INFORMATIVA TECNICA

REGIONE UMBRIA – FESTIVAL E RASSEGNE CINEMATOGRAFICHE E AUDIOVISIVE 2026

Contributi a fondo perduto per la realizzazione di festival e rassegne nel settore cinematografico e audiovisivo

Finalità della misura

La Regione Umbria, in attuazione della Legge regionale 2 ottobre 2024, n. 18 e del Piano annuale 2026 delle attività cinematografiche e audiovisive, ha attivato un bando destinato a sostenere la realizzazione di festival e rassegne cinematografiche e audiovisive nel territorio regionale.

L’intervento mira a valorizzare il cinema e l’audiovisivo non soltanto come espressione artistica e culturale, ma anche come strumenti di promozione territoriale, attrazione turistica, sviluppo economico e coinvolgimento della filiera professionale umbra.

I progetti devono essere realizzati in Umbria e svolgersi integralmente nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. Possono quindi essere finanziate anche iniziative già avviate o concluse alla data di presentazione della domanda, purché tutte le attività e i documenti di spesa siano riferiti all’anno 2026.

La dotazione finanziaria complessiva è pari a 80.000 euro, ripartita per l’80% a favore dei festival cinematografici o audiovisivi e per il restante 20% a favore delle rassegne. Qualora una delle due categorie non assorba integralmente le risorse riservate, le economie possono essere trasferite all’altra categoria.

La domanda deve essere presentata entro il 22 agosto 2026.

Tipologie di iniziative finanziabili

Il bando distingue in modo preciso tra festival e rassegne.

Per “festival cinematografico” o “festival audiovisivo” si intende una manifestazione culturale rivolta al pubblico, organizzata con cadenza periodica, limitata nel tempo e caratterizzata obbligatoriamente dalla presenza di un concorso. Il concorso costituisce quindi un elemento essenziale del festival. Una manifestazione che preveda soltanto proiezioni, incontri o anteprime, senza una selezione competitiva e senza l’assegnazione di premi o riconoscimenti, deve essere più correttamente qualificata come rassegna.

Per “rassegna cinematografica” o “rassegna audiovisiva” si intende invece una manifestazione rivolta al pubblico, anche non periodica, caratterizzata dalla proiezione di opere audiovisive, che possono essere anche non inedite. La rassegna non deve necessariamente prevedere un concorso e può essere organizzata intorno a un autore, un genere, un tema, un periodo storico, un territorio o una specifica finalità culturale.

In entrambe le categorie il progetto deve presentare un programma effettivamente cinematografico o audiovisivo. Non risultano pertanto coerenti con il bando eventi culturali generici nei quali la componente cinematografica sia soltanto marginale o accessoria. La Regione considera prioritari i progetti capaci di diffondere la cultura cinematografica, rafforzare l’identità dell’Umbria, valorizzare i luoghi, le tradizioni e il patrimonio artistico regionale e promuovere l’Umbria come destinazione culturale di rilievo nazionale e internazionale. Particolare attenzione viene attribuita alle iniziative riconoscibili per una specifica vocazione artistica, capaci di ampliare e diversificare l’offerta culturale regionale, raggiungere nuovi pubblici e costruire collaborazioni con enti locali, scuole, università, istituzioni culturali e operatori nazionali o internazionali. Sono inoltre valutati positivamente i progetti che coinvolgono giovani, persone in condizioni di fragilità, residenti nelle periferie o nelle aree meno densamente abitate, nonché quelli che adottano soluzioni tecnologiche per migliorare l’accessibilità e la fruizione delle proiezioni.

Soggetti beneficiari

Possono presentare domanda soggetti pubblici e privati, fondazioni, comitati, associazioni culturali e altri soggetti dotati di personalità o soggettività giuridica, con esclusione delle persone fisiche. Il richiedente deve avere come finalità statutaria o come attività principale la promozione del cinema e dell’audiovisivo. Deve inoltre possedere una sede legale e una stabile operatività nel territorio della Regione Umbria. Non è quindi sufficiente organizzare occasionalmente un evento cinematografico. Dal contenuto dello statuto, dell’atto costitutivo o dall’attività concretamente esercitata deve emergere un collegamento effettivo con l’organizzazione di iniziative culturali e con la promozione del settore cinematografico o audiovisivo. Qualora il richiedente sia un’impresa, deve risultare regolarmente costituito e iscritto al Registro delle Imprese, essere attivo e non trovarsi in liquidazione giudiziale o in altra procedura concorsuale. È ammesso il concordato preventivo con continuità aziendale, purché sia già intervenuto il relativo provvedimento di omologazione. Le imprese devono essere in regola con la normativa in materia ambientale, sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, pari opportunità, contrattazione collettiva e obblighi previdenziali e assistenziali. La regolarità contributiva viene verificata mediante DURC. È inoltre richiesto l’assolvimento dell’obbligo di assicurazione contro calamità naturali ed eventi catastrofali, con presentazione di copia della relativa polizza. Tutti i requisiti devono essere posseduti alla data della domanda e mantenuti fino all’approvazione della rendicontazione e alla liquidazione del contributo. Ogni soggetto può presentare una sola domanda, relativa a un solo progetto. Il progetto può essere realizzato singolarmente oppure in partenariato. Nel caso di partenariato, il soggetto capofila rimane l’unico beneficiario e referente nei confronti della Regione; anche tutti gli altri partner devono comunque possedere i requisiti richiesti dal bando. Le spese sostenute direttamente dai partner non sono ammissibili. I documenti contabili devono essere intestati e pagati esclusivamente dal soggetto capofila beneficiario.

