INFORMATIVA TECNICA
REGIONE UMBRIA – PR FESR 2021-2027
Azione 4.6.1 “Riqualificare i luoghi del territorio per una migliore inclusione, innovazione e sostenibilità”
Avviso pubblico per il finanziamento di interventi di riqualificazione dei luoghi del territorio a fini culturali
Contributo a fondo perduto per Comuni e Province finalizzato alla riqualificazione, valorizzazione e rifunzionalizzazione di beni culturali, immobili pubblici e spazi pubblici/ad uso pubblico a destinazione culturale
Premessa e inquadramento generale
La Regione Umbria ha pubblicato l’Avviso pubblico relativo al PR FESR 2021-2027, Azione 4.6.1, denominata “Riqualificare i luoghi del territorio per una migliore inclusione, innovazione e sostenibilità”, finalizzato al finanziamento di interventi di riqualificazione dei luoghi del territorio a fini culturali, con l’obiettivo di promuovere una migliore inclusione, innovazione e sostenibilità. La pagina ufficiale regionale individua il bando come misura a valere su fondi europei, nell’area tematica “Cultura”, con presentazione delle domande dal 15 aprile 2026 al 30 settembre 2026.
L’Avviso è stato approvato con Determinazione Dirigenziale n. 3111 del 3 aprile 2026 e prevede una dotazione finanziaria complessiva pari a 5.400.000 euro. La misura è rivolta agli Enti pubblici e, in particolare, alle Amministrazioni comunali e provinciali proprietarie o titolari di un diritto di utilizzo qualificato sul bene o sullo spazio oggetto dell’intervento.
La finalità dell’intervento è sostenere la riqualificazione e valorizzazione di beni culturali, immobili pubblici o spazi pubblici/ad uso pubblico aventi rilevante significato storico, artistico e culturale per il territorio, trasformandoli in presìdi identitari permanenti per le comunità locali. Tali luoghi dovranno essere resi più accessibili, aperti, fruibili e capaci di ospitare attività culturali, sociali e creative, in una logica di rigenerazione culturale e comunitaria.
Dal punto di vista operativo, il bando non finanzia semplicemente opere edilizie isolate, ma richiede interventi di recupero e riqualificazione accompagnati da una visione funzionale, culturale e sociale del bene. Il progetto dovrà quindi dimostrare non solo la necessità tecnica dell’intervento, ma anche la capacità del luogo riqualificato di generare inclusione, accessibilità, welfare culturale, innovazione nei servizi e micro-economie locali sostenibili.
Finalità della misura
La finalità principale della misura è favorire la riqualificazione, il recupero, il riuso e la valorizzazione di luoghi del territorio umbro aventi rilevanza culturale, storica, artistica o identitaria, affinché possano diventare spazi permanenti di partecipazione, fruizione culturale, inclusione sociale e sviluppo locale.
L’Avviso intende trasformare beni culturali, immobili pubblici e spazi pubblici/ad uso pubblico in luoghi aperti alla comunità, capaci di essere percepiti non come beni statici o marginali, ma come parti vive della storia e della quotidianità del territorio. La misura mira quindi a rafforzare il rapporto tra patrimonio culturale, comunità locali e nuove funzioni sociali, culturali e creative.
In questa prospettiva, il bando assume una natura fortemente integrata. L’intervento edilizio o infrastrutturale deve essere collegato a un progetto di utilizzo del bene che favorisca l’accesso alla cultura, la riduzione delle barriere economiche e sociali, la partecipazione dei cittadini, l’inclusione delle fasce vulnerabili, l’ampliamento dell’accessibilità dei luoghi della cultura e la generazione di nuove opportunità territoriali.
La misura è dunque particolarmente interessante per enti locali che dispongano di immobili, beni culturali o spazi pubblici con potenzialità ancora non pienamente espresse, e che intendano attivare un percorso di rigenerazione capace di coniugare recupero fisico del patrimonio, valorizzazione culturale, welfare di comunità e sostenibilità gestionale.
Dotazione finanziaria
Le risorse destinate al finanziamento del bando ammontano complessivamente a 5.400.000 euro. La pagina ufficiale regionale richiama la prenotazione di impegno di spesa per tale importo nell’ambito dell’Avviso pubblico approvato con D.D. n. 3111 del 3 aprile 2026.
Il contributo concedibile per ciascuna istanza di partecipazione è compreso tra un minimo di 201.000 euro e un massimo di 500.000 euro. L’agevolazione è riconosciuta nella forma del contributo a fondo perduto e può coprire fino al 100% del costo totale dell’intervento ammissibile a finanziamento.
