INFORMATIVA TECNICA

SOTTOPROGRAMMA REGIONALE PER L’APICOLTURA 2026-2027

Contributi a fondo perduto per formazione, assistenza tecnica, prevenzione sanitaria, investimenti e promozione del settore apistico piemontese

Finalità e quadro generale

La Regione Piemonte ha approvato il bando relativo al Sottoprogramma regionale per l’apicoltura, annualità 2026-2027, nell’ambito degli interventi previsti dal Piano Strategico della PAC e dal Regolamento UE n. 2021/2115. La misura sostiene lo sviluppo e la competitività del comparto apistico regionale attraverso tre distinti ambiti di intervento: formazione e assistenza tecnica, investimenti per la tutela e il miglioramento degli alveari e delle produzioni, attività di informazione e promozione. Le domande possono essere presentate dal 6 luglio 2026 al 25 settembre 2026, esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale SIAP, utilizzando il servizio “ARNIA”. Le attività e gli investimenti devono essere realizzati nell’annualità apistica compresa tra il 1° luglio 2026 e il 30 giugno 2027. La dotazione finanziaria complessiva è pari a euro 1.850.602,72.  La misura è articolata nelle seguenti azioni:

  • A.1 – corsi di aggiornamento, formazione e informazione;
  • A.2 – assistenza tecnica e consulenza alle aziende apistiche;
  • B.1 – lotta contro gli aggressori e le malattie dell’alveare;
  • B.2 – prevenzione dei danni causati dalle avversità climatiche;
  • B.5 – miglioramento qualitativo e valorizzazione delle produzioni dell’alveare;
  • F.1 – attività di informazione e promozione.

I beneficiari e le condizioni di accesso variano sensibilmente in relazione all’intervento scelto. In particolare, gli interventi A e F sono riservati alle forme associate, mentre l’intervento B può essere richiesto sia dalle forme associate sia dalle singole aziende apistiche.

Beneficiari

Intervento A – formazione e assistenza tecnica

Le azioni A.1 e A.2 sono riservate alle forme associate del settore apistico costituite con atto pubblico, dotate di una struttura aperta all’ammissione degli associati e basate sul voto pro capite. La forma associata deve rappresentare almeno 200 soci titolari di partita IVA, dei quali almeno 50 devono essere produttori apistici. Questi ultimi devono allevare almeno 52 alveari ciascuno se hanno sede legale in zona montana e almeno 104 alveari ciascuno se hanno sede in zona collinare o pianeggiante. È inoltre necessario rappresentare almeno 20.000 alveari riferiti ai soci con partita IVA, operare in Piemonte nell’assistenza tecnica apistica e disporre di sedi stabili o temporanee in almeno sei province piemontesi. Prima della domanda deve essere costituito, aggiornato e validato il fascicolo aziendale presso un Centro di Assistenza Agricola, con mandato regolare e validazione effettuata nell’anno 2026.

Intervento B – forme associate

Le forme associate che richiedono contributi per le azioni B.1, B.2 e B.5 devono rispettare sostanzialmente i medesimi requisiti previsti per l’intervento A: almeno 200 soci titolari di partita IVA, almeno 50 produttori apistici, rappresentanza di almeno 20.000 alveari, attività nel territorio piemontese e disponibilità di sedi in almeno sei province. La forma associata può presentare una sola domanda per l’intervento B, all’interno della quale può richiedere una o più azioni. Per la stessa azione, tuttavia, un’azienda apistica non può presentare domanda direttamente e contemporaneamente partecipare come beneficiaria tramite una forma associata. In caso di sovrapposizione, non viene ammessa la domanda presentata per il tramite della forma associata. Fa eccezione la sottoazione B.2.2 relativa all’alimentazione di soccorso: per questa specifica voce è possibile presentare domanda individuale e partecipare tramite la forma associata alla diversa sottoazione B.2.1.