Entità del contributo

Il bando ufficiale non prevede un contributo automatico pari al 50% delle spese. L’importo concedibile viene determinato sulla base di due elementi:

  1. il valore complessivo delle spese ammissibili del progetto;
  2. il punteggio ottenuto in sede di valutazione.

Il contributo non può comunque superare il disavanzo risultante dal piano finanziario. La quota di progetto non coperta dalla Regione deve essere sostenuta dal beneficiario mediante risorse proprie, sponsorizzazioni, contributi di altri soggetti, biglietteria o ulteriori entrate compatibili. Il valore minimo del progetto è pari a 5.000 euro, sia per i festival sia per le rassegne. Il contributo massimo è invece differenziato:

Categoria Contributo massimo
Festival cinematografico o audiovisivo € 12.000
Rassegna cinematografica o audiovisiva € 7.000

Per i festival, il contributo viene determinato secondo la seguente matrice:

Valore del progetto Punteggio 50-56 Punteggio 57-63 Punteggio 64-70 Punteggio 71-79 Punteggio 80-100
Da € 5.000 a € 20.000 € 1.000 € 1.500 € 2.500 € 3.000 € 4.000
Da € 20.000,01 a € 40.000 € 3.000 € 4.000 € 5.000 € 6.000 € 7.000
Da € 40.000,01 a € 55.000 € 5.000 € 6.000 € 7.000 € 8.000 € 9.000
Da € 55.000,01 a € 70.000 € 6.000 € 7.000 € 8.000 € 9.000 € 10.000
Oltre € 70.000 € 7.000 € 8.000 € 9.000 € 10.000 € 12.000

Per le rassegne si applica invece la seguente matrice:

Valore del progetto Punteggio 50-56 Punteggio 57-63 Punteggio 64-70 Punteggio 71-79 Punteggio 80-100
Da € 5.000 a € 10.000 € 1.000 € 1.500 € 2.000 € 2.500 € 3.000
Da € 10.000,01 a € 25.000 € 2.000 € 2.500 € 3.000 € 3.500 € 4.000
Da € 25.000,01 a € 40.000 € 3.000 € 3.500 € 4.000 € 4.500 € 5.000
Da € 40.000,01 a € 60.000 € 4.000 € 4.500 € 5.000 € 5.500 € 6.000
Oltre € 60.000 € 5.000 € 5.500 € 6.000 € 6.500 € 7.000

Il contributo massimo di 12.000 euro per un festival è quindi ottenibile soltanto da un progetto di valore superiore a 70.000 euro che raggiunga almeno 80 punti. Analogamente, il contributo massimo di 7.000 euro per una rassegna richiede un progetto superiore a 60.000 euro e un punteggio compreso tra 80 e 100. Il contributo assegnato può essere ridotto in sede di rendicontazione qualora il costo finale risulti inferiore, vengano eliminate attività rilevanti ai fini del punteggio, le spese quietanzate non coprano l’importo concesso oppure il progetto disponga di entrate tali da ridurre o azzerare il disavanzo.

Spese ammissibili

Sono ammissibili le spese effettivamente sostenute dal beneficiario e direttamente collegate alla realizzazione del festival o della rassegna. Tra le principali voci finanziabili rientrano l’affitto e l’allestimento di sale, teatri, cinema, piazze e altri spazi destinati all’evento. Sono inclusi i service audio, video, luci e proiezione, i costi per autorizzazioni, concessioni e permessi e le spese necessarie per sicurezza, vigilanza e piani di safety e security. Sono ammissibili i costi per il noleggio delle opere audiovisive, i diritti di proiezione, la SIAE e gli altri diritti di proprietà intellettuale, oltre alle spese per sottotitolazione, doppiaggio, traduzione e adattamento linguistico. Possono essere rendicontate le attività di promozione e comunicazione: progettazione grafica, campagne pubblicitarie, stampa, affissioni, ufficio stampa, comunicazione digitale, social media, produzione di fotografie, video, cataloghi e materiali editoriali. Sono finanziabili i compensi del personale direttamente impiegato nel progetto e le prestazioni artistiche, professionali, tecniche e organizzative, purché siano chiaramente imputabili all’iniziativa. Rientrano anche le spese per innovazione tecnologica e digitalizzazione, quali piattaforme per lo streaming, proiezioni online, sistemi digitali di accredito, prenotazione e biglietteria, nonché strumenti per l’analisi e il monitoraggio del pubblico. Una specifica categoria riguarda l’accessibilità e l’inclusione. Sono ammissibili servizi di interpretariato nella lingua dei segni, sottotitoli per persone non udenti, audiodescrizioni e soluzioni per l’accessibilità fisica e sensoriale. Possono essere sostenuti i costi di vitto e alloggio di ospiti, artisti, relatori, componenti della giuria e operatori del settore, purché strettamente collegati al progetto e autorizzati dal legale rappresentante. Sono inoltre finanziabili workshop, masterclass, incontri, attività formative e didattiche, compresi i compensi di docenti e relatori. L’IVA è ammissibile esclusivamente quando rappresenta un costo effettivo e non recuperabile per il beneficiario. Le fatture e gli altri documenti di spesa devono essere emessi tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 e devono essere integralmente pagati entro la scadenza della rendicontazione.