La presenza di un contributo minimo pari a 201.000 euro evidenzia che la misura non è destinata a piccoli interventi manutentivi o a progetti di importo marginale, ma a operazioni strutturate di riqualificazione e valorizzazione. Al tempo stesso, il massimale di 500.000 euro per istanza impone una progettazione calibrata, nella quale il quadro economico sia coerente con il livello massimo di contributo concedibile.
Soggetti beneficiari
I soggetti beneficiari della misura sono enti pubblici, nello specifico amministrazioni comunali e amministrazioni provinciali.
L’Ente beneficiario deve avere la titolarità del bene culturale o dello spazio pubblico/ad uso pubblico oggetto di intervento. In particolare, deve esserne proprietario al momento della presentazione dell’istanza di contributo. In alternativa, è ammessa la titolarità di un contratto di comodato d’uso relativo al bene o allo spazio oggetto di intervento, per una durata minima di 15 anni, rinnovabili.
Questo requisito è particolarmente rilevante in fase di verifica preliminare. Prima di procedere alla costruzione della candidatura, l’Ente dovrà accertare la piena disponibilità giuridica del bene e la coerenza del titolo di disponibilità con quanto richiesto dall’Avviso. Un bene utilizzato in assenza di titolo idoneo, oppure con un contratto di durata inferiore a quella richiesta, potrebbe determinare criticità in sede di ammissibilità.
Dal punto di vista consulenziale, la misura si rivolge in modo prioritario a Comuni e Province che dispongano di immobili pubblici, beni culturali o spazi pubblici/ad uso pubblico con valore storico, artistico, culturale o identitario, e che intendano trasformarli in luoghi attivi di cultura, socialità, innovazione e inclusione.
Oggetto degli interventi
Gli interventi finanziabili devono riguardare la riqualificazione e valorizzazione di beni culturali o immobili pubblici con rilevante significato storico, artistico e culturale per il territorio. L’obiettivo è trasformare tali beni in presìdi identitari permanenti per le comunità locali, accessibili e aperti, capaci di ospitare attività culturali, sociali e creative.
Sono ammissibili interventi per il recupero strutturale e/o la riqualificazione del patrimonio, nonché interventi per il riuso, volti a rigenerare e valorizzare il patrimonio, i luoghi della cultura o altri spazi pubblici/ad uso pubblico a destinazione culturale.
Il progetto dovrà quindi essere costruito attorno a un bene o spazio ben individuato, rispetto al quale l’Ente possa dimostrare la rilevanza territoriale, il valore culturale o identitario, la necessità dell’intervento e la coerenza delle nuove funzioni previste.
Non appare sufficiente candidare un intervento edilizio generico. È necessario dimostrare che la riqualificazione produce un effettivo incremento della fruibilità culturale, della partecipazione comunitaria, dell’accessibilità e della capacità del bene di generare ricadute sociali, culturali ed economiche sul territorio.
Azioni complementari e dimensione sociale del progetto
Un elemento centrale della misura è rappresentato dal fatto che gli interventi di riqualificazione devono essere accompagnati da azioni rivolte a favorire l’accesso alla cultura, l’inclusione sociale, il welfare culturale, l’accessibilità e lo sviluppo di micro-economie locali sostenibili.
In particolare, il progetto dovrà promuovere attività volte a ridurre le barriere economiche e sociali, in modo da rendere l’immobile oggetto dell’intervento un bene comune, fruibile da tutti i cittadini, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili.
Il bando richiama anche i percorsi di welfare culturale, intesi come modello integrato di promozione del benessere e della crescita degli individui e delle comunità, in una logica di contaminazione tra settori. Questo significa che il bene riqualificato dovrà essere pensato non solo come luogo culturale in senso tradizionale, ma anche come spazio capace di produrre benessere sociale, relazioni, inclusione, partecipazione e crescita comunitaria.
Sono inoltre valorizzate azioni per ampliare l’accessibilità dei luoghi della cultura, degli itinerari di visita e della loro fruizione, anche attraverso lo sviluppo di servizi integrati e innovativi per la gestione.
Infine, la misura intende favorire lo sviluppo di micro-economie locali sostenibili che, partendo dai bisogni e dalle potenzialità del territorio, possano generare inserimento socio-lavorativo di persone, in particolare in condizioni di fragilità.
Questo aspetto deve essere valorizzato nella relazione progettuale. Un progetto competitivo non dovrebbe limitarsi a descrivere le opere da realizzare, ma dovrebbe illustrare chiaramente quali attività saranno ospitate nel bene, quali categorie di destinatari saranno coinvolte, quali servizi saranno attivati, quali ricadute si intendono generare e come il luogo potrà diventare stabilmente fruibile dalla comunità.
