INFORMATIVA TECNICA
REGIONE PIEMONTE – L.R. 34/2004
Fondo unico competitività – Linea A MPMI Commercio 2025
Finanziamento a tasso agevolato e contributo a fondo perduto per investimenti, sviluppo, consolidamento, innovazione e ammodernamento delle imprese commerciali piemontesi
Premessa e inquadramento generale
La Regione Piemonte, attraverso Finpiemonte, ha attivato la misura “Fondo unico competitività – Linea A MPMI Commercio 2025”, finalizzata a sostenere gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese commerciali piemontesi e a favorire l’accesso al credito mediante una combinazione di finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto.
La misura si inserisce nell’ambito della L.R. 34/2004 e ha l’obiettivo di supportare lo sviluppo delle imprese commerciali, l’ammodernamento e l’innovazione dei processi produttivi, il consolidamento aziendale e, più in generale, il rafforzamento competitivo delle attività economiche operanti nei settori del commercio, dei servizi di alloggio e ristorazione e di specifiche attività di intrattenimento.
Il bando è rivolto alle micro, piccole e medie imprese commerciali aventi sede e operatività in Piemonte, con codice ATECO prevalente rientrante tra quelli ammessi dalla misura. La misura non finanzia solo investimenti materiali tradizionali, ma consente di sostenere un piano di spesa più articolato, comprendente macchinari, impianti, attrezzature, hardware, software, arredi, opere edili, automezzi, marchi, brevetti, licenze, certificazioni, scorte, servizi, pubblicità, marketing, e-commerce, partecipazione a fiere, locazioni e spese generali entro specifici limiti.
L’agevolazione è strutturata su due componenti. La prima è rappresentata da un finanziamento agevolato, composto per il 70% da risorse regionali a tasso zero e per il 30% da risorse degli intermediari finanziari convenzionati, applicate a condizioni di mercato. La seconda componente è rappresentata da un contributo a fondo perduto, che non può essere richiesto autonomamente, ma è necessariamente collegato alla concessione del finanziamento agevolato.
La pagina ufficiale Finpiemonte conferma che la misura è destinata al supporto degli investimenti e al sostegno dell’accesso al credito delle MPMI commerciali, con incentivo costituito da finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto.
Dal punto di vista consulenziale, si tratta di una misura di finanza agevolata particolarmente interessante per imprese commerciali piemontesi che intendano realizzare investimenti di sviluppo, modernizzazione, digitalizzazione, ristrutturazione, apertura o consolidamento dell’attività, purché siano in grado di sostenere anche la componente finanziaria rimborsabile.
Finalità della misura
La finalità principale del Fondo unico competitività – MPMI Commercio 2025 è sostenere gli investimenti delle imprese commerciali piemontesi, favorendo l’ammodernamento e l’innovazione dei processi produttivi, il consolidamento delle attività economiche e il miglioramento della capacità competitiva.
L’intervento non è pensato come un contributo generico alla gestione ordinaria dell’impresa, ma come uno strumento per finanziare progetti di investimento, sviluppo e consolidamento aziendale. La misura consente infatti alle imprese di presentare progetti che includano investimenti materiali, immateriali, spese di servizio e connesse necessità di scorte.
La Regione Piemonte, tramite questa linea di intervento, intende favorire l’accesso al credito per le MPMI commerciali, sostenendo investimenti che possano contribuire a rendere più moderna, efficiente e competitiva l’attività d’impresa. Finpiemonte ha comunicato la riapertura dello sportello dall’11 dicembre 2025, specificando che la misura è promossa dalla Regione Piemonte per sostenere gli investimenti delle imprese e favorire l’accesso al credito tramite finanziamenti agevolati a tasso zero in concorso con banche e Confidi convenzionati, oltre a una quota di sovvenzione a fondo perduto.
Dal punto di vista operativo, la misura può sostenere sia imprese già avviate che intendano ammodernarsi o rafforzarsi, sia imprese di recente costituzione che debbano sostenere investimenti iniziali e costi di avvio, nel rispetto dei limiti previsti per le spese retroattive.
Dotazione finanziaria
La dotazione finanziaria disponibile è pari a 10.970.000 euro.
