INFORMATIVA TECNICA
REGIONE PIEMONTE – LEGGE N. 49/1985
Fondo rotativo Foncooper – Finanziamenti cooperative
Finanziamento a tasso agevolato per la crescita del sistema cooperativo, l’ammodernamento produttivo, l’innovazione e la salvaguardia dei livelli occupazionali
Premessa e inquadramento generale
La misura Fondo rotativo Foncooper – Regione Piemonte disciplina l’accesso ai finanziamenti del Fondo di rotazione per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, previsto dalla Legge 27 febbraio 1985, n. 49, “Provvedimenti per il credito alla cooperazione e misure urgenti a salvaguardia dei livelli di occupazione”. La misura è gestita da Finpiemonte ed è finalizzata a sostenere la crescita del sistema cooperativo piemontese, coniugando incremento della produttività aziendale, innovazione, competitività e salvaguardia dei livelli occupazionali.
L’intervento è rivolto alle società cooperative, con esclusione delle cooperative di abitazione, che abbiano sede operativa in Piemonte e rientrino nei limiti dimensionali di micro, piccola o media impresa. La misura sostiene investimenti materiali e immateriali, con particolare riferimento all’ammodernamento dei mezzi di produzione, alla ristrutturazione degli impianti, alla creazione o ampliamento di stabilimenti, alla diversificazione produttiva, agli investimenti delle cooperative agricole e al miglioramento delle performance climatico-ambientali.
L’agevolazione non si configura come contributo a fondo perduto, ma come finanziamento a tasso agevolato. La copertura può arrivare fino al 70% delle spese ammissibili, con importo massimo pari a 2.000.000 euro. Il tasso applicato è pari al 25% del tasso di riferimento europeo e la durata del rimborso può arrivare fino a 8 anni, oppure fino a 12 anni se il progetto include investimenti immobiliari o impianti fissi.
La dotazione complessiva indicata è pari a 4.261.419,61 euro. Lo sportello risulta aperto dalle ore 9:00 dell’8 giugno 2026 e fino alle ore 12:00 del 31 dicembre 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse. La procedura è valutativa a sportello e segue l’ordine cronologico di arrivo delle domande.
Dal punto di vista consulenziale, la misura rappresenta uno strumento di finanza agevolata, non di finanza alternativa, in quanto deriva da un fondo pubblico rotativo e prevede condizioni finanziarie agevolate rispetto al mercato, a favore di soggetti rientranti nel sistema cooperativo.
Finalità della misura
La finalità principale del Fondo rotativo Foncooper è sostenere lo sviluppo, la competitività e la patrimonializzazione operativa delle società cooperative piemontesi, promuovendo investimenti produttivi capaci di migliorare la capacità aziendale, l’efficienza, l’innovazione e la sostenibilità.
La misura intende favorire il rafforzamento del sistema cooperativo, sostenendo progetti che abbiano ricadute sul piano produttivo, organizzativo e occupazionale. Non si tratta quindi di uno strumento destinato alla copertura generica di fabbisogni finanziari o di liquidità, ma di una misura orientata a investimenti strutturali e funzionali allo sviluppo dell’attività cooperativa.
L’iniziativa punta a coniugare l’incremento della produttività aziendale con la salvaguardia dei livelli occupazionali, favorendo l’innovazione e la competitività del tessuto produttivo locale.
Dal punto di vista operativo, il bando è particolarmente interessante per cooperative che intendano realizzare investimenti in macchinari, attrezzature, impianti, fabbricati, software, brevetti, licenze, ammodernamento produttivo, efficientamento, sostenibilità ambientale, miglioramento del processo produttivo o sviluppo di nuove linee di attività.
Dotazione finanziaria
La dotazione complessiva della misura è pari a 4.261.419,61 euro.
Le risorse sono destinate alla concessione di finanziamenti agevolati a favore delle cooperative ammissibili, nei limiti e secondo le condizioni previste dal bando.
Trattandosi di un fondo rotativo e di una procedura valutativa a sportello, la disponibilità effettiva delle risorse deve essere monitorata nel tempo. La scadenza finale del 31 dicembre 2026 non deve essere interpretata come garanzia di disponibilità del plafond fino a tale data, poiché lo sportello può chiudersi anticipatamente in caso di esaurimento delle risorse.
