disponibilità del bene o della struttura oggetto di investimento e la coerenza dell’intervento con la misura attivata.
Ambito territoriale
Gli interventi devono essere realizzati in Lombardia, all’interno dei Comuni montani.
L’ambito territoriale è un elemento essenziale della misura. Non è sufficiente che il beneficiario abbia sede in Lombardia: l’intervento deve essere collegato a un’attività agricola, una malga o una struttura produttiva ubicata in area montana e rientrante nel territorio di competenza della Comunità Montana che pubblica il bando o gestisce lo scorrimento della graduatoria.
La dimensione territoriale è particolarmente rilevante perché la Regione Lombardia assegna le risorse alle Comunità Montane, le quali attivano gli interventi sulla base delle esigenze del proprio territorio. Pertanto, due aziende con caratteristiche simili potrebbero trovarsi in condizioni operative diverse a seconda della Comunità Montana competente e delle misure effettivamente attivate.
Misura 2.1 – Aiuti agli investimenti nelle aziende agricole
La Misura 2.1 sostiene investimenti nelle aziende agricole localizzate in aree montane, con l’obiettivo di favorire l’ammodernamento delle strutture, il miglioramento della produttività, l’adeguamento dei fabbricati rurali e la modernizzazione delle attrezzature e dei mezzi produttivi.
Sono considerate ammissibili diverse tipologie di intervento.
Rientrano gli interventi di realizzazione e adeguamento dei fabbricati rurali, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola. Questa categoria può comprendere lavori su strutture aziendali necessarie alla produzione primaria, purché coerenti con le finalità della misura e con le disposizioni del bando della Comunità Montana competente.
Sono inoltre ammissibili attrezzature per la modernizzazione delle stalle, quali impianti per la mungitura fissi o mobili, carri miscelatori, vasche per la refrigerazione del latte, raschiatori e nastri trasportatori per la rimozione e il trasferimento del letame, abbeveratoi automatici, distributori automatici per l’alimentazione, poste per bovini, gabbie per vitelli e attrezzature analoghe per altri allevamenti zootecnici.
Rientrano anche interventi di adeguamento e modernizzazione del parco macchine e delle attrezzature per la produzione agricola primaria, nonché investimenti relativi a colture arbustive e arboree di particolare pregio e opere di miglioramento fondiario.
Dal punto di vista consulenziale, questa misura è particolarmente adatta ad aziende agricole montane che intendano migliorare l’efficienza produttiva, ridurre la fatica operativa, modernizzare la gestione della stalla, adeguare strutture rurali o rinnovare attrezzature funzionali all’attività primaria.
Entità dell’agevolazione per la Misura 2.1
Per la Misura 2.1, le percentuali di contributo e i massimali variano in funzione della tipologia di intervento e della qualifica del richiedente.
Per la realizzazione e l’adeguamento dei fabbricati rurali, la spesa massima ammessa all’anno è pari a 62.500 euro per i giovani imprenditori agricoli, con contributo pari all’80% e contributo massimo pari a 50.000 euro. Per gli altri richiedenti, sulla stessa spesa massima, il contributo è pari al 65%, con contributo massimo pari a 40.625 euro.
Per tutti i restanti interventi della Misura 2.1, la spesa massima ammessa all’anno è pari a 40.000 euro. Per i giovani imprenditori agricoli il contributo è pari all’80%, con contributo massimo di 32.000 euro. Per gli altri richiedenti il contributo è pari al 65%, con contributo massimo di 26.000 euro.
La distinzione tra giovani imprenditori agricoli e altri richiedenti è quindi rilevante, poiché incide sull’intensità dell’aiuto e sull’importo massimo concedibile.
Misura 2.2 – Miglioramento della produttività e funzionalità delle malghe
La Misura 2.2 è finalizzata al miglioramento della produttività e della funzionalità delle malghe, con interventi riguardanti fabbricati, approvvigionamento idrico, approvvigionamento energetico, locali di lavorazione e trasformazione del latte, conservazione dei prodotti derivati e sistemazione di dissesti.
Sono ammissibili interventi di manutenzione straordinaria, ristrutturazione e ampliamento dei fabbricati ruraliadibiti alla produzione primaria e all’alloggio ad uso esclusivo degli operatori d’alpeggio.
Sono inoltre ammessi interventi di adeguamento o costruzione di opere per la raccolta e distribuzione dell’acqua, sia per i fabbricati sia per l’abbeverata del bestiame. Questa voce è particolarmente rilevante nelle aree montane, dove la disponibilità idrica e la gestione dell’acqua possono incidere in modo significativo sulla funzionalità dell’alpeggio.