Le risorse sono destinate a sostenere le domande presentate dalle imprese commerciali ammissibili mediante la combinazione di finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto.
La procedura opera a sportello e rimane aperta fino a comunicazioni di sospensione o termine da parte di Finpiemonte. Questo significa che la misura non ha una scadenza fissa indicata in una data puntuale, ma può essere chiusa o sospesa in caso di esaurimento delle risorse o per effetto di specifiche comunicazioni dell’ente gestore.
Dal punto di vista consulenziale, la dotazione deve essere monitorata costantemente. Anche se lo sportello risulta aperto, la disponibilità effettiva delle risorse può variare in funzione del numero di domande presentate, dell’ammontare richiesto e degli esiti istruttori.
Soggetti beneficiari
Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese commerciali.
Ai fini del bando, per “impresa commerciale” si intende una MPMI avente un codice ATECO prevalente ammissibile appartenente alle sezioni e divisioni indicate dalla misura.
Rientrano tra i codici ammissibili le imprese appartenenti alla sezione G – Commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli, divisioni da 45 a 47, con esclusione delle imprese aventi codice ATECO prevalente 45.2 – Manutenzione e riparazione di autoveicoli, che non rientrano tra le imprese commerciali ai fini del bando.
Sono inoltre ammesse le imprese appartenenti alla sezione I – Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione, divisioni da 55 a 56.
La misura include anche, in modo più limitato, alcune imprese della sezione R – Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento, divisioni da 90 a 93, esclusivamente per le imprese aventi codice ATECO prevalente 93.29.1 e 93.29.10, riferiti a discoteche, sale da ballo, night-club e attività simili.
È importante evidenziare che, qualora la MPMI in possesso delle caratteristiche sopra indicate risulti annotata in visura camerale con la qualifica di impresa artigiana, dovrà presentare domanda a valere sul plafond “artigianato” e non sulla linea commercio.
Pertanto, prima di proporre la misura a un’impresa, occorre verificare attentamente la visura camerale, il codice ATECO prevalente, la dimensione aziendale e l’eventuale annotazione come impresa artigiana.
Settori e attività ammissibili
La misura riguarda principalmente i settori del commercio, dei servizi, del turismo, dell’alloggio e della ristorazione, nonché specifiche attività di intrattenimento individuate puntualmente dal bando.
Sono potenzialmente ammissibili, a titolo esemplificativo, attività di commercio al dettaglio, commercio all’ingrosso, esercizi di somministrazione, ristoranti, bar, attività ricettive, alberghi, strutture extralberghiere, attività turistiche e determinate attività di intrattenimento rientranti nei codici ammessi.
Non tutte le attività economiche rientranti genericamente nel commercio o nei servizi sono però automaticamente ammissibili. La verifica deve essere condotta sul codice ATECO prevalente risultante dalla visura camerale, poiché il bando utilizza tale elemento come criterio di accesso.
Questo aspetto è particolarmente importante nei casi di imprese con più codici ATECO o con attività miste. Ai fini della misura rileva il codice prevalente e non semplicemente la presenza di un codice secondario ammissibile.
Tipologie di progetti ammissibili
Sono ammissibili progetti di investimento, sviluppo e consolidamento dell’impresa commerciale, comprese le connesse necessità di scorte.
La misura consente quindi di finanziare interventi finalizzati a:
- ammodernare l’attività;
- innovare i processi produttivi o organizzativi;
- migliorare gli spazi aziendali;
- acquistare beni strumentali;
- potenziare strumenti digitali e software;
- realizzare o migliorare la presenza online;
- sostenere attività promozionali e di marketing;
- acquisire certificazioni;
- partecipare a fiere;
- sostenere scorte collegate al progetto;
- supportare l’avvio o il consolidamento dell’attività.
Il progetto deve essere coerente con l’attività d’impresa e deve presentare un piano di spesa organico. Non è opportuno costruire una domanda come semplice elenco disordinato di acquisti: la candidatura deve dimostrare una logica di investimento, sviluppo o consolidamento.
Decorrenza delle spese
Sono ammesse le spese sostenute successivamente alla data di invio della domanda.