Intervento B – aziende apistiche singole

Possono partecipare gli apicoltori singoli o associati con sede legale in Piemonte, titolari di partita IVA agricola o apistica e iscritti al Registro delle Imprese. L’azienda deve aver presentato la denuncia annuale degli alveari relativa al censimento 2025 ed essere registrata nella Banca Dati Apistica nazionale. Le nuove aziende costituite dopo il periodo del censimento possono comunque partecipare, purché alla data della domanda siano registrate in BDA e dispongano di un fascicolo aziendale SIAP regolarmente validato. Fatta eccezione per l’azione B.1, l’azienda non deve risultare classificata come “allevamento familiare” e deve condurre almeno 52 alveari, rilevati dal censimento apistico nazionale 2025 presente nella banca dati alla data del 2 marzo 2026. L’azienda deve inoltre disporre di locali di lavorazione e smielatura conformi alla normativa igienico-sanitaria. Qualora utilizzi locali di terzi, deve allegare un contratto di comodato o di affitto valido almeno per l’intera annualità apistica. Per gli investimenti dell’azione B.5 il laboratorio deve essere di proprietà oppure detenuto con contratto di affitto oneroso avente durata sufficiente a coprire il vincolo triennale di destinazione dei beni. Il laboratorio deve inoltre essere associato a una SCIA intestata all’azienda beneficiaria. Per la sola alimentazione di soccorso prevista dalla sottoazione B.2.2 occorre possedere più di 104 alveari sulla base del censimento apistico 2025.

Intervento F – informazione e promozione

L’azione F.1 è riservata ad associazioni, cooperative apistiche e associazioni temporanee di scopo che rappresentino almeno 20 produttori e almeno 200 alveari, con sede legale in Piemonte.

Anche questi soggetti devono possedere un fascicolo aziendale aggiornato e validato presso un CAA prima della presentazione della domanda. È ammessa una sola domanda per l’intervento F.

Agevolazioni e risorse disponibili

Il contributo è concesso a fondo perduto, con percentuali differenti in funzione dell’azione e della natura del beneficiario.

Azione Beneficiari Dotazione disponibile Percentuale di contributo
A.1 – Formazione e informazione tecnica Forme associate € 145.000,00 100%
A.2 – Assistenza tecnica Forme associate € 900.000,00 90%
B.1 – Malattie dell’alveare Forme associate € 125.000,00 75%
B.2 – Avversità climatiche Forme associate € 35.000,00 75%
B.5 – Attrezzature e valorizzazione Forme associate € 100.000,00 75%
B.1 – Malattie dell’alveare Aziende singole € 40.000,00 60%
B.2.1 – Monitoraggio climatico Aziende singole € 4.000,00 60%
B.2.2 – Alimentazione di soccorso Aziende singole € 100.000,00 50%
B.5 – Attrezzature e valorizzazione Aziende singole € 160.000,00 60%
F.1 – Informazione e promozione Forme associate € 241.602,72 100%

La dotazione ufficiale dell’azione A.1 è pari a euro 145.000 e non a euro 170.000. La somma delle dotazioni delle diverse azioni coincide con lo stanziamento complessivo di euro 1.850.602,72.

Per le aziende apistiche singole l’investimento minimo ammissibile è pari a euro 2.500 e la spesa massima complessiva, considerando tutte le azioni richieste, è pari a euro 25.000.

Per la sola alimentazione di soccorso l’investimento deve essere compreso tra euro 1.370 ed euro 7.500.

Intervento A.1 – corsi di aggiornamento, formazione e informazione

L’azione A.1 sostiene corsi di aggiornamento e formazione professionale, seminari, convegni, incontri tecnico-divulgativi e strumenti di informazione destinati agli operatori del settore apistico. I corsi possono riguardare aspetti produttivi, sanitari, economici, gestionali, normativi e organizzativi dell’attività apistica. Possono partecipare agricoltori, apicoltori, aspiranti apicoltori e altri soggetti interessati ad acquisire o migliorare competenze tecnico-professionali. Le attività possono essere aperte anche ad apicoltori non associati al soggetto beneficiario. Seminari e incontri possono essere rivolti anche a tecnici agricoli, agronomi, veterinari, periti agrari e operatori coinvolti nelle attività connesse al settore. I corsi possono essere realizzati in presenza o a distanza. La formazione online deve svolgersi in modalità sincrona e la piattaforma utilizzata deve consentire l’identificazione dei partecipanti, la registrazione degli orari di ingresso e uscita e la produzione di report automatici.

Per i corsi in presenza il numero di partecipanti deve essere compreso normalmente tra 8 e 25. Per la formazione a distanza è richiesto un minimo di 8 partecipanti.

I costi sono riconosciuti sulla base di unità di costo standard:

  • euro 23,10 per ora e per allievo per i corsi brevi in presenza;
  • euro 20,90 per ora e per allievo per i corsi medi in presenza;
  • euro 298,00 per ora per i corsi brevi a distanza.