Spese non ammissibili

Non sono ammissibili le spese prive di un collegamento diretto con il progetto, gli apporti in natura o in servizi e i costi sostenuti da soggetti diversi dal beneficiario. Sono escluse le consulenze ordinarie di natura legale, contabile, fiscale o amministrativa, le imposte e tasse diverse dall’IVA eventualmente non recuperabile, gli interessi passivi, le spese notarili, bancarie e gli altri oneri accessori. Non possono essere rendicontati pagamenti in contanti, compensazioni tra beneficiario e fornitore, acquisti di carburante, pedaggi autostradali e rimborsi riferiti a costi non ammissibili. Non sono inoltre riconosciuti contributi o erogazioni effettuati dal beneficiario a favore di altri soggetti. Tutti i rapporti economici devono essere documentati da regolari fatture, ricevute o documenti fiscalmente validi relativi a prestazioni effettivamente rese.

Criteri di valutazione

I progetti vengono valutati da un Comitato tecnico sulla base di una griglia di 100 punti. Per accedere alla graduatoria è necessario ottenere almeno 50 punti. La componente più importante è rappresentata dall’identità e dalla qualità artistica, alla quale sono attribuiti fino a 40 punti. La valutazione riguarda la chiarezza del concept, la coerenza complessiva, la qualità della programmazione, la presenza di elementi innovativi e sperimentali, l’utilizzo di formati digitali, il rilievo nazionale o internazionale di opere, autori e ospiti, la presenza di anteprime e contenuti esclusivi e l’organizzazione di workshop, mostre, incontri o attività formative. L’organizzazione e la gestione operativa valgono complessivamente 30 punti. Vengono esaminati la coerenza tra attività e piano economico-finanziario, l’esperienza pregressa del soggetto proponente, le misure di accessibilità e inclusione e l’adeguatezza del gruppo di lavoro. La strategia di comunicazione vale fino a 10 punti. Il progetto deve illustrare gli strumenti online e offline, il pubblico di riferimento, il budget destinato alla comunicazione e le modalità attraverso le quali si intende dare visibilità all’iniziativa. Gli ultimi 20 punti riguardano l’impatto economico e sociale: capacità di promuovere l’identità turistica dell’Umbria, coinvolgimento della filiera audiovisiva locale e capacità di attrarre pubblico.

Presentazione della domanda

La domanda deve essere trasmessa entro il 22 agosto 2026 tramite PEC all’indirizzo indicato dalla Regione Umbria e deve essere indirizzata al Servizio Turismo, Sport e Film Commission.

La documentazione comprende:

  • Allegato A – domanda di contributo;
  • Allegato B – scheda del progetto;
  • Allegato C – piano finanziario;
  • Allegato D – dichiarazione sostitutiva relativa ai requisiti.

Alla domanda deve essere applicata una marca da bollo da 16 euro, salvo i casi di esenzione previsti dalla normativa. La domanda può essere firmata digitalmente dal legale rappresentante oppure sottoscritta con firma autografa, allegando copia di un documento di identità in corso di validità. Costituiscono cause di esclusione la presentazione oltre il termine, la domanda presentata da un soggetto privo dei requisiti, la mancata sottoscrizione, un progetto di valore inferiore a 5.000 euro e il mancato riscontro alle richieste regionali di integrazione entro il termine assegnato. Durante l’istruttoria la Regione può richiedere chiarimenti o documenti integrativi, concedendo dieci giorni per la risposta.

Rendicontazione ed erogazione

Il contributo viene erogato a saldo, dopo la conclusione del progetto e la presentazione della rendicontazione, che deve avvenire entro il 31 marzo 2027. Gli enti pubblici devono presentare il bilancio consuntivo dell’iniziativa, il dettaglio delle entrate e delle spese, la relazione finale e l’atto amministrativo di approvazione della rendicontazione, oltre ai materiali e alle evidenze che dimostrino l’effettiva realizzazione del progetto. Le associazioni, le fondazioni, le imprese e gli altri soggetti privati devono presentare anche copia dei documenti di spesa e delle relative quietanze almeno per un importo pari al contributo concesso.

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