Rientrano anche interventi di adeguamento o collegamento alla rete principale di elettrodotti oppure opere di approvvigionamento energetico rinnovabili e a basso inquinamento, quali centraline idroelettriche, pannelli fotovoltaici e caldaie alimentate da biomasse vegetali provenienti dalla malga.
Sono ammissibili interventi strutturali nei locali di lavorazione e trasformazione del latte e di conservazione dei prodotti derivati, nonché sistemazioni di erosioni e dissesti, preferibilmente mediante tecniche di ingegneria naturalistica ove possibile.
Dal punto di vista operativo, la Misura 2.2 è particolarmente interessante per proprietari, affittuari o concessionari di malghe che abbiano necessità di migliorare la funzionalità dell’alpeggio, adeguare strutture, rendere più efficiente l’approvvigionamento idrico o energetico, oppure migliorare la lavorazione e conservazione dei prodotti.
Entità dell’agevolazione per la Misura 2.2
Per la Misura 2.2, riferita al miglioramento della produttività e funzionalità delle malghe, la spesa massima ammessa all’anno è pari a 62.500 euro per tutte le tipologie di intervento.
Per i giovani imprenditori agricoli, il contributo è pari all’80%, con contributo massimo pari a 50.000 euro. Per gli altri richiedenti, il contributo è pari al 65%, con contributo massimo pari a 40.625 euro.
Questa misura, pur avendo massimali contenuti rispetto a interventi infrastrutturali più ampi, può risultare molto utile per interventi mirati su malghe, soprattutto quando il progetto è calibrato su esigenze concrete di funzionalità produttiva, sicurezza, approvvigionamento e valorizzazione delle produzioni casearie.
Misura 2.3 – Riqualificazione e modernizzazione dei processi di trasformazione, conservazione e commercializzazione delle produzioni agro-zootecniche
La Misura 2.3 sostiene interventi finalizzati alla riqualificazione e modernizzazione dei processi di trasformazione, conservazione e commercializzazione delle produzioni agro-zootecniche, con particolare riferimento al settore lattiero-caseario.
Sono ammissibili interventi di adeguamento e ristrutturazione dei locali utilizzati per la trasformazione e lavorazione dei prodotti agricoli, nonché dei locali impiegati per la conservazione, la stagionatura o l’invecchiamento dei prodotti trasformati e per la commercializzazione dei prodotti agroalimentari.
Rientra inoltre l’acquisto di impianti e attrezzature per la trasformazione, conservazione e commercializzazione dei prodotti, finalizzati a migliorare gli standard qualitativi e igienico-sanitari delle produzioni e le modalità di presentazione e confezionamento dei prodotti trasformati.
Sono ammissibili anche l’acquisto di impianti di refrigerazione per la creazione di punti decentrati di raccolta del latte fruibili da più aziende, l’acquisto o l’allestimento di mezzi per il trasporto refrigerato di materie prime e prodotti trasformati e l’adeguamento o costruzione di opere per la raccolta e distribuzione dell’acqua, compresa quella piovana da superfici captanti come i tetti.
Questa misura è particolarmente utile per soggetti che intendano rafforzare la filiera lattiero-casearia montana, migliorando la qualità, la sicurezza, la conservazione, la trasformazione e la commercializzazione delle produzioni locali.
Entità dell’agevolazione per la Misura 2.3
Per la Misura 2.3, i massimali variano in funzione della tipologia di intervento.
Per interventi di adeguamento e ristrutturazione dei locali utilizzati per la trasformazione e lavorazione dei prodotti agricoli e per l’acquisto di impianti e attrezzature per la trasformazione, conservazione e commercializzazione dei prodotti, la spesa massima ammessa all’anno è pari a 100.000 euro. Per i giovani imprenditori agricoli il contributo è pari all’80%, con contributo massimo di 80.000 euro. Per gli altri richiedenti il contributo è pari al 65%, con contributo massimo di 65.000 euro.
Per interventi relativi all’acquisto di impianti di refrigerazione per punti decentrati di raccolta del latte, all’acquisto o allestimento di mezzi per il trasporto refrigerato e alla realizzazione o adeguamento di opere per raccolta e distribuzione dell’acqua, la spesa massima ammessa all’anno è pari a 35.000 euro. Per i giovani imprenditori agricoli il contributo è pari all’80%, con contributo massimo di 28.000 euro. Per gli altri richiedenti il contributo è pari al 65%, con contributo massimo di 22.700 euro.