Spese ammissibili
Sono ammissibili a contributo le spese sostenute dai soggetti beneficiari per la realizzazione degli interventi di recupero strutturale, riqualificazione e riuso del patrimonio, dei luoghi della cultura o di altri spazi pubblici/ad uso pubblico a destinazione culturale.
Le principali tipologie di spesa ammissibili sono le spese tecniche, le spese per l’esecuzione dei lavori e le spese per l’acquisizione di beni e servizi.
Tra le spese tecniche rientrano progettazione, consulenze, direzione lavori, collaudo e certificazioni. Tali spese assumono particolare rilievo, considerata la natura strutturale degli interventi e la necessità di garantire un adeguato livello progettuale, autorizzativo, tecnico e amministrativo.
Sono inoltre ammissibili le spese per l’esecuzione di lavori, comprese le opere edili necessarie e connesse all’intervento. Questa voce rappresenta presumibilmente la componente principale dei quadri economici progettuali, soprattutto nei casi di recupero strutturale, riqualificazione edilizia, adeguamento funzionale, miglioramento dell’accessibilità o rifunzionalizzazione degli spazi.
Sono infine ammissibili le spese per acquisizione di beni e servizi, quali allestimenti, servizi digitali e altri beni o servizi finalizzati alla realizzazione degli interventi compresi nell’istanza, purché previsti nei quadri tecnici ed economici dei progetti esecutivi.
È importante evidenziare che la coerenza tra spese, progetto esecutivo, quadro tecnico-economico e obiettivi dell’Avviso costituisce un elemento decisivo. Le spese non devono essere considerate in modo isolato, ma devono risultare funzionali alla realizzazione dell’intervento e alla successiva fruizione culturale, sociale e comunitaria del bene.
Entità e forma dell’agevolazione
L’agevolazione è concessa nella forma del contributo a fondo perduto. Il contributo è riconosciuto nella misura del 100% del costo totale dell’intervento ammissibile a finanziamento, entro i limiti previsti dall’Avviso.
Il contributo concedibile per ciascuna istanza non può essere inferiore a 201.000 euro e non può superare 500.000 euro.
La misura presenta quindi un profilo finanziario particolarmente interessante per gli Enti pubblici, in quanto consente di finanziare integralmente il costo ammissibile dell’intervento, senza necessità di cofinanziamento obbligatorio, nei limiti del massimale previsto. Naturalmente, eventuali costi non ammissibili, eccedenze rispetto al contributo massimo o spese non riconosciute resteranno a carico dell’Ente beneficiario.
Dal punto di vista operativo, il quadro economico dovrà essere costruito con attenzione, evitando sia sottostime che possano compromettere la realizzabilità dell’intervento, sia sovrastime non adeguatamente motivate. È opportuno predisporre un progetto tecnicamente solido, coerente con il massimale finanziabile e accompagnato da un cronoprogramma realistico.
Modalità e termini di presentazione della domanda
La pagina ufficiale regionale indica che la presentazione delle domande è prevista dal 15 aprile 2026 al 30 settembre 2026. Il servizio online risulta indicato come “non previsto”.
La scadenza finale è quindi fissata al 30 settembre 2026.
Trattandosi di una misura rivolta a Enti pubblici e collegata a interventi di riqualificazione di beni e spazi pubblici, è opportuno che la candidatura sia predisposta con adeguato anticipo rispetto alla scadenza, soprattutto qualora sia necessario completare progettazioni, approvare atti amministrativi, definire quadri economici, acquisire pareri, verificare titoli di disponibilità del bene, predisporre cronoprogrammi e raccogliere la documentazione richiesta.
La pagina ufficiale richiama, tra la documentazione pubblicata, l’Avviso pubblico per la presentazione di istanze a valere sull’attività 4.6.1 del PR FESR 2021-2027 e diversi allegati operativi.
Struttura competente e contatti
La struttura competente indicata dalla Regione Umbria è il Coordinamento PNRR e PNC e Riqualificazione Urbana. Il responsabile del procedimento indicato nella pagina ufficiale è Francesco Zepparelli, mentre il responsabile dell’istruttoria è Rita Passerini. La pagina ufficiale riporta inoltre la PEC direzioneterritorio@pec.regione.umbria.it.
Questo conferma la natura tecnico-amministrativa dell’Avviso, che richiede una candidatura ben strutturata sia sotto il profilo progettuale sia sotto il profilo procedurale. La misura non ha un taglio puramente culturale, ma combina elementi di riqualificazione urbana, valorizzazione del patrimonio, inclusione sociale, servizi culturali e sviluppo territoriale.