Sono riconoscibili anche corsi di durata inferiore a otto ore, con durata minima di un’ora. Per la rendicontazione sono considerati soltanto i partecipanti che abbiano frequentato almeno il 75% delle ore programmate. Il beneficiario deve comunicare l’avvio del corso, seminario o evento attraverso il servizio ARNIA almeno cinque giorni lavorativi prima dello svolgimento. In assenza della comunicazione preventiva, l’attività non viene riconosciuta. L’azione finanzia anche pubblicazioni specialistiche, notiziari, dispense, opuscoli, schede tecniche, contenuti informativi tramite web o social network e abbonamenti a riviste apistiche destinati agli associati. Il contenuto deve avere una prevalente finalità tecnica e informativa, non semplicemente pubblicitaria.

Intervento A.2 – assistenza tecnica alle aziende

L’azione A.2 finanzia servizi di assistenza tecnica e consulenza prestati alle aziende apistiche da tecnici qualificati. L’assistenza può essere svolta attraverso visite presso le aziende, attività in apiario, consulenze a distanza, siti dedicati, newsletter e sistemi di messaggistica istantanea. Il numero massimo di tecnici riconoscibili viene determinato applicando un rapporto minimo di 150 aziende assistite per ciascun tecnico. Le attività devono essere affidate tramite un regolare contratto di lavoro o incarico professionale, corredato dal curriculum del tecnico, dalla durata, dalle modalità operative e dal compenso pattuito. La spesa viene calcolata attraverso un costo standard orario omnicomprensivo di euro 62,00. Possono operare come tecnici apistici soggetti in possesso di laurea scientifica in ambito biologico con esame di apicoltura, periti agrari o agrotecnici con specifica formazione apistica, oppure tecnici che abbiano maturato adeguata esperienza nel settore secondo le condizioni dettagliate dal bando. Il contributo copre il 90% della spesa ammessa. Le risorse disponibili vengono ripartite tra le forme associate sulla base del numero delle imprese apistiche associate, degli apicoltori senza partita IVA e del numero degli alveari rappresentati.

 

Intervento B.1 – lotta contro malattie e aggressori dell’alveare

L’azione B.1 sostiene interventi destinati alla prevenzione e al contrasto delle patologie apistiche, con particolare attenzione alla varroa. Sono finanziabili l’acquisto di arnie antivarroa con fondo a rete, attrezzature scanner per il conteggio delle varroe, interventi di sterilizzazione e disinfezione delle arnie e delle attrezzature, nonché l’acquisto di presidi sanitari veterinari autorizzati. Per le aziende singole la spesa massima relativa ai presidi sanitari è pari a euro 10.000 per apicoltore, con un limite di euro 10 per alveare. Gli apicoltori devono utilizzare prodotti regolarmente autorizzati, effettuare le registrazioni obbligatorie nel registro dei trattamenti e conservare la documentazione veterinaria prevista. Il contributo è pari al 75% per le forme associate e al 60% per le aziende singole.

Intervento B.2 – prevenzione delle avversità climatiche

La sottoazione B.2.1 finanzia sistemi di allerta, centraline, sistemi di monitoraggio agrometeorologico e tecnologie per il controllo da remoto degli apiari. Le attrezzature devono consentire di acquisire informazioni sullo stato delle famiglie, sulle produzioni e sulle condizioni ambientali, migliorando la gestione sanitaria degli alveari e riducendo i tempi e i costi di controllo. Sono ammessi hardware specialistici, esclusi i normali personal computer, software integrati e abbonamenti necessari all’utilizzo delle tecnologie. La sottoazione B.2.2 sostiene invece l’alimentazione di soccorso in presenza di una situazione di crisi climatica riconosciuta secondo la normativa nazionale. Sono ammissibili candito e sciroppi zuccherini autorizzati, entro il limite di euro 1,50 per chilogrammo e di 8,7 chilogrammi per alveare. Per questa sottoazione il contributo è pari al 50%, con una spesa minima di euro 1.370 e una spesa massima di euro 7.500 per azienda.

Intervento B.5 – attrezzature e valorizzazione delle produzioni

L’azione B.5 finanzia l’acquisto di nuove attrezzature destinate alla gestione degli apiari, al miglioramento delle condizioni di lavoro e alla lavorazione, conservazione e confezionamento dei prodotti apistici. Possono rientrare, in relazione alle specifiche tecniche e ai massimali del bando, attrezzature per la conduzione dell’alveare, per la movimentazione e gestione dei melari, per la smielatura, filtrazione, maturazione, conservazione e confezionamento del miele e degli altri prodotti dell’alveare. Sono inoltre ammissibili sistemi hardware e software strettamente integrati con le attrezzature finanziate. Non sono invece ammessi normali PC o software autonomi privi di collegamento funzionale con l’investimento. I beni devono essere nuovi di fabbrica e non possono costituire una mera sostituzione di attrezzature esistenti se non determinano un miglioramento tecnologico o funzionale. Il contributo è pari al 75% per gli investimenti presentati dalle forme associate e al 60% per le singole aziende. Per le aziende singole i beni rimangono assoggettati a un vincolo triennale di destinazione d’uso e proprietà.