Soggetti beneficiari
Possono accedere alle agevolazioni le società cooperative, escluse le cooperative di abitazione, che abbiano sede operativa in Piemonte e che rientrino nei limiti dimensionali di micro, piccola o media impresa.
In particolare, la misura si rivolge a tre categorie principali:
- cooperative generiche, qualificabili come PMI, operanti nei settori ammissibili;
- cooperative agricole dedite alla produzione primaria;
- cooperative agricole attive nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.
Le imprese beneficiarie non devono essere in difficoltà e devono rispettare i requisiti di mutualità previsti dal Codice Civile.
Il bando ha quindi una platea mirata: non è rivolto a tutte le imprese, ma esclusivamente al sistema cooperativo. La forma cooperativa e la sede operativa in Piemonte sono requisiti centrali da verificare prima di qualsiasi valutazione tecnica sull’investimento.
Settori ammissibili
I settori ammissibili comprendono turismo, agroindustria e agroalimentare, artigianato, commercio, agricoltura, silvicoltura e pesca, cultura, industria e servizi.
Questa ampiezza consente di valutare la misura per cooperative operanti in diversi ambiti produttivi e di servizio, tra cui cooperative sociali, cooperative di produzione e lavoro, cooperative agricole, cooperative culturali, cooperative turistiche, cooperative artigiane, cooperative commerciali, cooperative industriali e cooperative di servizi, purché non si tratti di cooperative di abitazione e purché siano rispettate le condizioni previste dal bando.
Naturalmente, la coerenza dell’investimento dovrà essere valutata rispetto alla specifica tipologia di cooperativa e alla disciplina di aiuto applicabile.
Tipologie di intervento ammissibili
Il bando finanzia progetti finalizzati all’ammodernamento dei mezzi di produzione, alla ristrutturazione degli impianti e al miglioramento delle performance climatico-ambientali. Le principali tipologie progettuali si articolano in tre macro-categorie: Tipologia A, Tipologia B1 e Tipologia B2.
La Tipologia A riguarda le PMI cooperative generiche e sostiene investimenti relativi alla creazione di nuovi stabilimenti, all’ampliamento della capacità di stabilimenti esistenti, alla diversificazione della produzione e all’acquisizione di attivi appartenenti a stabilimenti chiusi o che sarebbero stati chiusi senza tale acquisizione.
La Tipologia B1 riguarda le cooperative agricole dedite alla produzione primaria e sostiene interventi per il miglioramento del rendimento e della sostenibilità globale dell’azienda agricola, il miglioramento dell’ambiente naturale, delle condizioni di igiene o del benessere animale, l’efficienza energetica, l’approvvigionamento sostenibile, il risparmio energetico e idrico, il ripristino del potenziale produttivo dopo calamità, la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, la bioeconomia circolare, la biodiversità e la produzione aziendale di energia da fonti rinnovabili nei limiti del consumo medio annuo dell’azienda.
La Tipologia B2 riguarda le cooperative agricole attive nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e sostiene investimenti in attivi materiali o immateriali nel settore della trasformazione e/o commercializzazione dei prodotti agricoli.
Questa articolazione rende necessario individuare correttamente la tipologia di investimento prima della candidatura, poiché cambiano le finalità ammissibili, le voci di spesa e la logica progettuale.
Tipologia A – Cooperative PMI generiche
Per le cooperative PMI generiche, gli investimenti devono essere riconducibili a una delle linee previste dal bando.
Sono ammissibili investimenti in attivi materiali e immateriali relativi alla creazione di un nuovo stabilimento, all’ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente, alla diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti o servizi non realizzati precedentemente oppure a un cambiamento sostanziale del processo di produzione o della fornitura del servizio. È inoltre prevista l’ammissibilità dell’acquisizione di attivi appartenenti a uno stabilimento chiuso o che sarebbe stato chiuso senza tale acquisizione.
Sono ammissibili spese per acquisizione di terreni e/o fabbricati, opere edili direttamente connesse alla specifica linea di investimento, realizzazione di impianti fissi, acquisto, ammodernamento e ristrutturazione straordinaria di macchinari, attrezzature e impianti, compresi automezzi targati e natanti, ove compatibili con la normativa comunitaria.