È prevista una disciplina particolare per imprese o ditte costituite da meno di sei mesi rispetto alla data di presentazione della domanda. Per tali soggetti sono ammissibili anche spese sostenute entro i sei mesi antecedenti la data di presentazione della domanda, ma per un importo pari o inferiore al 30% del totale dei costi ritenuti ammissibili.
Questa previsione è rilevante per le nuove attività commerciali o turistiche che abbiano già sostenuto alcune spese di avvio prima della candidatura. Tuttavia, il limite del 30% impone un’attenta ricostruzione temporale delle spese e una corretta distinzione tra costi già sostenuti e costi da sostenere dopo la domanda.
Per le imprese già attive da oltre sei mesi, invece, la regola generale è che le spese devono essere successive alla presentazione della domanda. La mancata osservanza di questo principio può comportare l’inammissibilità delle spese anticipate.
Spese principali ammissibili
Il bando distingue tra spese principali e spese con limitazioni.
Tra le spese principali sono ammissibili macchinari, impianti di servizio ai macchinari e attrezzature.
Sono inoltre ammissibili hardware e software, mobili, arredi, macchine d’ufficio e altri beni strumentali al progetto di investimento.
Rientrano anche gli automezzi per trasporto di cose, alimentati a combustibili tradizionali o alternativi, purché coerenti con l’attività e con il progetto.
Sono ammissibili opere edili, brevetti, marchi, licenze e diritti d’autore.
La misura consente inoltre di finanziare sistemi e certificazioni aziendali riguardanti la qualità della lavorazione, il rispetto dell’ambiente, la sicurezza e la salute dei lavoratori, nonché certificazioni di prodotto non obbligatorie rilasciate da organismi di certificazione adeguatamente accreditati.
Queste voci consentono di costruire progetti molto diversi tra loro: dall’ammodernamento di un punto vendita all’acquisto di attrezzature per la ristorazione, dalla digitalizzazione dell’attività commerciale alla ristrutturazione di locali, fino all’acquisizione di certificazioni e strumenti immateriali.
Spese con limitazioni
Oltre alle spese principali, il bando ammette alcune spese con specifici limiti percentuali.
L’acquisto o la costruzione di immobili da destinare all’attività d’impresa è ammissibile per un importo non superiore al totale delle spese principali.
L’avviamento d’azienda è ammissibile per un importo non superiore al 35% del totale delle spese principali.
Le scorte, comprendenti materie prime, semilavorati, prodotti finiti e merci, sono ammissibili per un importo non superiore al 20% del totale delle spese principali.
Le spese per servizi sono ammissibili per un importo non superiore al 25% del totale delle spese principali. In questa categoria rientrano consulenze aziendali, formazione del personale, intermediazione immobiliare, costi di pubblicità e marketing, realizzazione o potenziamento della presenza su internet tramite siti web o e-commerce, spese per partecipazione a fiere, plateatico e allestimento stand, locazione di immobili per l’attività d’impresa, locazione operativa e noleggio di beni e servizi.
Le spese generali sono ammissibili per un importo non superiore al 5% del totale delle spese principali. A titolo esemplificativo, possono riguardare utenze, cancelleria, manutenzioni ordinarie e commissioni di garanzia, queste ultime entro il limite massimo di 1.500 euro.
La presenza di tali limiti impone una corretta costruzione del piano finanziario. In particolare, le spese “accessorie” devono essere proporzionate rispetto alle spese principali, altrimenti rischiano di essere ridotte o non ammesse.
Spese per marketing, siti web ed e-commerce
Una voce di particolare interesse riguarda le spese per servizi, tra cui i costi di pubblicità e marketing e la realizzazione o il potenziamento della presenza online attraverso siti internet o e-commerce.
Questa previsione rende la misura interessante per imprese commerciali e turistiche che intendano investire non solo in beni materiali, ma anche nella comunicazione, nel posizionamento digitale, nella promozione, nella vendita online e nella valorizzazione della propria offerta.
Tuttavia, tali spese rientrano tra le spese per servizi e sono quindi soggette al limite massimo del 25% del totale delle spese principali.
Dal punto di vista consulenziale, un progetto che includa sito web, e-commerce, marketing digitale, campagne promozionali o partecipazione a fiere deve essere costruito in modo equilibrato, affiancando tali voci a investimenti principali sufficientemente consistenti.