Intervento F.1 – attività di informazione e promozione

L’azione F.1 finanzia al 100% programmi di informazione e promozione destinati a valorizzare il miele e gli altri prodotti dell’alveare. Sono ammissibili l’organizzazione di manifestazioni, fiere, esposizioni, concorsi dedicati ai mieli di qualità, eventi informativi, incontri divulgativi e degustazioni guidate rivolte ai consumatori o agli operatori. Possono essere finanziati la realizzazione e diffusione di materiale informativo cartaceo o digitale, software, siti internet, servizi di gestione informatica, affitto e allestimento di locali, quote di iscrizione a fiere, affitto e allestimento di stand, stampa di inviti e manifesti, spese postali e prestazioni di soggetti terzi. Sono inoltre ammissibili eventi telematici e il noleggio o l’ammortamento di attrezzature hardware specialistiche, esclusi i PC, e dei software necessari al loro funzionamento. Il materiale promozionale è riconosciuto entro il limite massimo del 10% della spesa complessiva ammessa. Le analisi chimico-fisiche e melissopalinologiche possono essere finanziate soltanto quando risultano strettamente collegate a uno specifico progetto promozionale e non rappresentano attività ordinarie di autocontrollo. Il loro costo non può superare il 50% della spesa della singola macro-attività o evento al quale sono collegate. Le iniziative devono essere gratuite per il pubblico, non possono essere finalizzate direttamente alla vendita e non devono promuovere in modo prevalente un marchio commerciale o una singola impresa. Per ogni fornitura o servizio superiore a euro 5.000, IVA esclusa, occorre presentare almeno tre preventivi indipendenti e comparabili. La stessa regola si applica agli incarichi professionali quando la somma dei compensi affidati al medesimo professionista supera la soglia di euro 5.000 nell’intero progetto. Il beneficiario deve comunicare l’avvio degli eventi tramite ARNIA almeno cinque giorni lavorativi prima dello svolgimento. Negli eventi in presenza deve essere tenuto un registro delle presenze; per quelli online devono essere conservati gli screenshot e gli elenchi dei partecipanti.

Spese non ammissibili

Non sono ammissibili le attività avviate e le spese sostenute prima della trasmissione telematica della domanda. Sono inoltre esclusi automezzi targati, terreni, edifici, immobili, beni usati, manutenzione e riparazione delle attrezzature, materiale di imballaggio, normali personal computer, software non integrati con le attrezzature, costi di trasporto per la consegna dei materiali e investimenti di mera sostituzione privi di miglioramento tecnologico. L’IVA è ammissibile soltanto se realmente e definitivamente non recuperabile.

Presentazione della domanda e decorrenza delle spese

La domanda deve essere presentata esclusivamente attraverso il portale SIAP, servizio ARNIA, entro le ore 23:59 del 25 settembre 2026. Prima della compilazione è indispensabile disporre di un fascicolo aziendale aggiornato e validato presso un CAA. I dati presenti nel fascicolo e nella Banca Dati Apistica vengono utilizzati per verificare i requisiti e, per le aziende singole, per attribuire i punteggi della graduatoria. Le spese diventano potenzialmente ammissibili solo dopo che la domanda ha assunto sul SIAP lo stato di “Trasmessa”. Da quel momento, sui documenti di spesa deve essere indicato il CUP MASTER previsto per il relativo intervento e la dicitura “Reg. 2115/2021 – Anno 2026-2027”. Dopo la concessione viene comunicato il CUP personale, che dovrà sostituire il CUP MASTER nei successivi documenti.

Non è consentito inserire il CUP successivamente a penna o mediante timbro su documenti cartacei. La dicitura deve risultare originariamente presente nella fattura elettronica o nel documento amministrativo.

Per le aziende singole dell’intervento B viene predisposta una graduatoria sulla base di criteri di priorità. Sono premiate, tra le altre, le aziende che non hanno ricevuto contributi nelle precedenti annualità, i giovani apicoltori con meno di 41 anni, le aziende situate in montagna, gli imprenditori agricoli professionali, gli apicoltori biologici e le imprese nelle quali l’attività apistica viene esercitata in modo prevalente.

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