Sono inoltre ammissibili spese relative alla locazione di attivi materiali, licenze, brevetti, marchi, software o altre forme di proprietà intellettuale, purché utilizzati esclusivamente nell’unità operativa destinataria dell’intervento, ammortizzabili, acquistati a condizioni di mercato da terzi non collegati e iscritti nell’attivo di bilancio della cooperativa beneficiaria per almeno tre anni.
Rientrano anche onorari professionali, ad esempio di ingegneri e architetti, relativi a studi di fattibilità e progettazione. Per la Tipologia A sono inoltre ammissibili costi salariali relativi a posti di lavoro direttamente creati dal progetto di investimento, calcolati su un periodo di due anni, nel limite del 30% del totale degli investimenti ammissibili.
Dal punto di vista consulenziale, questa tipologia è particolarmente indicata per cooperative che intendano realizzare un salto dimensionale o qualitativo, ampliando la capacità produttiva, introducendo nuovi prodotti o servizi, acquisendo attivi produttivi o rinnovando in modo sostanziale il processo produttivo.
Tipologia B1 – Cooperative agricole di produzione primaria
La Tipologia B1 è dedicata alle cooperative agricole operanti nella produzione primaria. Essa consente di finanziare interventi orientati al miglioramento della sostenibilità, dell’efficienza, del benessere animale, della resilienza climatica e della capacità produttiva agricola.
Sono ammissibili interventi finalizzati al miglioramento del rendimento e della sostenibilità globale dell’azienda agricola, anche mediante riduzione dei costi di produzione, miglioramento o riconversione della produzione.
Sono inoltre ammissibili interventi per migliorare l’ambiente naturale, le condizioni di igiene o il benessere degli animali, nonché interventi sulle infrastrutture connesse allo sviluppo, all’adeguamento e alla modernizzazione dell’agricoltura, inclusi accesso ai terreni agricoli, ricomposizione e riassetto fondiario, efficienza energetica, approvvigionamento di energia sostenibile, risparmio energetico e idrico.
La misura consente anche interventi di ripristino del potenziale produttivo danneggiato da calamità naturali, eventi climatici avversi assimilabili a calamità naturali, epizoozie, organismi nocivi ai vegetali e animali protetti, nonché interventi di prevenzione dei danni da essi arrecati. Se il danno è riconducibile al cambiamento climatico, possono essere incluse misure di adattamento climatico.
Sono inoltre ammissibili interventi che contribuiscono alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici, alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, al miglioramento del sequestro del carbonio, alla promozione dell’energia sostenibile, alla bioeconomia circolare, alla gestione efficiente delle risorse naturali, alla riduzione della dipendenza chimica e alla tutela della biodiversità.
Tra le spese ammissibili rientrano costruzione, acquisizione anche in leasing e miglioramento di aree o fabbricati, acquisto e/o noleggio con patto di acquisto di macchinari e attrezzature, onorari professionali per studi di fattibilità e progettazione, programmi informatici, cloud, brevetti, licenze, diritti d’autore, marchi commerciali, investimenti non produttivi connessi a obiettivi ambientali e climatici e consulenze in materia di sostenibilità ambientale ed economica, energia sostenibile, efficienza energetica e fonti rinnovabili.
Tipologia B2 – Cooperative agricole di trasformazione e commercializzazione
La Tipologia B2 riguarda investimenti in attivi materiali o immateriali nel settore della trasformazione e/o commercializzazione dei prodotti agricoli.
Sono ammissibili spese per costruzione, acquisizione anche in leasing e miglioramento di aree o fabbricati. L’acquisto di aree è ammissibile in misura non superiore al 10% del costo totale dell’investimento ritenuto ammissibile.
Sono inoltre ammissibili spese per acquisto e/o locazione con patto di acquisto di macchinari e attrezzature, onorari professionali per studi di fattibilità e progettazione, acquisto e sviluppo o diritti d’uso di programmi informatici, cloud e soluzioni simili, acquisizione di brevetti, licenze, diritti d’autore e marchi commerciali, nonché consulenze in materia di sostenibilità ambientale ed economica, energia sostenibile, efficienza energetica e produzione e uso di energie rinnovabili.