Forma dell’agevolazione
La misura mette a disposizione due forme di sostegno:
- un finanziamento agevolato;
- un contributo a fondo perduto collegato al finanziamento.
Il finanziamento agevolato è composto per il 70% da risorse regionali a tasso zero e per il 30% da risorse degli intermediari finanziari convenzionati, cioè istituti bancari e Confidi, a tassi di mercato.
Il contributo a fondo perduto non è fruibile separatamente, ma è vincolato alla concessione del finanziamento agevolato.
Questo è un elemento essenziale da chiarire al cliente: la misura non è un contributo a fondo perduto puro. L’impresa non può chiedere solo la sovvenzione. Il contributo è accessorio e abbinato al finanziamento agevolato, che resta la componente principale dell’intervento.
Contributo a fondo perduto
Il contributo a fondo perduto è concesso in percentuale sulla quota pubblica del finanziamento.
La pagina ufficiale Finpiemonte indica le seguenti percentuali: 10% della quota pubblica di finanziamento per le micro imprese, 8% per le piccole imprese e 4% per le medie imprese. Il contributo è inoltre soggetto ai limiti previsti dalla disciplina de minimis e alle regole di cumulo previste dal bando.
Questo significa che la misura premia maggiormente le micro imprese, alle quali viene riconosciuta una percentuale di fondo perduto più elevata rispetto alle piccole e alle medie imprese.
Anche in questo caso, il contributo non può essere considerato autonomamente rispetto al finanziamento. L’agevolazione va valutata nel suo complesso, considerando sia il vantaggio finanziario derivante dalla quota regionale a tasso zero sia il contributo non rimborsabile calcolato sulla quota pubblica.
Importi minimi e massimi
Sono ammessi progetti di importo minimo pari a 25.000 euro per micro e piccole imprese e pari a 250.000 euro per medie imprese. Questo dato è confermato dalla comunicazione Finpiemonte relativa alla riapertura dello sportello.
Il finanziamento massimo concedibile può arrivare a 500.000 euro per le micro imprese e fino a 1.500.000 euro per le medie imprese.
La costruzione del progetto dovrà quindi rispettare la soglia minima corrispondente alla dimensione dell’impresa. Per una media impresa, un progetto inferiore a 250.000 euro non risulta coerente con la soglia minima indicata. Per micro e piccole imprese, invece, il progetto deve essere almeno pari a 25.000 euro.
Modalità di presentazione della domanda
Le domande devono essere presentate tramite la piattaforma telematica Bandi Piemonte – Finanziamenti Domande. Finpiemonte indica che la domanda deve essere caricata e inviata previa apposizione della firma digitale del legale rappresentante o del soggetto delegato interno all’impresa, unitamente alla documentazione obbligatoria prevista dal bando e alla delibera della banca o del Confidi, a seguito della presentazione agli intermediari cofinanziatori della sintesi del progetto.
Lo sportello per la presentazione delle domande è aperto continuativamente dalle ore 10:00 dell’11 dicembre 2025 fino a comunicazioni di sospensione o termine da parte di Finpiemonte.
La misura opera quindi secondo una procedura a sportello, con necessità di coordinare preventivamente anche il rapporto con l’intermediario finanziario cofinanziatore.
Ruolo degli intermediari finanziari
Uno degli elementi più rilevanti della misura è il coinvolgimento degli intermediari finanziari convenzionati, cioè banche e Confidi.
Il finanziamento è infatti composto da una quota regionale a tasso zero e da una quota di cofinanziamento degli intermediari finanziari a tassi di mercato.
Questo comporta che la domanda non è solo una pratica agevolativa, ma anche una pratica finanziaria. L’impresa dovrà essere valutata sotto il profilo del merito creditizio, della capacità di rimborso e della sostenibilità dell’operazione.
Dal punto di vista consulenziale, è quindi opportuno verificare preliminarmente la bancabilità dell’impresa, la situazione economico-finanziaria, la regolarità contributiva e fiscale, l’eventuale esposizione bancaria, il bilancio, i flussi di cassa prospettici e la capacità di sostenere il piano di ammortamento.