La Misura 2.3 presenta quindi il massimale più elevato tra le misure analizzate, almeno per gli interventi su locali e impianti destinati alla trasformazione, conservazione e commercializzazione. Può risultare particolarmente interessante per caseifici aziendali, cooperative, forme associative e imprese agricole che intendano valorizzare le produzioni agro-zootecniche di montagna.
Forma dell’agevolazione
L’agevolazione è concessa nella forma di contributo a fondo perduto. Le percentuali di contributo sono generalmente pari all’80% per i giovani imprenditori agricoli e al 65% per gli altri richiedenti, entro i limiti di spesa massima e contributo massimo previsti per ciascuna misura e tipologia di intervento.
L’inquadramento degli aiuti avviene secondo le disposizioni previste dalle D.G.R. n. 480/2023 e n. 2519/2024, come richiamato nella Deliberazione n. XII/5190/2025. Quest’ultima stabilisce che i contributi saranno concessi nel rispetto dell’inquadramento degli aiuti di Stato previsto dai provvedimenti regionali richiamati.
Dal punto di vista operativo, sarà quindi necessario verificare, sul singolo bando pubblicato dalla Comunità Montana, il regime di aiuto applicabile, le condizioni specifiche di ammissibilità, i criteri di selezione, la documentazione richiesta e le modalità di rendicontazione.
Attuazione da parte delle Comunità Montane
Uno degli aspetti più importanti della misura riguarda la modalità di attuazione. La Regione Lombardia stanzia le risorse a favore delle Comunità Montane, ma sono queste ultime a poter procedere allo scorrimento delle graduatorie in corso di validità o all’approvazione di nuovi bandi nel 2026.
La pagina ufficiale regionale richiama il ruolo delle Comunità Montane e mette a disposizione un collegamento dedicato alle Comunità Montane della Lombardia.
Di conseguenza, l’operatività concreta della misura dipenderà dal territorio di riferimento. Per ogni potenziale beneficiario sarà necessario individuare la Comunità Montana competente, verificare se sono disponibili bandi aperti, graduatorie in scorrimento o avvisi di prossima pubblicazione, e controllare quali misure siano effettivamente attivate.
Questo elemento deve essere evidenziato chiaramente ai clienti: la misura regionale esiste e le risorse per il 2026 sono stanziate, ma la presentazione della domanda non avviene direttamente sulla base della sola pagina regionale. Occorre attendere o verificare gli avvisi emanati dalle Comunità Montane competenti.
Stato della misura e scadenze
La Deliberazione n. XII/5190/2025 stabilisce lo stanziamento delle risorse per l’attuazione nell’anno 2026 e prevede che le Comunità Montane possano provvedere allo scorrimento delle graduatorie in corso di validità o all’approvazione di nuovi bandi nel 2026.
Alla luce di ciò, non è possibile individuare un’unica scadenza regionale valida per tutti i beneficiari. Le tempistiche dipenderanno dai singoli bandi o atti adottati dalle Comunità Montane.
Dal punto di vista consulenziale, è consigliabile monitorare costantemente i siti delle Comunità Montane lombarde e verificare l’eventuale pubblicazione di bandi 2026 o atti di scorrimento. Per i potenziali beneficiari è opportuno preparare con anticipo la documentazione aziendale, la descrizione dell’intervento, i preventivi e gli elementi tecnici necessari, così da poter presentare domanda tempestivamente all’apertura degli avvisi.
Spese finanziabili
Le spese finanziabili riguardano attrezzature e macchinari, consulenze, opere edili e impianti, servizi e spese generali.
Tali categorie devono essere lette in funzione delle tre misure specifiche. Per la Misura 2.1, il focus è sugli investimenti aziendali agricoli, sui fabbricati rurali, sulle attrezzature di stalla, sulle macchine agricole e sulle opere di miglioramento fondiario. Per la Misura 2.2, il focus è su malghe, fabbricati d’alpeggio, approvvigionamento idrico ed energetico, locali di lavorazione del latte e sistemazione di dissesti. Per la Misura 2.3, il focus è su locali, impianti, attrezzature e mezzi destinati alla trasformazione, conservazione, refrigerazione, trasporto e commercializzazione delle produzioni agro-zootecniche.
Le spese dovranno essere coerenti con le finalità della misura e con il bando della Comunità Montana. In fase di candidatura sarà necessario predisporre preventivi, eventuali elaborati tecnici, documentazione relativa alla disponibilità dei beni, titoli autorizzativi ove richiesti e ogni altro documento previsto dall’avviso locale.