Questa tipologia è particolarmente adatta a cooperative agricole che intendano rafforzare la fase a valle della filiera, migliorando impianti, strutture, tecnologie e strumenti immateriali per trasformare, conservare, confezionare, valorizzare e commercializzare prodotti agricoli.
Spese ammissibili
In termini generali, la misura finanzia spese per attrezzature e macchinari, consulenze, opere edili e impianti, servizi, hardware e software, marchi, brevetti e disegni.
La piattaforma Finpiemonte precisa che sono ammissibili spese per l’acquisto di aree e fabbricati, opere murarie, macchinari, attrezzature, impianti, software, brevetti e, per la Tipologia A, anche costi salariali per nuovi posti di lavoro entro il 30% dell’investimento.
La costruzione del piano di investimento deve essere particolarmente accurata, poiché l’ammissibilità delle spese varia in base alla tipologia di beneficiario e alla linea di investimento. Una cooperativa generica dovrà rientrare nella Tipologia A, mentre una cooperativa agricola dovrà distinguere tra produzione primaria e trasformazione/commercializzazione.
Dal punto di vista operativo, ogni spesa dovrà essere collegata in modo diretto al progetto, essere congrua, documentata e coerente con le finalità della misura.
Entità e forma dell’agevolazione
L’agevolazione consiste in un finanziamento a tasso agevolato.
Il finanziamento può coprire fino al 70% delle spese ammissibili, con importo massimo pari a 2.000.000 euro. Il tasso di interesse applicato è pari al 25% del tasso di riferimento europeo.
La durata del rimborso varia in funzione della natura dell’investimento. È prevista una durata fino a 8 anni, incluso 1 anno di preammortamento, per l’acquisto di soli beni mobili, attrezzature o attivi immateriali. La durata può arrivare fino a 12 anni, inclusi 2 anni di preammortamento, se il progetto include investimenti immobiliari o impianti fissi.
Il rimborso avviene mediante rata semestrale costante posticipata. È generalmente richiesta la costituzione di un privilegio sui beni finanziati o, in alternativa, una fideiussione.
È fondamentale evidenziare ai potenziali beneficiari che la misura non prevede un contributo a fondo perduto. Si tratta di finanza agevolata nella forma di credito a condizioni migliorative rispetto al mercato, ma l’importo finanziato dovrà essere restituito secondo il piano di ammortamento previsto.
Modalità e termini di presentazione della domanda
Le domande devono essere presentate esclusivamente tramite procedura informatizzata disponibile sul portale Bandi Piemonte – Finanziamenti Domande. Il modulo telematico deve essere firmato digitalmente dal legale rappresentante o da un suo delegato interno.
Lo sportello è aperto dalle ore 9:00 dell’8 giugno 2026 e fino alle ore 12:00 del 31 dicembre 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse.
La procedura è di tipo valutativo a sportello e segue l’ordine cronologico di arrivo delle domande.
Questo significa che la tempestività è rilevante, ma non sufficiente. La domanda deve essere completa, tecnicamente solida e coerente con le condizioni del bando, poiché sarà comunque sottoposta a valutazione istruttoria.
Garanzie richieste
La misura prevede generalmente la costituzione di un privilegio sui beni finanziati o, in alternativa, una fideiussione.
Questo aspetto assume rilievo nella valutazione preliminare della candidatura, poiché la cooperativa dovrà verificare la possibilità di costituire garanzie adeguate sui beni oggetto del finanziamento o, in alternativa, reperire una fideiussione idonea.
La presenza di una garanzia non elimina il vantaggio dell’agevolazione, ma conferma la natura dello strumento: si tratta di finanziamento agevolato e non di contributo a fondo perduto. Dal punto di vista finanziario, la cooperativa dovrà quindi valutare la sostenibilità del debito, il piano di rimborso e l’impatto delle rate sui flussi di cassa aziendali.
Normativa e documentazione ufficiale
La misura è fondata sulla Legge 27 febbraio 1985, n. 49, Titolo I, relativa al Fondo rotativo Foncooper.
La presenza dello schema di relazione tecnica conferma che la candidatura non si limita alla richiesta di finanziamento, ma richiede una descrizione puntuale del progetto, della cooperativa, degli investimenti, delle finalità, della sostenibilità economico-finanziaria e delle ricadute attese.

